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Match point: fortuna e giustizia

Questi sono gli argomenti chiave di questo bel film di Woody Allen, quello che da tutti è stato additato come il ritorno all’eccellenza del regista newyorkese.
Il main plot è abbastanza semplice: un giovane irlandese maestro di tennis (Rhys-Meyers) in uno di quei club per l’alta società inglese trova l’amore con una giovane e ricca ereditiera (Penelope Wilton)  ma nel frattempo è coinvolto in una relazione parallela con una femme-fatal (Scarlett Johansson).

Fare una agiata vita da manager in carriera, grazie al potere del suocero, oppure tornare nella normalità e inseguire un amore sensuale e appagante?
Questo il dubbio del giovane Chris.

Gli eventi ed il destino condurrano Chris nelle sue decisioni in un turbine di eventi che si concentrano nel secondo tempo.

La fortuna è la padrona dell’80% del film, la palla da tennis che colpisce la rete e quindi decide se rimbalzare nel nostro campo facendoci perdere oppure di oltrepassare la linea e decretare un punto a nostro favore. Un incontro fugace e casuale permette a Chris di riprendere la sua relazione extra-coniugale e un’altro innescherà la miccia fino al botto finale. Nel rimanente 20% lo spettatore si domanda se c’è giustizia a questo mondo, se con il delitto c’è anche il castigo ma non dico nient’altro per non rovinare la sorpresa.

La colonna sonora operistica fa da contrasto e sottolinea gli eventi con puntualità.

Bello, devo dire che mi è piaciuto, un ottimo thriller sopratutto per quel che riguarda il secondo tempo, il primo fondamentalmente serve a costruire le basi delle varie storie d’amore.