14
apr

Free-press

Per chi non vive in una grande città e non sa di cosa parlerò, il fenomeno del free-press è quello dei quotidiani distribuiti gratuitamente nei luoghi pubblici come le metro o le università o in generale i luoghi di passaggio. Si tratta di veri e propri quotidiani, riempiti fino all’orlo di pubblicità per sopravvivere, ma che riportano le notizie di attualità esattamente come fa La Repubblica o il Corriere della Sera. Ovviamente senza la tradizione e la profondità di un grande giornale, ma fanno il loro lavoro sufficientemente bene e la lettura vale sempre la pena, magari in metro o aspettando il tram. Soprattutto nella società di oggi in cui si leggono (ancora meno) giornali e le notizie sono quelle “spot” che si leggono sui siti dei quotidiani, il free-press è un fenomeno che ha subito preso piede. In effetti non deve essere stata piacevole per i quotidiani questa nuova tendenza. Già in Italia non si legge, figuriamoci se ora i quotidiani li danno gratis e sono semplici e veloci da leggere. Tant’è che sono subito corsi ai ripari e la sera viene distribuita una versione di 4 pagine del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore.

L’altro giorno a Milano è stato dato fuoco a una sede a un circolo neofascista, “Cuore Nero” (un nome un programma), e sull’E-Polis (un quotidiano gratis) di qualche giorno fa c’era l’intervista a tal Roberto Jonghi, fondatore del circolo. E subito sulla seconda domanda si va al punto “Insomma siete fascisti”, chiede il giornalista. Jonghi elude rispondendo che nessuno di loro si sognerebbe di ricostruire chissà quale passato regime, intanto fa notare il giornalista che la prima pagina del loro sito è dedicata a Mussolini. Cito testuali parole “Certo, perché siamo vicini al primo fascismo e a quello del regime con utte le sue opere architettoniche che possiamo ammirare ancora oggi”. Allora punto primo l’architettura fascista è uno schifo e non c’è niente da ammirare, punto secondo come si fa a giudicare un regime dittatoriale dalle opere che ha fatto costruire? E poi qual è il primo fascismo? Dell’omicidio Matteotti? Bah. E nella risposta successiva “Ci ispiriamo, se non si era già capito, agli ideali cavallereschi, o ai trecento di Sparta se qualcuno preferisce”. Qualcuno qui ha visto troppi film e pochi documentari.

E ora scusate ma c’è il Fabry di là che mi aspetta (vedere foto in alto).

  • ce
    16 apr 07@10:22 am:

    e-polis è sempre pieno di splendide interviste. a novembre avevano intervistato un tizio che voleva creare una riserva per soli bresciani in qualche valle intorno a brescia, lasciando la città agli immigrati. quando il giornalista gli ha chiesto se non gli sembrava una cosa un tantino razzista lui ha risposto “se vogliamo definirci con un aggettivo direi che siamo xenofobi, nel senso letterale del termine.”

  • giovanni
    16 apr 07@2:03 pm:

    capirai la scoperta..lo sanno tutti che il fascista nel 99%dei casi è solo un povero ignorante..

  • davide
    17 apr 07@3:13 pm:

    eh ma quando c’era il Duce si dormiva a porte aperte…eh ma con lui treni e poste erano in orario…e poi blablabla e blablabla…peccato che non abbiano preso fuoco anche loro, devono fare la fine dei nazisti dell’Illinois (“Io li odio i nazisti dell’Illinois!”).

  • LaNuit
    17 apr 07@7:59 pm:

    L’archittettura in voga durante il fascismo deriva dalla corrente così detta del “Razionalismo” che è stata un movimento che ha caratterizzato la produzione di molti artisti in tutta europa e non solo: non è una peculiarità o un’invenzione fascista. E non è vero sia brutta, almeno per me: a Roma o anche a Latina ci sono degli splendidi esempi di architettura razionalista: Il palazzo della civiltà del lavoro (colosseo quadrato), tutto il quartiere dell’eur, il palazzo ad M e l’urbanistica latinense… ma questi sono gusti persomali. Ci tenevo a precisare ’sta cosa del razionalismo, perchè questi neofascistelli che non sanno la storia si appropriano di invenzioni altrui senza neanche saperlo… vabè…
    E-polis è il mio preferito, almeno tra questi giornali gratuiti, è il meno superficiale e quello orientato anche un po’ più politicamente rispetto agli altri. Poi seguono City, Metro ultimo è Leggo che avendo la sua vena filotelevesivadefilippiana si allontana di molto dai miei gusti (inoltre la metà delle pagine sono dedicate al calcio) diciamo che è quello orientato più su un lettore berluscalobotomizzato…

  • MikyInTheSky
    18 apr 07@3:43 pm:

    beh dai l’Eur non è che sia proprio il massimo della bellezza, anche a Milano ci sono certi esempi come il palazzo dell’INPS che sono un cazzotto in un’occhio. Poi certo, sull’architettura de gustibus ;)

    Per fortuna alla mia uni distribuiscono E-Polis, la maggior parte degli altri non li leggo se non spordadicamente, non prendendo mezzi non capito nelle zone di distribuzione.

  • LaNuit
    19 apr 07@5:03 pm:

    Secondo me i veri cazzotti in un occhio sono le colate di cemento vicino a palazzi storici di epoca barocca o rinascimentale… il quartiere dell’eur ha una sua linearità urbanistica molto coerente… vabè, poi son gusti come dicevamo.
    ^^

  • MikyInTheSky
    19 apr 07@8:44 pm:

    beh è normale che l’eur abbia coerenza urbanistica, è stato progettato e costruito dal nulla…

  • LaNuit
    20 apr 07@3:34 pm:

    Beh, io per cazzotto in un occhio intendo una cosa che non c’entra nulla con il suo contesto…

  • LaNuit
    20 apr 07@3:41 pm:

    Poi vabè, il palazzo dell’imps a Milano non l’ho mai visto, magari non c’enta molto con quello che ha intorno, ma sai, a volte bisogna anche osare, guarda Piano nel centro di Parigi cosa ha fatto con il Beaubourg…

  • Roberto Jonghi Lavarini
    06 mag 08@5:22 pm:

    L’architettura razionalista italiana, come il futurismo, il dadaismo ed il cubismo, l’opera di Pirandello e di D’Annunzio, le istituzioni giuridiche e culturali di Rocco e Gentile, sono potenti espressioni della cultura e del genio creativo che si sono espressi liberamente durante il regime fascista. Non a caso, da qualche anno, caduti gli steccati ideologici e superata la retorica antifascista, questi fenomeni, movimenti ed artisti, fondamentali della storia artistica, culturale ed architettonica, vengono riscoperti, apprezzati e ripresi da tutti gli studiosi e critici seri (anche di sinistra!) organizzando mostre, raccolte e seminari.

    L’architettura e le grandi opere infrastrutturali fasciste abbelliscono ancora il nostro paesaggio e le nostre città. A Milano ricordo il Tribunale, la Camera del Lavoro, la Stazione Centrale, l’Ospedale Niguarda, la Fiera Campionaria, lo Stadio di San Siro, l’Idroscalo, l’Arengario, la Triennale, la Banca d’Italia, le Poste centrali, decine di scuole e di caserme, edifici pubblici e privata, migliaia di alloggi e case popolari (assolutamente solide, vivibili ed a misura d’uomo!). Possono non piacere ma certamente non possono “fare schifo” ma anzi svettano per luminosità, grandezza e solidità.

    E’ decisamente troppo facile, stupido e superficiale, giudicare una persona o, peggio, una intera comunità umana e politica, da una goliardica quanto volutamente provocatoria estrapolazione giornalistica di una lunga intervista.

    La destra (nazionale, popolare, sociale, identitaria e radicale) alla quale orgogliosamente appartengo è molto diversa dai Vostri stereotipi e pregiudizi, molto più ricca, vivace e dinamica: decisamente molto meglio di quanto possiate pensare! Veniteci a conoscere, le nostre porte sono sempre aperte! Siamo uomini liberi e coerenti, senza preclusioni per nessuno.

    Roberto Jonghi Lavarini
    http://www.cuorenero.org