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Assenzio: la fata verde.

Circolano molte voci sull’assenzio, sulle sue proprietà allucinogene e sulla sua presunta illegalità, molte delle quali per l’appunto infondate.

L’assenzio è una bevanda alcolica estratta da una pianta , l’Artemisia Absithium con l’aggiunta di una grande varietà di altre erbe aromatiche.
Ha una colorazione verde chiara e una gradazione alcolica piuttosto alta, dai 60 ai 90 gradi dovuta alla scarsa solubilità di alcune sue componenti.
Il sapore è forte con un retrogusto di anice e solitamente non è bevuto one shot bensì dopo un rituale di preparazione antico di alcuni secoli.

La storia della fata verde ci riporta in Svizzera ma la sua fama è dovuta alla stirpe dei poeti maledetti e dei padri dell’impressionismo del XIV secolo. Proprio in questo periodo si è guadagnata la fama di bevanda allucinogena dovuta a distillatori senza scrupoli che tagliavano le erbe della ricetta originale con altre sostanze, spesso anche rame e bronzo per colorarla di verde. Questa nomea se l’è portata avanti per tutto il XX secolo durante il quale è stato vietato nella maggior parte dei paesi europei. L’avvento dell’Unione Europea ha permesso la standardizzazione della ricetta e la legalizzazione in quasi tutti i paesi, Italia compresa.

Bere l’assenzio è una tradizione antica di almeno 200 anni.
Per riportarci indietro ai tempi di Charles Baudelaire versare nel bicchiere l’assenzio e quindi porre su un cucchiaio bucato una zorletta di zucchero imbevuta dello stesso liquore. Una volta dato fuoco alla zorletta aspettare che lo zucchero si caramelli per versarlo nel bicchiere. Questo è il classico assenzio alla Bohemién
Il metodo Parisienne è quello indicato da Ernest Heminguay nel suo "Per chi suona la campana". Prevede che all’assenzio nel bicchiere venga versata dell’acqua gelida in modo da allungare la bevanda e poterla gustare con gusto.