20
feb

Like a rolling stone

Quello che è finito ieri sera è stato un weekend a dir poco distruttivo. Innanzitutto le solite FS ci hanno messo del loro con un ritardo di 2 ore e mezza del treno. Giusto il tempo di una doccia e di una cena veloce che ho raggiunto gli altri per una breve bevutina (assenzio+tequila boom boom) e poi dritti al Rolling Stone, la più famosa discoteca rock in Italia.

Ingresso 13€ più consumazione, assolutamente sotto la media di quelli che sono i locali milanesi.
La prima ora all’incirca ha visto come protagonisti un gruppo sconosciuto che suonava live, il terzetto era formato da chitarra, batteria e violoncello e suonava prevalentemente folk/rock/country, tant’è che hanno fatto anche cover di Jhonny Clash ed Elvis più, credo vista la mia fondamentale quasi ignoranza sul genere, tranne che per qualcosa di Elvis of course.

Poi finalmente si parte con la musica seria. Il riempipista è stato un grande classico come Should I Stay or Should I Go dei Clash. La serata è trascorsa tra Ska, Metal, Indie e Rock Classico, il tutto miscelato quindi capitava di sentire SOAD, Manson e poi i Meganoidi e gli Ska-p per poi continuare con i GunsNRoses. Piccolo episodio da citare. In uno dei momenti Ska mi sono andato a riposare sui gradoni ai bordi della pista quando penso: "Ora per continuare la serata al meglio ci vorrebbero i Queen, con We Will Rock You mi scatenerei, ho anche la maglietta del Tour sotto la camicia". Giuro, nemmeno il tempo di finirlo di pensare  e parte il Deejay: "…e questo è il nostro tributo a Freddie Mercury…" tum tum cià tum tum cià… non ci potevo credere, davvero la ciliegina sulla torta. A quel punto ovviamente mi alzo in piedi, mi apro la camicia e parto a battere le mani a tempo.

Insomma ho trovato un più che ottimo motivo per andare in discoteca. Non pensavo che il metal fosse così ballabile, certo, oltre ai momenti di pogo. Mensione d’onore anche a chi frequenta il posto, niente fighetti, solo ragazzi con una gran voglia di divertirsi. Qualche punkettone, qualche metallaro, fantastico il sosia di Robert Palmer. Mai vista poi una discoteca con così poco rimorchio, una delle cose che non mi è mai andata giù in quelle "normali".

Io ho trovato un ottimo motivo per andare in discoteca, mi sono divertito davvero tanto. Se vi trovate a Milano andate a farci due salti.

  • silvestri
    25 feb 06@4:18 pm:

    POLITECNICO DI LUGANO CONDANNATO

    Il Politecnico di Studi Aziendali di Lugano http://www.unipsa.ch e http://www.umc-pcu.edu con sentenza n.204/2000 del 14/9/2000 è stato condannato per PUBBLICITA INGANNEVOLE dal GRAN GIURI dello IAP ISTITUTO dell’AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA in quanto il messaggio in oggetto è stato ritenuto ingannevole nella misura in cui ingenera nel pubblico la convinzione di poter conseguire un titolo analogo al titolo di dottore conseguibile in Italia quando il titolo conseguibile presso il Politecnico di Studi Aziendali non è paragonabile ad alcun titolo accademico italiano.Il messaggio è ulteriormente recettivo in quanto il titolo pubblicizzato è privo di valore legale nella stessa Svizzera e come tale non è passibilie di alcun riconoscimento secondo quanto previsto sia dalla Convenzione Europea del 1959 sia dalla normativa Italiana e Comunitaria in materia di riconoscimento dei titoli accademici stranieri.Inoltre vi è il mancato riconoscimento da parte delle Autorità Elvetiche del Politecnico di Studi aziendali quale istituzione universitaria di qualsiasi genere come desumibile dalla richiesta avanzata dalle stesse Autorità di informare il pubblico circa l’ASSENZA DI VALORE LEGALE e la NON EQUIPOLLENZA di detti titoli ad ALCUN TITOLO ACCADEMICO ITALIANO O SVIZZERO OD EUROPEO.

    ROBERTO VACCA noto e prestigioso docente universitario professore di Automazione del Calcolo all’Università di Roma e di Ingegneria dei Sistemi a Milano e Roma sarà presente quale testimone ignaro ed inconsapevole della condanna inflitta e del mancato riconoscimento quale università di qualsiasi genere da parte delle Autorità Elvetiche al DIES ACADEMICUS del Politecnico di Studi Aziendali di Lugano previsto per il prossimo 21 Novembre 2005.

    Il Politecnico di Studi Aziendali di Lugano alla data odierna NON HA RICEVUTO l’accreditamento dall’OAQ Organo di Accreditamento e di Garanzia della Qualità delle istituzioni universitarie,delegata dalla CUS Conferenza Universitaria Svizzera,competente autorità elvetica;di conseguenza il Politecnico di Studi Aziendali di Lugano NON PUO’ ESSERE IN ALCUN MODO QUALIFICATO COME ISTITUZIONE UNIVERSITARIA NEPPURE SECONDO IL DIRITTO SVIZZERO.

    Il Politecnico di Studi Aziendali di Lugano NON SI E’ MAI SOTTOPOSTO alla Procedura di Accreditamento compiuta dal CUS,attraverso la quale il Consiglio di Stato del Cantone Ticino decide di ACCREDITARE una Università e di AUTORIZZARLA ai sensi dell’articolo 14,comma 1,della Legge Cantonale sull’Università della Svizzera Italiana del 3 ottobre 1995 al RICONOSCIMENTO DEI TITOLI RILASCIATI.

    Il Politecnico di Lugano al fine di superare una profonda crisi economico finanziaria che lo attanaglia continua a perseguire una strategia di contenimento dei costi operativi che ha spostato la propria sede dalla centralissima via Balestra nel cuore di Lugano alla periferica Agno,ha licenziato il proprio amministratore unico Delfino Giordani;Massimo Silvestri assomma quindi il triplice ruolo di amministratore unico,direttore generale e capo bidello.

    Il Politecnico di Lugano ha perso,non senza strascichi giudiziari, anche il prezioso e fondamentale supporto dell’Accademia Eraclitea di Catania http://www.accademiaeraclitea.com che forniva la piattaforma elettronica contenete le videolezioni,inoltre anche la joint venture elvetica http://www.accademiaeraclitea.ch è naufragata senza successo,Marcello Incognito presidente Accademia Eraclitea ha avviato tutta una serie di azioni al fine di tutelare i prori interessi e diritti.