19
nov

Marie Antoniette

E’ una Mariantonietta inedita quella che Sofia Coppola porta sugli schermi, sembra più una ragazzina dei giorni nostri che una sovrana del diciottesimo secolo di uno degli stati più potenti del tempo. Immersa nel suo mondo "confettoso" di Versailles fatto di lusso, feste di corte e gioco d’azzardo Kirsten Dunst regge bene il suo ruolo quasi di one woman show.

La storia ripercorre la vita della regina da quando a 15 anni fu data in sposa al delfino di Francia Luigi XVI, di un anno più grande. L’inizio del film in effetti è molto lento per la quasi totale mancanza di dialoghi, una scelta piuttosto discutibile contando che la storia non è che offra chissà quale spunto di sorpresa per lo spettatore. Tutta la prima metà del film si regge su due fatti: l’inimicizia tra Maria Antonietta e la contessa Du Barry, la favorita del re, e il matrimonio reale che non viene consumato dalla coppia. I pettegoli del tempo narrano che non ci fu alcun rapporto sessuale per i primi 7 anni di matrimonio tant’è che quando i due salirono ufficialmente al trono in seguito alla morte di Luigi XV, avvenuta il 10 maggio 1774, ancora non era in vista nessun erede. Il delfino preferiva infatti occuparsi dei suoi chiavistelli, la sua passione. La cosa cambiò quando venne in visita a Versailles Giuseppe II, fratello di Maria Antonietta, che smosse un po’ le acque. Dal matrimonio nascono 4 figli ma nel film mi sembra ne appaiano solo 3. O meglio, ne appaiono 2, Maria Teresa e, credo, Maria Sofia Elena Beatrice, la quartogenita, che muore all’età di un anno per tubercolosi, è protagonista solo della scena del suo funerale. Gli ultimi 3 anni vengono raccontati molto velocemente e si arriva fino al giorno della presa della Bastiglia con l’assedio di Versailles e la deportazione dei sovraini da parte dei repubblicano. Non vorrei sbagliarmi ma manca all’appello il terzogenito, Luigi Carlo morto durante la detenzione dopo la rivoluzione a circa 10 anni. Maria Teresa sarà l’unica che si salverà dall’eccidio, anche suo fratello minore morirà poco prima della rivoluzione di problemi respiratori.

Maria Antonietta, madame Du Barry, la contessa di Polignac, il conte Fersen, non vi stupite se qualcuno esclama "Ma Lady Oscar dov’è?". Se la prima parte del film è piuttosto noiosa in  seguito la cosa migliora, diciamo che un 6,5 ci sta bene. Sofia Coppola cerca quasi di giustificare i suoi comportamenti, in fondo era poco più di una bambina, e lo si capisce anche quando smentisce di aver detto la famosa frase "Il popolo non ha il pane? Che mangino brioches". E’ un bel modo di raccontare un personaggio storico cercando il più possibile di attualizzarlo, grazie anche alla colonna sonora molto rockeggiante.