26
nov

Give Yourself Over To The Absolute Pleasure

Un’altra linea che cancella una delle cose da fare prima di morire: vedere il Rocky Horror Show. Teatro Nazionale, ore 21 circa, teatro semi-pieno, si abbassano le luci ed esce la venditrice di bevande che canta Sience Fiction Double Feature. Poi si passa alla scena della chiesa e dell’anello di Brad. Ecco che entra il criminologo con un misto tra inglese e italiano (il musical è in inglese) si rivolge direttamente al pubblico facendo capire che è lui il vero protagonista del Rocky Horror Show.
La macchina e la ruota che scoppia, There’s A Light (con gli attori tra il pubblico in platea che bagnano con pistole ad acqua) e finalmente compare Riff Raff accompagnato da un’ovazione. Ed ecco che arriva il clou, il Time Warp tutti in piedi a ballare it’s a jump to the left… arrangiamento leggermente diverso da quello del film ma che meglio si presta ad essere ballato. Pochi secondi di dialogo ed ecco che come un brivido lungo la schiena Frank pronuncia quel How Do You Do? Percorre la balconata, scende le scale e mostra tutto il suo corredino di ghepierre e mutandine di seta. L’attore che  lo interpreta tra l’altro è bravissimo, si avvicina davvero alle interpretazioni di Tim Curry.
Come up to the lab and see what’s on the slab e un apparecchio dalla forma fallica si fa strada sulla scena dal quale esce Rocky che  da un biondazzo tutto muscoli degli anni 70 si trasforma in un nero pelato ma con sicure doti pelviche per la gioia di Frank. Piccola delusione, non comincia il discorso con Welcome Unconventional Conventionalist. I Can Make You a Man, It Ain’t No Crime e Hot Patootie e la scena passa sui letti nei quali Brad Major (Assholeeeee) e Janet Waiss (Waisssssss) conoscono biblicamente parlando Frank, tra l’altro molto più esplicita di quello che si vede nel film. Gli attori eseguono Once A Time, tagliata nel film, Touch Me, Eddie e poi tutti pronti per il floorshow. Rose Tints My World e la commovente I’m Going Home ti  fanno accorgere che i transilvani stanno per tornare a casa loro. Super Heroes ne è la conferma.
Tutti fuori per gli applausi e la standing ovation con tanto di bis della seconda parte di Rose Tints My World (we’re wild and untamed things) e il ritornello del Time Warp.
Insomma, al teatro è tutta un’altra esperienza, gli attori sono eccezionali, ancora Frank che spesso si lascia andare all’improvvisazione e piccole frasi in italiano  (ad esempio quando si rivolge a Janet con: "Non l’ho fatto per te stronsa!" o "Minchia che minchia"). La parte musicale credo sia stata in parte realizzata live da un batterista, un sassofonista e un chitarrista dietro le quinte (questi ultimi due hanno realizzato anche un solo tra primo e secondo atto).
Unico, insuperabile, impertibile…peccato che il 4 dicembre Frank’s going home per l’ultima volta….