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giu

Supereroi contro la burocrazia

Uno dei tabù più grandi per i supereroi americani è la loro identità. Quasi tutti proteggono i loro visi con maschere per non poter essere riconosciuti, per poter così preservare la loro vita privata, ad esempio Batman, oppure i loro cari, vedi l’Uomo Ragno.

C’è poi Superman che per me è sempre stato un mistero. Gli basta togliersi gli occhiali e nessuno lo riconosce più, compresa la sua amata collega Loris. Misteri del mondo del fumetto.

Di recente negli USA è stata prodotta una nuova serie da mamma Marvel dal nome Civil War, Guerra Civile ovviamente. Un po’ come la canzone dei Guns’n'Roses. In questa testata si scontrano una serie di supereroi con una serie di supercattivi in battaglie apocalittiche producendo centinaia di morti tra i civili.

E fino a quì niente di sconvolgente. Però la Marvel presenta questa serie come "arguably the most shocking event in comic book history". E forse un po’ di ragione ce l’ha. Queste battaglie costringeranno il governo statunitense ad emettere il Super-Hero Registration Act a cui dovranno iscriversi tutti i supereroi indicando la loro identità pubblicamente.

Il mondo dei supereroi si spacca in due. Capitan America si schiera, incredibile, contro la decisione del governo. Mi sarei aspettato più il contrario sinceramente. L’Uomo Ragno invece accetta di buon grado questa decisione e in una conferenza stampa si rivela al mondo "I’m proud of who I am, and I’m here right now to prove it" liquidando poi i giornalisti con tutta la sua verve con "Any questions?".

La Marvel non è nuova a questi colpi di scena. Fino a qualche anno fa seguivo con passione l’Uomo Ragno e un po’ mi è rimasto nel cuore anche se alcune svolte prese dalla storia me l’hanno fatto abbandonare. Alla morte di Zia May quasi festeggiavo, la saga del clone nemmeno mi dispiacque. Zia May però tornò con un salto mortale doppio carpiato nella storia, insieme a Norman Osborn senior. Morì Mary Jane e anche lei ben presto tornò. Si separò da Peter e sospetto siano anche tornati insieme. Insomma colpi di scena pessimamente dosati.

Ed ora questo. Appena arriva in Italia, solitamente siamo un 6 o 7 mesi indietro se non erro quindi lo vedremo per il prossimo inverno, non me lo farò scappare, solo per vedere la faccia di J.J.J.