03
nov

Prima prova di Quorum!

Non vi preoccupate, ancora non ho preso un acido. Quello che segue è il racconto che ho scritto per la prima prova di Quorum, "un reality blog" (more info quì).



"Ma porco Dio!". Finalmente potevo bestemmiare in pace, convogliare tutta la mia rabbia accumulata e sfogarla in poche, semplici e blasfeme parole, senza che il vecchio barbuto se ne fosse risentito e mi avesse presentato il conto una volta che nel mio petto non ci fosse più stato niente a battere. O forse no. "Figliolo, Dio ci guarda sempre, in ogni momento della vita che ci ha donato. Non pronunciare il Suo nome invano, che la pace del Signore sia sempre con te". Era un prete, un fraticello grassoccio, che stava passando per il sentiero che stavo percorrendo, salendo su per la montagna dalla quale ero appena sceso e sulla quale ero stato costretto per 40 interminabili giorni. A giudicare dalla sua pancia non era una cosa che faceva molto spesso. Quasi sperando che mi sentisse sibilai tra le labbra: "Povero stolto, non sa che Dio è morto".

Oramai erano 39 giorni che me ne stavo sulla cima di quel dannato monte nel mezzo di quel dannato deserto nel quale vagavo da 40 anni. Al vecchio barbuto piaceva il numero 40. Quel poverino di Noè dovette starsene 40 giorni in mezzo al mare con la puzza di merda e di sperma di una coppia per ogni specie animale che avevano scambiato l’Arca per un locale di scambisti. Quel poverino aveva anche i reumatismi, che pena che mi ha sempre fatto. Non che avessi scambiato molte parole con il cespuglio durante quei 40 giorni, l’incisione di quelle tavole sembrava un processo piuttosto impegnativo e non avevo molta voglia di interferire con il lavoro una divinità concentrata. Arrivato al quarto comandamento, dopo quasi 2 settimane di noia mortale senza nemmeno un sudoku da risolvere, mi chiese di avvicinarmi. "Cosa desidera Sua Cespugliezza?" "Che ne dici di questo 4? Mi sembra fatto bene però, forse è un po’ storto, mmh, tu che dici?" "No, mi sembra vada bene" accondiscesi senza pensarci troppo "No perché al quattro…ci tengo io – sbottò – sai quella storia di Noè…è che avevo appena giocato tutti i soldi che mi rimanevano alle corse dei cavalli alati…sul numero 4, una soffiata da mia nonna in sogno, così quando scoprì che si voleva solo vendicare per quando da piccolo gli rubai la dentiera e la nascosi nella lettiera di Cerbero ero un pochino incazzato e me la presi con gli esseri umani, ma senza rancore, nulla di personale eh, e da allora è diventato una specie di marchio di fabbrica no? Mi capisci…come quell’assassino che lascia le carte da gioco sui cadaveri delle sue vittime, ci vuole sempre un tocco di teatralità, non sei d’accordo?". Annuii sperando che tornasse al suo lavoro e la piantasse, così fu. Che Dio logorroico. Dopo di allora parlammo solo una volta del prezzo del petrolio per lumini che andava alle stelle, del tempo (che ammise di barare solo per vedere donnine in abiti succinti tutto l’anno), le solite cose di cui parli con il vicino nella sala di attesa di un medico. Quando arrivò al decimo comandamento avevo voglia di fumarmelo quel cespuglio per sbollire la rabbia. "Finito" disse improvvisamente il quarantesimo giorno. Che Dio prevedibile. Mi alzai di corsa mentre il cespuglio si schiariva la voce. Disse con aria solenne oscurando il cielo con le nubi mentre apparivano dei fragorosi lampi (che Dio teatrale): "Queste sono le tavole della Legge e tu andrai in giro per il mondo per far conoscere la mia parola!". "Come desidera sua Verdura, addio". "Ammè" rispose. Che Dio umorista. Presi le tavole della Legge, le strinsi sotto le braccia e mi incamminai sulla strada che portava al villaggio. Dopo mezza giornata di cammino mi fermai per riposare le mie stanche membra. Ad un certo punto sentii provenire da una pianta proprio sotto il sentiero di me un gemito. "Eh no, mò basta con queste cazzo di piante parlanti". La pianta però si muoveva, nello stile divino c’erano più fuoco e fiamme, quindi pensai ad un animale. Mi sporsi un poco di più e sentii "Ma cosa cazzo fai? Giusè? Ahhh ahhhh ahhhh ma sei pazzo Giusè? E se ci sente qualcuno?". Dopo una decina di minuti la lotta si stava facendo avvincente e il pathos ci fu davvero così mi sporsi un altro po’. La suspance però mi aveva fatto dimenticare quelle tavole che precipitarono giù nel burrone esplodendo al contatto con il suolo "Con che cazzo le fanno queste tavole oggi? Ma porc Di….". Le mie parole si smorzarono in gola, questo era l’ultimo momento in cui doveva ricordarsi che esistevo.

"Ok nessuno sa dov’ero tranne Lui, nessuno sa di quelle tavole tranne Lui". Aveva avuto un’infanzia difficile quindi non aveva molti amici a cui parlarne. Con quella barba a 8 anni è anche normale che lo prendessero in giro. "Se riuscissi ad eliminarLo risolverei tutti i miei problemi, ma io non sono mica Chuck Norris a cui basterebbe un calcio rotante". Mi incamminai di nuovo verso la cima della montagna e cominciai a pensare. Ad un certo punto passò una gatta di fronte a me. "Ci sono! Mi basta creare qualcosa che possa mettere in discussione tutto quello che Dio ha creato. Una volta che avrò creato un paradosso sono sicuro che Dio stesso imploderà sotto la forza dell’evidenza scomparendo in un lampo di luce!". Catturai quella gatta e la munsi per 5 giorni. Quella domenica mattina tutto era pronto, mi serviva un’escamotage per tirarlo fuori da quel cespuglio. Toc toc, bussai sul cespuglio. "Chi cerca l’Onnipotente?" "Buongiorno, testimoni di Geova, potremmo fare quattro chiacchiere con Lei?" "Ma che ca…sempre a rompere le palle…mo vi faccio vedere io la collera divina!". Il cespuglio cominciò a bruciare, era il segnale che Dio si stava per manifestare. Spalmai la gatta con il burro che avevo fatto con il suo latte e la tirai in aria. Anche i bambini sanno che i gatti atterrano sulle zampe ma cosa sarebbe successo se le avessi cosparso la schiena di burro quando si sa, le fette biscottate cadono con il lato imburrato sul pavimento? "Ma allora sei tu…e quello cosa diavolo è?" notò non appena prese le sembianze del solito cespuglio. La gatta stava per toccare terra. Pochi centimetri prima cominciò a roteare, sospesa nell’aria. Fu avvolta da una nuvola di vapore attorno alla gatta, al cui interno si cominciò a distinguere un buco nero. Ne uscì un tornado di luce che si diresse verso il cespuglio e ne risucchiò la divinità trascinandola in un circolo paradossale dalla quale non ne sarebbe più uscita. "Wow" era tutto quello che riuscii a dire. Era tutto finito, mi accasciai a terra ridendo cominciando a pensare a cosa avrei potuto farne di quelle leggi.

Dall’incontro con il prete erano passate poco più di due ore quando oltrepassai l’ingresso dell’accampamento dei miei compagni di viaggio.  Dopotutto avevo solo preso alla lettera quel detto: "Le regole sono fatte per essere infrante". A cosa sarebbe servito dargliene altre 10 che probabilmente nessuno avrebbe seguito e avrebbe solo reso le persone più infelici di quanto non lo fossero già? Così quando arrivai in mezzo alle capanne tutti si avvicinarono per chiedermi dove fossi stato in quei 40 giorni. "In una casa isolata a pochi chilometri da quì, ero stato preso per la nuova edizione della pupa e il profeta".

  • sweet_fifi
    04 nov 06@11:34 am:

    dal principio che m’hai fatto leggere una bestemmia non lo leggo più ù.ù

  • kkarl
    05 nov 06@12:12 pm:

    Ciao Michele,

    scusa l’OT ma credo sia importante.

    Voglio approfittare della tua ospitalità e sensibilità per segnalare l’iniziativa di Antonio Cimadomo (un “ragazzo della SG della Basilicata” e consigliere comunale di Oppido Lucano), che attraverso il suo blog http://antoniocimadomo.ilcannocchiale.it/ sta coraggiosamente denunciando un caso di “ingiustizia sociale” che si sta perpetrando nella sua cittadina.

    E’ importante che Antonio non sia lasciato solo ed anzi veda incrementato il numero delle persone che appoggiano la sua iniziativa. Proporrei quindi di attivare una catena di solidarietà tra bloggers che arrivi a far notizia e possa essere un bell’esempio della capacità dei bloggers di unirsi ed essere protagonisti di una “nuova” concezione della politica.

    Grazie a tutti.