26
giu

Giornalisti da spiaggia

Come inizio di settimana, nonchè teso pre-partita (se qualcuno sa come poter seguire la partita da un telefonino con internet me lo faccia sapere, radio escluse, in maniera testuale), mi sembra giusto parlare di una notizia piuttosto leggera, di quelle che di primo acchitto mi verebbe da dire "Chissene".

Anche questo blog si adatta alla consuetudine dei media del mainstream di dare, con le prime avvisaglie dell’estate, quasi solamente notizie inutili. Classica apertura di Studio Aperto: "L’Italia è nella morsa del caldo: l’esperto consiglia agli anziani di non uscire di casa e di bere molto".
E la notizia dov’è? Cacchio è estate, è normale faccia caldo! (consuetudine riciclata e ovviamente rovesciata per l’inverno) L’esperto si è laureato per dire cose del genere? Dove, Al CEPU? Però la strategia ha un suo perchè: gli anziani si sentono male sentendo la notizia e così non possono più uscire di casa.

Dopodichè si passa al collegamento dalla spiaggia di turno, solitamente Mondello o sulla Riviera Romagnola, il giornalista che scassa i maroni a chi sta prendendo il sole con domande di politica interna del tipo: "Ha caldo?" (no, ho i bollori n.d.intervistato) "Preferisce stare al sole o rinfrescarsi in acqua?" (mo ti affogo io se non la smetti n.d.intervistato) "Cosa ne pensa di *ultima stupida moda dell’estate a cui nessuno frega*?". Proprio ieri ho visto la pubblicità di una di quelle classiche riviste carta igienica estive con la quale viene dato in omaggio la solita cagata spacciata per moda trendissima e fesciòn dell’estate: un braccialetto di gomma con un buco a forma ad esempio di stella in modo da lasciare il segno quando si prende il sole. Sono allibito.

Il collegamento solitamente finisce con o 4 coglioni sbraitanti che addestrati dal giornalista si buttano in acqua o 4 fighe che si toccano sotto la doccia con sfumatura finale sulle chiappe.

Qual è la famosa notizia leggera di cui dovevo parlare? Ne riparliamo la prossima volta, già sono in pochi che leggono quello che scrivo, meglio non scoraggiare i poveri volenterosi con scritti chilometrici.