23
giu

I 13 dell’Oceano

Dopo due settimane di procastrinare ho finalmente trovato un mercoledì libero, non ho per niente voglia di dare 7.7€ alla Medusa un altro giorno, sono riuscito ad andare a vedere Ocean’s Thirteen. I miei piani inizialmente erano quelli di vederlo in lingua originale sempre al Medusa il quale ogni tanto offre anche questo tipo di spettacoli per alcuni film. Ricordo che vidi Sin City in lingua originale la prima volta.

Ma torniamo al film. Questa volta i tredici sono quelli del film precedente più Andy Garcia che passa da nemico a “collaboratore” per rovinare il suo rivale, meno Julia Roberts, che viene liquidata in un discorso all’inizio del film non proprio chiaro. Tant’è che se li contate nella locandina sono 12 non 13. Misteri del marketing.

Questa volta il cattivo è niente poco di meno che Al Pacino, che non ha bisogno di presentazioni. Il colpo al suo casinò lo si fa per vendetta perché ha minacciato Reuben, il vecchio con il sigaro e gli occhiali, affinché gli cedesse il terreno “a condizioni convenienti”. Beh insomma il resto è più o meno la stessa commistione di espedienti, battute sagaci e buona recitazione (e ci mancherebbe altro). Un film leggero e godibile.

Per tagliare corto questo terzo episodio è decisamente meglio del secondo, piuttosto pessimo, e ovviamente un po’ al di sotto del primo, dove ovviamente giocava il fattore novità. Quello che ho sempre apprezzato della serie è la facilità e la naturalezza che traspare nei dialoghi, si vede che oltre essere attori di primissimo piano sono anche amici al di fuori del set. Contando i minimi effetti speciali, l’ambientazione esclusiva a Las Vegas, dovrebbero averlo girato in un paio di settimane.

18
giu

Milano ha un nuovo supereroe

Per chi non è di Milano o non ha mai frequentato la vita notturna, le Colonne di San Lorenzo a Porta Ticinese sono una zona di ritrovo come se ne vedono poche. E’ abitata dalla popolazione un po’ più “alternativa” di Milano e già dal primo pomeriggio passando ci trovate punkettoni, metallari, dark, mods, emo e chi più ne ha più ne metta. Quando poi comincia a calare la notte nell’aria si fa spazio una concentrazione di alcol (e non solo) che le polvere sottili milanesi si sognano. Tutti vendono birra in Ticinese: oltre ovviamente ai bar ci sono i kebbabbari, gli ambulanti, i tabbaccai e perfino una rosticceria cinese che di rustico ha solo le pareti rimane aperta fino alla mattina. Ci manca solo il mitico veterinario Dottor. Delle Donne che sta in Corso di Porta Ticinese.

Quella che viene detta “Le Colonne” è una piazza che sta subito dietro Porta Ticinese formata da un colonnato piuttosto vecchio, non ne ho idea di che periodo sia, tra le cui colonne è tradizione sedersi per sbronzarsi. Insomma c’è sempre tanta allegria nell’aria. Inutile dire che la domenica mattina la piazza si trasforma in un tappeto di bottiglie di vetro.

E così Letizia ha iniziato a prendere provvedimenti. Prima ha aumentato il numero di poliziotti che presidia la piazza nelle serate più calde, poi ha proibito di uscire in strada con le bottiglie (facendo nascere la professione di sbottigliatore davanti le porte dei locali) e poi, pessima scelta, da qualche weekend ha transennato tutta la piazza lasciando solo un corridoio di passaggio. Per quanto mi riguarda scelta inutile e senza senso. Se si vuole preservare le colonne allora che senso ha chiudere un’intera piazza? Al limite transennate le colonne! Se invece si vuole ridurre la spazzatura la scelta ha ancora meno senso perché tutto si sposta nella piazzetta adiacente sotto la porta.

E c’è chi ovviamente ha protestato. E chi poteva rispondere se non il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere?

[youtube k2-w29c0xnw spiderman]

Però il costume è bellissimo, chissà dove l’ha preso.

16
giu

Cara vecchia carta

Da quando è iniziata l’era delle digitali devo dire che ho sempre scelto di conservare le mie foto in 0 e 1 sul mio hard disk o meglio ancora su Flickr piuttosto che farle stampare. Niente cd o dvd visto che hanno una vita relativamente breve. Alla fine non ho mai visto la particolare necessità dell’averle fisicamente su carta. E poi sono soldi risparmiati!

Per le foto del Gods of Metal però ho voluto fare un’eccezione anche per poterne appendere qualcuna in camera. Così mi sono informato un po’ in giro e ho tovato prezzi spropositati da parte dei fotografi per  ingrandimenti 20×27 o giù di lì delle foto. Aprendo un sito a caso su Google che abbia anche un riferimento fisico, quindi un laboratorio al dettaglio non solo un servizio online, si trovano cifre che superano i 2€ a copia per questo formato.

Il bello del digitale però è che non devi mandare il rullino per farti stampare una fotografia. Così ho cominciato ad informarmi un po’ sui siti che facessero solo servizio online e ho effettivamente trovato che hanno prezzi stracciati. Quello che ho scelto alla fine è stato Pixdiscount perché fino a un certo quantitativo di foto ci sono le spese di spedizione gratis, oltre al contributo di imballaggio di 2€.

Trasferisco online le mie foto trascinandole nell’applet java sul sito, scelgo i formati e le quantità, pago i miei 6€ con la carta di credito (12 foto a 0,39€ più i 2€ di imballaggio) e confermo l’ordine. L’ordine credo di averlo fatto lunedì sera, martedì è arrivata l’email di conferma che era stato trattato e spedito e ieri mattina, venerdì, l’ho trovato nella cassetta delle poste. Nessun danno postale e le foto erano confezionate in un imballaggio di cartone al cui interno c’era un’astuccio di cartoncino con le foto. Anche sulla qualità di stampa non c’è da fare nessun appunto. Sono stampate su carta Fujifilm e mi sembrano abbiano un’ottima resa.

Buona come prima esperienza insomma, credo replicherò.

15
giu

E ora speriamo

P1010541, originally uploaded by Miky In The Sky.

Questa era la mia scrivania stanotte alle 2.46. Quello era il secondo caffè, siccome lo zucchero era finito l’ho dovuto caricare di nutella, preceduto da un ottimo caffè dello studente (che per chi non ha fatto l’università si tratta di un caffè fatto con, al posto dell’acqua, altro caffè) e da una cocacola, e seguito da un thé verde. Grazie a questa massiccia dose di caffeina ho tirato avanti fino alle 4 a studiare e alle 6.30 ero di nuovo sveglio e (più o meno) pimpante senza nemmeno bisogno della sveglia.

E alla fine sono riuscito a sopravvivere alla mattinata dei due esami. Speriamo di fare questo dannato balzo a -1,5 esami alla laurea, -1 tra una settimana. Ora posso dedicarmi con più costanza alla tesi. Grazie a tutti quelli che hanno finito al questionario, ho avuto oltre 200 compilazioni di cui 130 complete. Per questo weekend conto di finire indice e abstract.

E che Dio ce la mandi bona.

14
giu

Non ho più l’età

Ci mancava solo il festino improvvisato a Via Brioschi 82. Torno a casa verso le 10 dalla biblioteca e incontro Elena, la ragazza del piano di sopra, che mi racconta che andava a cena fuori e che c’era gente a casa. Torno e trovo quella decina di persone dentro casa, la tequila praticamente finita e un caldo allucinante nonostante i condizionatori.

Comincio a bestemmiare in turco perché inizio già a capire che si sarebbe messa molto male per i miei progetti di studi per il giorno seguente (oggi) contando che domani, anzi domani mattina, uno alle 8.30 e uno alle 10.30, ho DUE esami, rispettivamente scienza delle finanze e econometria. Esami che se passo dovrebbero farmi balzare a un ottimo “meno uno e mezzo” alla laurea e che se invece vengo segato mi costringerebbero a un caldo luglio milanese.

Inizialmente me ne sto un po’ sulle mie in camera fingendo indifferenza ma poi arrivano le pizze, 4 maxi, una margherita, una rucola e bresaola, una funghi e cotto e una funghi e salmone. Il bello di fare le feste a casa sono gli avanzi. Quando tutti hanno mangiato la loro pizza e cominciano a pensare ad altro, con una mossa felina mettiamo in frigo quello che rimane assicurandoci il pranzo successivo. Dovrebbe esserci anche una bottiglia di rhum avanzata. Poi il resto è abbastanza confuso. Finisco quello che era rimasto della tequila, comincia a girare la sambuca e mi scendo un bicchiere di spumante di bassissima qualità colmo all’orlo in un sorso. Lì per lì non avverto grandi problemi e me ne vado a letto tranquillo.

Qualche ingranaggio nella notte però credo non abbia funzionato come avrebbe dovuto e mi sveglio attorno alle 11 con la testa che gira ancora abbastanza e lo stomaco che gli orbita attorno. Non contento della situazione per placare la sete post-sbronza tiro fuori un succo di frutta all’a.c.e. dal mio frigo personale dando il colpo di grazia alla mia situazione. “Ok qui per il bene di tutti e del mio curriculum universitario è meglio che vomito”. Vado in bagno ma non arriva l’ispirazione. Mi faccio una doccia e non ha effetti. Esco dalla doccia, mi metto in accappatoio, esco dal bagno e zack. A volte l’ispirazione ti coglie quando meno te l’aspetti e restituisco i salmoni della mari e monti alla libertà degli oceani.

Il resto della storia lo lascio alla vostra fantasia, un bel pensiero che vi potrà accompagnare durante questo orario di pranzo.

Morale della favola ora sono sul letto come un’ameba scroccando la connessione wireless da qualcuno nel vicinato con a stento la forza di tenere il portatile sulle ginocchia cercando di capire se quello che sento nello stomaco è fame o strascichi nausea. Per la cronaca i coinquilini invece stanno imbiancando una parte del muro della cucina che è stato affrescato ieri sera da un lancio di sambuca.

Update: credo proprio fosse fame. A pranzo mi sono spazzolato 3 fette di pizza.

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