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giu

Viva Sting! Viva il cornetto Algida!

Signori che gran concerto che ci ha regalato Sting stasera! Davvero stupendo, un bellissimo live. Arrivo in Piazza Duomo alle 9 circa, in tempo per vedere (ahimè) credo tutti i Negramaro. Per carità, c’è di peggio, ma me li sarei risparmiati volentieri. Il tempo di cantare una decina di canzoni e si fanno le 10 ed abbandonano la scena. Il bello di vivere in Italia: appena finiscono c’è un deflusso dalle prime file di ragazzine e riesco ad avanzare di una decina di metri, portandomi ad una ventina scarsi dal palco. Tra pubblicità e intervista al gruppo pugliese (il concerto era in diretta su All Music) se ne va una mezz’ora e Mr. Sting sale sul palco a deliziarci con il suo basso.

Inizialmente pensavo che fosse un po’ più pesante di quello che in realtà è stato. Si inizia subito con l’energia di Message In A Bottle, se non sbaglio correva proprio l’anno 1985 quando i Police sbancarono tutte le classifiche in giro per il mondo. Non ricordo tutte le canzoni, in effetti alcune non le conoscevo nemmeno, ma ho fatto un discreto numero di video con il telefonino quindi posso ricostrurire con una certa esattezza la scaletta.

Splendida An Englishman In New York con tutta Piazza Duomo, oramai stracolma fino in galleria, a cantare il ritornello. Quindi è la volta del primo lento, Shape Of My Heart. Ancora brio e l’energia di Every Little Thing She Does It’s Magic, un’altro pezzo con i quali i Police che ha fatto storia nei mitici anni 80. Dopodichè tutti inchinati al cospetto del signor Sting, del suo basso e di tutta la sua band (fenonemali anche loro) con gli occhi lucidi per Fields Of Gold, musica che viene direttamente da un’altro mondo, da brividi lungo la schiena ad ogni nota. Quest’uomo continua a sorprendermi tirando fuori dalla manica A Day In The Life, unica, credo, cover del concerto, ripescata direttamente dal fondo di Sgt. Pepper Lonley Heart Club Band degli scarafaggi di Liverpool. I Police hanno spesso attinto dalle sonorità Ragge e Walking On The Moon è uno degli esempi più riusciti. Da qualche parte ha anche suonato If You Love Somebody Set Them Free e So Lonley ma dargli una collocazione temporale nel concerto è chiedere troppo alla mia mente.

Sting si accompagna con una chitarra acustica, una rock e ovviamente il batterista. Questi ultimi 2 hanno più di una volta monopolizzato l’attenzione soprattutto nell’assolo che c’è stato a metà concerto. I love Rock’n'Roll!

La storia torna a riecheggiare tra i palazzi di Piazza Duomo con Roxane, riarrangiata per dare il meglio di sè live ed è il pezzo più lungo della serata. Balzo cronologico di qualche anno per godere a pieno di uno dei pezzi di maggior successo tra gli ultimi lavori di Sting. Desert Rose è già di per sè una canzone meravigliosa ma se poi sale sul palco un gran pezzo di ballerina per la danza del ventre si tocca il cielo con un dito.

Dopo un paio di finte uscite di scena ogni magia ha un termine. Come finire meglio? Una dopo l’altra Every Breath You Take e Fragile per salutare quest’uomo che ha reso la notte milanese magica per un’ora e mezza di musica con la M maiuscola. Se siete di Napoli non potete assolutamente perdervi il bis di domani, se non sbaglio. Andrei a rivederlo di corsa.

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