30
mag

Vestire la musica

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Oramai con tutti questi concerti mi ci sto facendo un guardaroba. La cosa brutta però è che finché vado in Ticinese a sbronzarmi allegramente posso ancora mettermela la maglia dei Deep Purple o di Syd Barret. Ma se vado in Università non mi posso mica mettere una maglietta diversa di un gruppo diverso al giorno. Contando poi che non è che solitamente faccio shopping la percentuale di queste magliette è oramai si fa sempre più consistente sul totale del mio guardaroba che non è che sia così folto. Anzi credo abbiano superato abbondantemente la metà.

Iniziando dal basso a destra c’è la prima maglietta che ho preso al concerto di Roger Waters il mese scorso. Minchia è già passato un mese. Poi la felpa dei Muse presa al concerto a dicembre, la maglietta di Syd Barret presa sempre al concerto di Waters. Quella dei Deep Purple è la prima che ho preso a Venezia quest’estate in un simpatico negozietto trovato per caso e che vendeva solo magliette rock. Il mio sogno. Sopra i Deep Purple ci sono i Queen presa ben 2 anni fa, cacchio come vola il tempo, al concerto con Paul Rodgers. Poi i Beatles su cui potete ammirare una ciabatta di The Dark Side Of The Moon prese alla FNAC, la maglietta dei Metallica regalatami da Marco a Natale e quella dei Doors dalla Luva. Velvet Underground e Pink Floyd fanno parte del famoso set di magliette di Venezia e quella dell’Hard Rock Cafè, fonte di ispirazione quando creai questo blog, arriva da Londra.

Ora ho fatto sta cazzata e le devo rimettere tutte a posto -_-’

29
mag

Riflessioni di una mente pericolosa

Queste sono le riflessioni della persona che vedete ritratta in foto nel chiaro atto di assumere sostanze derivanti dalla cannabis, purtroppo di qualità oramai perduta perché abbandonate per qualche mese nel cassetto. Per mantenere la privacy ovviamente il visto è stato oscurato e lo chiameremo Mr.M.

“[...] Proprio oggi leggevo sull’e-polis, la testata free-press, che è stata fatta l’autopsia e l’esame tossicologico al ragazzo che qualche giorno fa è morto dopo aver fumato uno spinello. Ovviamente l’assalto mediatico e politico che c’è stato contro le droghe leggere all’indomani del fatto di cronaca si è rivelato completamente infondato. Se fosse stata accertata la cannabis come causa diretta della morte sarebbe uno dei primissimi casi documentati della storia della medicina. Come volevasi dimostrare non è stata la cannabis a provocare la morte, piuttosto la cocaina trovata nei polmoni fa pensare che avesse fumato crack, che viene prodotto dagli scarti dell’oro bianco.

Lasciando ora stare ora tutti i vari strascichi, controlli fuori dalle scuole (favorevole) e test per i genitori (contrario), riflettevo su cosa succede quando muore qualcuno per un fatto di cronaca più o meno eclatante come questo.

Accendi Studio Aperto, ti guardi il tuo pseudo-servizio di pseudo-cronaca e poi c’è la solita carrellata di impressioni raccolte sul luogo da conoscenti o finti tali. Improvvisamente anche il peggiore dei delinquenti si trasforma in un angelo, in una “persona dall’apparenza normale” e che poi da un momento all’altro uccide moglie e figli. Tutti diventano brave persone, gentili, simpatiche. Insomma sembrerebbe che vale la pena essere cattivi, almeno stai sicuro che non muori giovane. Dai su abbandoniamo l’ipocrisia, uno che si accende una pipetta da crack nel bagno di una scuola superiore tanto angelico non mi sembra.

Dopo il testamento biologico bisognerebbe fare il testamento mediatico per assicurarsi di venir trattato degnamente nelle interviste. Se svolazzando con le mie alette piumose e la mia aureola scintillante (ahaha come no) dovessi vedere un cartellone con la scritta “Eri un angelo, ti ricorderemo per sempre bla bla bla” davanti alla porta di camera mia o sotto il portone giuro che vi vengo in sogno sotto le sembianze di Micheal Jackson a vita. Niente funerale in chiesa e mentre mi seppelliscono voglio una dopo l’altra The End dei Doors, Electric Funeral dei Black Sabbath e soprattutto il gran finale con Highway To Hell degli Ac/Dc. [...]“

28
mag

I potenti mezzi della Bocconi

Anche i potenti tetti della biblioteca non hanno resistito al temporale. E così l’intrapendenza bocconiana, dopo un fitto brain storming, ha trasformato quelli che sembravano dei semplici secchi dei rifiuti in potenti raccoglitori d’acqua piovana, acqua che verrà riutilizzata per il caffè dei potenti distributori. Che università piena di risorse.

28
mag

aNobii.com

Il web 2.0 è oramai ovunque. I social networks escono dalle fottute pareti con il risultato di avere 54.000 login diverse da ricordare. Oramai si può trovare un sito in cui condividere con altri le proprie esperienze di qualsiasi aspetto della nostra vita reale e virtuale. Ci manca solo il social network per quando andiamo nel cesso e davvero siamo al completo. Alcuni si rivelano interessanti a lungo termine (vedi Last.fm o Facebook), altri delle cagate di cui l’umanità poteva fare tranquillamente a meno (uno su tutti a mio modesto parere Twitter).

Questo aNobii che ho scoperto ieri devo dire che è molto molto interessante. Il concetto è semplice ed è quello di un vero e proprio scaffale virtuale in cui mettere, organizzare, commentare, vendere, scambiare i libri, reali, che si leggono. Insomma una sorta di Last.fm della carta stampata.

E’ tutto molto semplice: basta iscriversi, andare a prendere i libri che stiamo leggendo o abbiamo letto, cercare il codice ISBN e inserirlo nel motore di ricerca nel quale con buona probabilità il titolo che stiamo inserendo è già stato schedato con tanto di copertina. A questo punto possiamo catalogarli come letti, da leggere, in lettura e abbandonati prima della fine e anche inserire il periodo nel quale l’abbiamo letto.

Come ogni social network ha i gruppi per i vari argomento, i consigli a seconda dei propri gusti e gli immancabili badge da inserire sui blog (il mio è qui a sinistra)

27
mag

…e sono 22…

Le fatiche del compleanno sono finite e tutto è andato alla perfezione, anche meglio dell’anno scorso. La cena è stata un successone. Le pizzelle fritte, dopo qualche esperimento abortito perché la pasta non si cuoceva dentro, sono state apprezzatissime. Il primo non ne parliamo, ora però non mi chiedete di rifare quella pasta ai funghi perché io quando cucino vado ad occhio e le dosi rimarranno perse nelle sabbie del tempo passato. La parmigiana è stata pulita nel giro di 2 minuti e anche gli spiedini sono rimasti per poco nella teglia. Gran finale di dolci con la composizione di marshmellow fatta dalla Luvessa in persona, così come la cheesecake è uscita dalle sue manine sante.

Per quanto riguarda i regali non poteva andarmi meglio. Macchina fotografica digitale, mini-frigo da scrivania e abbonamento per 2 giorni al Gods Of Metal! Idroscalo aarrriiivooooo!

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