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giu

Non ho più l’età

Ci mancava solo il festino improvvisato a Via Brioschi 82. Torno a casa verso le 10 dalla biblioteca e incontro Elena, la ragazza del piano di sopra, che mi racconta che andava a cena fuori e che c’era gente a casa. Torno e trovo quella decina di persone dentro casa, la tequila praticamente finita e un caldo allucinante nonostante i condizionatori.

Comincio a bestemmiare in turco perché inizio già a capire che si sarebbe messa molto male per i miei progetti di studi per il giorno seguente (oggi) contando che domani, anzi domani mattina, uno alle 8.30 e uno alle 10.30, ho DUE esami, rispettivamente scienza delle finanze e econometria. Esami che se passo dovrebbero farmi balzare a un ottimo “meno uno e mezzo” alla laurea e che se invece vengo segato mi costringerebbero a un caldo luglio milanese.

Inizialmente me ne sto un po’ sulle mie in camera fingendo indifferenza ma poi arrivano le pizze, 4 maxi, una margherita, una rucola e bresaola, una funghi e cotto e una funghi e salmone. Il bello di fare le feste a casa sono gli avanzi. Quando tutti hanno mangiato la loro pizza e cominciano a pensare ad altro, con una mossa felina mettiamo in frigo quello che rimane assicurandoci il pranzo successivo. Dovrebbe esserci anche una bottiglia di rhum avanzata. Poi il resto è abbastanza confuso. Finisco quello che era rimasto della tequila, comincia a girare la sambuca e mi scendo un bicchiere di spumante di bassissima qualità colmo all’orlo in un sorso. Lì per lì non avverto grandi problemi e me ne vado a letto tranquillo.

Qualche ingranaggio nella notte però credo non abbia funzionato come avrebbe dovuto e mi sveglio attorno alle 11 con la testa che gira ancora abbastanza e lo stomaco che gli orbita attorno. Non contento della situazione per placare la sete post-sbronza tiro fuori un succo di frutta all’a.c.e. dal mio frigo personale dando il colpo di grazia alla mia situazione. “Ok qui per il bene di tutti e del mio curriculum universitario è meglio che vomito”. Vado in bagno ma non arriva l’ispirazione. Mi faccio una doccia e non ha effetti. Esco dalla doccia, mi metto in accappatoio, esco dal bagno e zack. A volte l’ispirazione ti coglie quando meno te l’aspetti e restituisco i salmoni della mari e monti alla libertà degli oceani.

Il resto della storia lo lascio alla vostra fantasia, un bel pensiero che vi potrà accompagnare durante questo orario di pranzo.

Morale della favola ora sono sul letto come un’ameba scroccando la connessione wireless da qualcuno nel vicinato con a stento la forza di tenere il portatile sulle ginocchia cercando di capire se quello che sento nello stomaco è fame o strascichi nausea. Per la cronaca i coinquilini invece stanno imbiancando una parte del muro della cucina che è stato affrescato ieri sera da un lancio di sambuca.

Update: credo proprio fosse fame. A pranzo mi sono spazzolato 3 fette di pizza.