28
set

Non sono internet-addicted!

Questo potrebbe essere finalmente l’ultimo post passato per le linee informatiche della Bocconi. Se tutto va bene oggi scade il limite delle 48 ore dato da Fastweb per la pratica del trasloco ma meglio fare gli scongiuri, mai fidarsi di Fastweb. Certo che professionalità questo blog, aggiorno non avendo nemmeno internet. In ogni caso mi conservo l’aggiornamento quotidiano a stasera. Volevo spendere infatti 2 parole su Le Porte della Percezione, il libro di Aldous Huxley che ho da poco finito di leggere.

Per quanto la mia sete di informazioni sempre aggiornate e di input si faccia sentire, nonchè della quotidiana puntata di Twin Peaks, riesco a stare tranquillamente senza internet. Posso tranquillamente non considerarmi un tossicodipendente da rete. Strano a dirsi per chi mi consce. Dormo tranquillamente, mangio e non sono entrato in crisi depressiva. Ovviamente meglio che questa situazione rimanga temporanea e non definitiva. A dopo (si spera)

27
set

The Queen (e Freddie Mercury non c’entra)

Dopo i corridoi del Velodromo passo alle aule di informatica dell’Università anche se a casa si è giunti a un accordo sull’abbonamento a internet quindi manca solo che terminano la pratica di trasloco e dovrei essere di nuovo fibrato. Ho dovuto scaricare anche un attimo una versione di Portable Firefox altrimenti quà "arrevutavo" il computer. Dopo la massacrante giornata di ieri quella di oggi sembra una barzelletta, dalle 14.30 alle 19.30 ma in una ventina di minuti dovrei riuscire a parlare di The Queen.

Il film è stato presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia dove ha ricevuto qualcosa come 5 minuti di stainding ovation. La trama ovviamente non è di quelle che ti lasciano con il fiato sospeso. L’aspetto importante è la descrizione che il regista riserva ai personaggi, su tutti quello della Regina Elisabetta. Il periodo temporale è quello che va dall’elezione di Tony Blair ai funerali di Lady Diana, un arco di poche settimane credo. Tenendo fuori le teorie cospirazioniste (a parte qualche battutina di un collaboratore del primo ministro) il film descrive il rapporto tra la regina e Blair, primo ministro laburista la cui popolarità oggi tocca minimi storici ma che allora si propose con un programma a dir poco rivoluzionario e riformatore. Tutte le vicende sono corredate da humor tipicamente inglese, come ad esempio la scena della nomina del presidente del consiglio designato da parte della regina. Non un film per tutti, chi non piace il genere cadrà tra le braccia di Morfeo entro la prima mezz’ora.

La regina è ovviamente descritta come tutti ce l’aspettiamo, fredda e rigida, che non riesce, e non vuole perchè così le hanno insegnato, ad esternare i suoi sentimenti. E che si stupisce e si indigna di fronte alle dimostrazioni pubbliche d’affetto da parte dei sudditi per Lady D. Come dicevano i Pink Floyd "Hanging on a quiet desperation is the english way". Solo quando si ritrova nel bel mezzo della sua immensa tenuta, di fronte a un cervo maestoso, si commuove e mostra per l’unica volta un lato umano.

In contrasto con l’austerità regale c’è Tony Blair e la sua famiglia, che nonostante la sua posizione riesce a mantenere saldi i suoi rapporti familiari. Se da un lato ci sono i ritratti di un millennio di famiglia reale dall’altro ci sono le foto e i disegni dei figli.

Ma nonostante il suo carattere riformista Tony Blair cerca di supplire alle mancanze della regina nel momento del bisogno, quando i sudditi la accusano di non aver mosso un dito o proferito parola nel momento del lutto. Insomma un bel film su due dei protagonisti del nostro secolo. Consigliato a chi piace il genere o a chi vuole approfondire alcuni aspetti del British Establishment.

(mancano 10 minuti, devo scappare a lezione, buona giornata a tutti!)

26
set

Varie ed eventuali (la vendetta)

Questa volta sono in diretta dal primo piano del Velodromo della Bocconi perchè ancora non ho un abbonamento a internet nell’appartamento nuovo (di cui a breve posterò le foto). Vi dico solo che mi ci sto trovando benissimo, internet a parte, e sono soddisfattissimo della nuova sistemazione.

Il nuovo orario delle lezioni è fatto abbastanza bene e ho libero anche il venerdì, libero per modo di dire. Il problema è il mercoledì che fino alle 19.30 sono costretto in una classe causa spagnolo, con presenza necessaria per avere un punto in più all’esame. Se poi l’equilibrio viene rotto (come oggi) con una lezione di e-business da recuperare sono cazzi amari. Il mio orario di oggi: 10.30/13.00 Industrial Dynamics – 13.30/16.00 Spagnolo – 16.15/17.45 E-business e gestione dell’innovazione. Distruttivo, a dir poco massacrante contando anche mezz’ora per il pranzo.

Piacevole notizia che ho appena trovato: sono stato preso alle stelle 3! Insomma una bell’esperienza che spero non partirà prima dell’attivazione di internet. Questa la descrizione che mi hanno fatto:

Miky ha 21 anni, è originario di Salerno e vive a Milano in quel dei Navigli. Si dice idiota di professione e studente per hobby. Miky si descrive così: “Provengo da un piccolo pianeta nelle vicinanze di Betelgeuse e sono uno dei redattori de La Guida Galattica per Autostoppisti e attualmente sto scrivendo alcune voci per questo piccolo pianeta blu e verde. In particolare mi sono specializzato in musica, fondamentalmente rock, libri, computer, liquidi ingeribili ad alto tasso di etanolo, cibi, rapporti interpersonali con l’altro sesso e ozio in generale”. Le stelle della sua vita: Jim Morrison, Douglas Adams e Totò. Il suo promo: “Lasciate che i miei 2 neuroni si riposino, domani mi aspettano 7 ore di treno. “

E con questo è tutto, sono troppo stanco per produrre un post più impegnato come due parole su The Queen, l’ultimo film che ho visto. Ci si ribecca, spero presto.  

25
set

Baustelle live@Transilvania

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Venerdì 22 sono finalmente andato a vedere i Baustelle live dopo il breve set acustico a cui avevo assistito alla FNAC, esibizione che non mi avevano convinto fino in fondo. Ma partiamo dall’inizio. Sul sito del Transilvania l’orario previsto era alle 20 ma arrivati lì puntuali abbiamo aspettato l’apertura delle porte per oltre un’ora. Perlomeno il prezzo era contenuto, 10€. Prima dei Baustelle ci sono stati altri 2 gruppi: gli Psyco Drama e gli Yuppie Flu. Il primo è un gruppo giovanissimo formato da un cantate/chitarrista, bassista, batterista e violino elettrico. Nonostante una presenza scenica discreta non mi sono piaciuti molto, soprattutto il cantante, uno pseudo Brian Molko sia vocalmente che esticamente. Il violinista era relegato a comprimario e solo quando ci hanno dato dentro nei frangenti strumentali il gruppo diventava più godibile. Gli Yuppie Flu invece mi sono piaciuti, e non poco. Molto vintage e molto rock’n'roll alla fine del concerto, sull’ultimo assolo, quando hanno cominciato a distruggere tutto: lo sgabellino del tastierista è finito dentro la batteria, il bassista (un grande, con la maglietta di Lou Reed e una barba trasandata alla Morrison) ha cominciato a far volteggiare il basso facendolo incagliare con il microfono e il chitarrista che sbatteva la chitarra nell’ampli. E poi sono arrivati i Baustelle con una scaletta piuttosto lunga. I primi sono stati i pezzi della Malavita iniziando con I Provinciali, come alla FNAC, poi in ordine sparso Sergio, Revolver, A Vita Bassa, La Guerra è Finita e ovviamente Un Romantico a Milano, poi una serie di vecchi pezzi. Da La Moda del Lento hanno suonato la title track e Cin Cin (sicuramente ne dimentico qualcuna) mentre invece da Sussidiario Illustrato della Giovinezza: Le Vacanze dell’Ottantatre, Martina, La Canzone del Parco e La Canzone del Riformatorio. Stavolta mi sono piaciuti molto di più, si meritano un bel 7 e mezzo. La scaletta è stata molto più lunga con tanti bei pezzi dei precedenti album. Io stavo giusto di fronte a Rachele, in terza o quarta fila. Anche Francesco era molto più in forma, anche se come al solito non sprizza proprio allegria, però quando si tratta di cantare la voce la caccia. Spero proprio di rivederli ancora e credo che ce ne sarà occasione visto che sul Rolling Stones ho letto che sono in tuor da quasi un anno e con un centinaio di date sulle spalle.

21
set

Home Sweet Home

E’ l’ultima volta che scrivo dall’appartamento di Via Zamenhof 2. Che tristezza, sto per lasciare la mia prima casa in cui ho vissuto da solo per ben 2 anni. E non l’ho nemmeno rasa al suolo (sedie e letti a parte). La casa in cui ho imparato a cucinare, di tante serate con gli amici (di Milano e di Salerno), la casa dell’ammore (galeotto fu quel divano per Ferrigno e Milena) e anche ovviamente la casa dello studio…certo…coff coff…

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Fino a lunedì potrei essere non regolare a postare oppure potrei non postare affatto perchè il tecnico di Fastweb è atteso per la settimana entrante…abbiate pazienza. Fino ad allora buon weekend e se mi volete domani sera dovrei essere al Transilvania a vedere i Baustelle!

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