12
set

Lucky # S7evin

Escludendo la scuola Tarantino, quanti film davvero pulp e davvero belli ci sono? Di quelli con la giusta commistione di sangue, violenza, storie di strada, di vendette e vicissitudini che si intrecciano come un gomitolo del quale riesci a sciogliere tutti i nodi senza nemmeno accorgertene, a raffica, ma solo negli ultimi 10 minuti di film. A me viene in mente solo Seven, almeno prima di vedere Patto Criminale.

Tutto inizia in un aereoporto, una scena totalmente asettica, bianca da accecare, come un ospedale, con delle poltroncine blu che fanno da contrasto. Su una di queste è seduto un uomo che viene avvicinato da un paraplegico (Bruce Willis) che gli racconta una storia avvenuta alcuni anni prima. Una questione di soldi e scommesse negli anni 70: una puntata sicura su un cavallo dopato e un padre di famiglia che punta tutti i suoi risparmi, senza fare i conti però sul cuore del povero cavallo che collassa a pochi metri dal traguardo. La storia finisce nel sangue quando il boss locale, al quale era stata girata la scommessa, viene a sapere del fatto. La scena torna all’aereoporto e l’uomo sulla sedia a rotelle si mostra essere il famigerato Goodkat e scopre tutta la sua arte di killer spietato mostrando al pover’uomo la Kansas City Shaft.

Dopo quest’introduzione, che tornerà balenando nella mente quando tutti i nodi verranno al pettine, la storia si muove sul povero Slevin (Josh Hartnett) che va a trovare un suo caro amico in  un momento della sua vita in cui un po’ tutto va storto. Ma il peggio gli piomba in casa sottoforma di 2 buzzurri del Boss (Morgan Freeman) che lo scambiano per l’amico il quale doveva una discreta somma alla mala. Come se non bastasse l’amico era debitore anche del Rabbino (Ben Kingsley), acerrimo nemico del Boss. E nel frattempo il vero debitore continua a non farsi vedere costringendo Slevin a doversi togliere da questa molto scottante situazione. Situazione che si fa ancora più scottante, ma nel senso buono, quando conosce la vicina di casa Lindsey (Lucy Liu), medico legale e appassionata di gialli che aiuterà Slevin a sopravvivere nel mondo della criminalità.

Tutti i pezzi del puzzle si incastrano perfettamente solo alla fine del film, prima delle ultime scene sarebbe impossibile ricostruire tutta la catena degli indizi disseminati per la pellicola e il loro reale significato. Prima di allora l’attenzione dello spettatore verrà deviata dall’ottimo regista Paul McGuian che giostra la storia con sapienza, usando in un certo senso la mossa Kansas City cinematograficamente, ma con lo stesso fattore sorpresa di Goodkat. Da una commedia degli equivoci basata sullo scambio di persona si passa senza accorgersene negli ultimi minuti in una storia di violenza, sangue e vendetta in cui tutti gli attori getteranno la maschera e si riveleranno per quelli che sono davvero. E la storia avrà fine dove era iniziata, nello stesso aereoporto, ancora con Goodkat che chiuderà il cerchio di questo splendido film.

  • Giorgio77
    12 set 06@11:07 am:

    E’ piaciuto anche a me, soprattutto per il finale spiazzante. Concordo sul fatto che di Tarantino ne esiste solo uno! Ciao!

  • sweet_fifi
    12 set 06@12:37 pm:

    Trantino ha problemi mentali molto seri, avrà passato un infazia di merda. Non lo sto criticando, sto dicendo la verità, poveraccio.

    Cmq io qualcosa l’avevo mezzo capito all’inizio del film, per una certa somiglianza, però mi so stata zita pensando ” fifi non dire la solita stronzata”..

    ;___; una volta che c’avevo preso…

    (( si, ce l’ho con te ))

  • sweet_fifi
    12 set 06@9:33 pm:

    VAFFANCULO!, SI TU PROPRIO TU, VAFFANCULO.

    è_é

  • MikyInTheSky
    12 set 06@9:33 pm:

    non te la prendere con i visitatori del mio blog, tsè.