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mag

The new Spike Lee joint

Ultimi stralci di stagione cinematografica in Italia quindi i film che vale la pena vedere cominciano a ridursi all’osso. Argomentazione che non vale per i grandi nomi americani, vedi il Codice Da Vinci, che escono in contempranea con gli USA dove la vera stagione cinematografica è alle porte.

Inside Man è il nuovo film, anzi come recitano titoli iniziali "the new joint" (la nuova canna), di Spike Lee. La storia è piuttosto semplice: il film si svolge nell’arco temporale di alcune ore durante le quali una banca nel pieno centro di New York viene presa d’assalto non tanto per i milioni di dollari ma per i segreti scomodi che celano le sue cassette di sicurezza. Nonostante la trama sia piuttosto semplice il film è intrigante grazie anche all’uso di flashback e flashforward (esiste?) degli interrogatori successivi alla rapina. Il finale è decisamente col botto, a dir poco geniale la fuga dalla banca, non stupitevi se vi verrà voglia di provarlo.

Quello che mi ha colpito di più, oltre al plot principale, è che Inside Man è un film ambientato a New York su New York, con le vicende di vita quotidiana, la paura del terrorismo di Alquaeda, le distinzioni razziali ecc ecc.
Significativa in questo senso una delle scene iniziali, subito prima della rapina, in cui 3 persone fanno la fila per lo sportello. Davanti c’è un uomo afro-americano con suo figlio che gioca con la PSP e che, in una scena più avanti, proverà ammirazione, influenzato dalla società moderna, per il rapinatore perchè presto  sarebbe diventato ricco. Subito dietro una donna prosperosa, bianca, la classica figura della persona che sembra parlare da sola ad alta voce mentre invece è al telefonino con un’amica, e che per il tono alto viene ripresa da un uomo della sicurezza, e infine un ragazzo di origini estremo-orientali con il suo iPod, che dopo La Guerra dei Mondi fa ancora la sua comparsa sul grande schermo.

Mi è piaciuto molto questo Inside Man, non conoscevo Spike Lee come regista, credo mi dovrò informare meglio.
E venerdì sera mi aspetta il Codice Da Vinci, cinema Odeon alle 22.30. Io già prevedo una mezza delusione, non  tanto perchè estimatore del libro (che non ho letto), ma per il polverone alzato dal Vaticano su fatti che già si conoscevano ampiamente (il Vangelo di Tommaso) e per le sue fondamenta di cartapesta (il Protocollo dei Savi di Sion è stato dichiarato un falso già alcuni anni dopo la sua scoperta avvenuta nel XIX secolo in una biblioteca francese).