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Social Riot. Madness? This is DIGG!

Il social networking ci ha insegnato negli ultimi anni a pensare a internet in un’ottica totalmente diversa da quella degli ultimi anni. Una visione 2.0, per l’appunto in cui sono gli utenti che fanno tendenza, fanno notizia, fanno contenuti, fanno scalpore. Basta una piccola trovata geniale e con una webcam o un minimo investimento iniziale per diventare la star del momento su Youtube o un milionario proprietario di un sito visitato da centinaia di migliaia di persone ogni giorno.

Con una logica bottom-up le notizie partono dalla base utenti, si propagano viralmente grazie al passaparola e qualche volta arrivano a superare la superficie dell’oceano e a vedere il cielo. Alcune arrivano con una forza talmente dirompente da costringere un consorzio di multinazionali a tremare e trovarsi a dover correre improvvisamente ai ripari mettendo le pezze qua e là. Ma quando il virus diventa un’epidemia è impossibile.

E’ esattamente quello che è successo stanotte, per il fuso orario, in Italia, ieri pomeriggio in USA, patria della maggior parte degli utenti che ogni giorno frequentano Digg.com, il sito simbolo dell’informazione informatica. Il virus in questo caso è un gruppo di 16 cifre in codice esagesimale: 09-f9-11-02-9d-74-e3-5b-d8-41-56-c5-63-56-88-c0. Altro che il codice di Lost, queste 16 cifre sono il codice per decrittare la maggior parte degli HD-DVD, i successori dei DVD che oramai si può dire la spunteranno sui Blue-Ray della Sony. Poco dopo che ne è stata data notizia su Digg la segnalazione è scomparsa, stessa fine hanno fatto le successive, apparse dopo breve termine. Sul blog di Digg è apparsa questa spiegazione che cita ragioni legali e di difesa dei diritti di proprietà intellettuale.

Quando ci si è resi conto di quello che stava succedendo è cominciata una sorta di rivolta digitale: la home page di digg è stata sommersa da notizie che riportavano “il numero del diavolo” e presto i moderatori si sono dovuti arrendere a quello che stava succedendo. E’ stato calcolato che nel giro di poche ore oltre 50000 digg sono stati fatti alle storie che riguardavano il numero, oltre 45.000 solo nella front page.

Ora c’è una sola storia che riguarda il numero, postata da Kevin Rose in persona, il fondatore del sito, il quale ha commentato alla grande sul blog:

But now, after seeing hundreds of stories and reading thousands of comments, you’ve made it clear. You’d rather see Digg go down fighting than bow down to a bigger company. We hear you, and effective immediately we won’t delete stories or comments containing the code and will deal with whatever the consequences might be.

If we lose, then what the hell, at least we died trying.

  • giovanni
    02 mag 07@3:23 pm:

    foraza fratelli combattiamo il sistema!(è l’unica cosa che penso di aver capito da questo messaggio,michele dovresti fare una versione più semplice di questi tuoi post troppo tecnici)

  • giovanni
    02 mag 07@3:25 pm:

    e questo rispetto ad altri è anato anche bene,piùomeno ho capito…e non cominciare a rompere il caxxo tu e la nostra ignoranza e la tua presunta(!) intelligenza superiore!