15
nov

L’Apocalisse alcolica

Lunedì mattina vado in università come tutte le mattine per il corso di e-business e gestione dell’innovazione e all’angolo della bibliobocconi mi trovo la solita gente che distribuisce flyers e quotidiani da metropolitana (una volta feci anche scorta di campioni di sughi pronti). Questo però era un po’ diverso: noto che distribuisce dei librettini brossurati, delle agendine promozionali penso io. E me ne ritrovo una in mano. Giro la copertina e mi trovo scritto "Nuovo testamento e Salmi". Lo rimetto in tasca prima che la mia mano si sciogliesse a contatto con qualcosa di sacro. In aula ci do una sfogliata e leggo che il tizio che me l’ha rifilato fa parte dei Gedeoni, una setta cristiana che si pone come scopo la diffusione e la lettura dei Testamenti.

E quale può essere il primo testo che vado a leggere? Ma ovviamente l’Apocalisse di Giovanni! Ho letto ieri sera i 22 capitoli che la compongono tutti d’un fiato. Degni del miglior Tolkien! Vecchi saggi, eserciti divini che scendono sula Terra per distruggere tutto, i 4 cavalieri, un libro misterioso, draghi, bestie infernali che governano sugli esseri umani e una donna che partorisce un figlio, destinato ad essere mangiato dal drago, ma che invece regnerà "con una verga di ferro". A dir poco stupendo.

Tutto comincia con l’apertura dei 7 sigilli del libro della profezia da parte dell’Agnello Cristo. Ad ogni apertura di un sigillo corrisponde un evento apocalittico. I primi 4 corrispondono alla venuta sulla Terra dei famosi Cavalieri dell’Apocalisse, fame, morte, guerra e malattia. Al quinto sigillo vengono liberate le anime di coloro che sono morti per la parola di Dio, che successivamente governeranno gli esseri umani per mille anni insieme a Cristo tra una battaglia e l’altra con Satana. Il sesto sigillo è quello che distrugge tutto, terra, cielo, mari e stelle. Gli uomini sono ancora salvi perché da questi vengono radunati 144.000 saggi che vanno al cospetto di Dio e vengono salvati (12.000 per ogni tribù d’Israele quindi per noi non c’è scampo).

Il settimo sigillo è quello che preferisco. Si fece silenzio per mezz’ora dopodichè furono dati a 7 angeli 7 trombe. Vi risparmio i particolari fino al terzo angelo:

"Poi il terzo angelo sonò la tromba e dal cielo cadde una grande stella, ardente come una torcia, che piombò su un terzo dei fiumi e sulle sorgenti delle acque. Il nome della stella è Assenzio; e un terzo delle acque diventò assenzio."

(Apocalisse 8,10-11)
  • sweet_fifi
    15 nov 06@4:11 pm:

    Er giorno der giudizzio

    Quattro angioloni cole tromme in bocca

    se metteranno uno pe cantone

    a sonà: poi co tanto de vocione

    cominceranno a dí: ” Fora a chi tocca”.

    Allora vierà su una filastrocca

    de schertri da la terra a pecorone,

    pe ripijà figura de perzone,

    come purcini attorno de la biocca.

    E sta biocca saà Dio benedetto,

    che ne farà du’ parte, bianca e nera:

    una pe annà in cantina, una sur tetto.

    All’urtimo uscirà ’na sonajera

    d’angioli, e, come si s’annassi a letto

    smorzeranno li lumi, e bona sera.

    Giuseppe G. Belli

  • utente anonimo
    16 nov 06@11:57 am:

    Ubriacone…!

    Io però non sono da meno ;-)

    infatti, anke se nn ricordo in quale occasione, mi hai promesso un assenzio al nostro solito posto!

    Ed io non vedo l’ora ke arrivi quel momento xkè significa ke:

    1) mi ubriakerò

    2) finalmente vi rivedrò e ti rivedrò (ora ke col nuovo taglio sei ancora + figo)

    3) sarà finito questo semestre incredibilmente faticoso…ahhhh…sti coreani!

    4) riprenderò la mia attività con l’amato Roberto

    5) etc etc

    Mi manki tanto!Un bacio grande grandissimo…

    W LA FATINA VERDE!

  • Leilani
    24 nov 06@2:02 am:

    Un terzo delle acque diventerà assenzio? Ma allora è vero che Dio ci ama! Non potevano dirmelo subito?