23
giu

I 13 dell’Oceano

Dopo due settimane di procastrinare ho finalmente trovato un mercoledì libero, non ho per niente voglia di dare 7.7€ alla Medusa un altro giorno, sono riuscito ad andare a vedere Ocean’s Thirteen. I miei piani inizialmente erano quelli di vederlo in lingua originale sempre al Medusa il quale ogni tanto offre anche questo tipo di spettacoli per alcuni film. Ricordo che vidi Sin City in lingua originale la prima volta.

Ma torniamo al film. Questa volta i tredici sono quelli del film precedente più Andy Garcia che passa da nemico a “collaboratore” per rovinare il suo rivale, meno Julia Roberts, che viene liquidata in un discorso all’inizio del film non proprio chiaro. Tant’è che se li contate nella locandina sono 12 non 13. Misteri del marketing.

Questa volta il cattivo è niente poco di meno che Al Pacino, che non ha bisogno di presentazioni. Il colpo al suo casinò lo si fa per vendetta perché ha minacciato Reuben, il vecchio con il sigaro e gli occhiali, affinché gli cedesse il terreno “a condizioni convenienti”. Beh insomma il resto è più o meno la stessa commistione di espedienti, battute sagaci e buona recitazione (e ci mancherebbe altro). Un film leggero e godibile.

Per tagliare corto questo terzo episodio è decisamente meglio del secondo, piuttosto pessimo, e ovviamente un po’ al di sotto del primo, dove ovviamente giocava il fattore novità. Quello che ho sempre apprezzato della serie è la facilità e la naturalezza che traspare nei dialoghi, si vede che oltre essere attori di primissimo piano sono anche amici al di fuori del set. Contando i minimi effetti speciali, l’ambientazione esclusiva a Las Vegas, dovrebbero averlo girato in un paio di settimane.