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Double feature

Proprio come dice la canzone sono tornato dalla seconda visione del Rocky Horror Show. L’emozione non è la stessa della prima volta, quando perdi la verginità non lo dimentichi mai, però ti fa rendere  conto di come ogni spettacolo sia diverso dall’altro. Si perchè nel Rocky Horror il pubblico è il protagonista e le sue reazioni, le sue risposte, le sue urla cambiano di sera in sera e i bravissimi attori dall’altra parte si adattano. Questa volta poi ho trovato i posti in platea, anche se un po’ defilati, dove ci sono i veri fan, dove senti sussurrare intorno a te le battute da chi come te le sa a memoria avendo consumato il dvd. Sono anche andato armato di riso, carta igienica e giornale per le varie scene. Tocco di classe da parte di uno dei fan delle prime file: al momento del floorshow, in I’m Going Home c’è un verso che dice "Cards for sorrow and cards for pain" e questo mito si è alzato e ha tirato carte sul palco, come prevede il copione del pubblico originale.
Tra due settimane mi aspetta il Texas dove lo danno ogni venerdì sera, lì davvero c’è la festa, "non come questi fighetti al teatro" come ha detto una ragazza davanti a me oggi.