30
set

Gutsy Gibbon

Quando alla fine è uscita la beta di Gutsy Gibbon, la nuova versione 7.10 di Ubuntu, non ho resistito e ho fatto l’upgrade. Purtroppo non è subito andato a buon fine a causa di qualche problema dei driver Nvidia che mi hanno fatto però scoprire le nuove funzionalità di xorg, ossia la modalità grafica d’emergenza e, finalmente, il configuratore che non rende più necessario andare a smanettare con il famigerato xorg.conf. Ho formattato e provato con un’installazione pulita ma il problema si è riproposto e ho dovuto cercare soluzione sul forum ufficiale (si tratta di un problema di passaggio dai driver open a quelli Nvidia.)

Gutsy è una release molto matura, degno successore del cerbiatto 7.04. E’ molto stabile già da ora e il nuovo kernel mi ha soddisfatto davvero con una sensibile diminuzione delle temperature del mio portatile. Appena installato è enormemente più compatibile di Windows e ha fatto un passo avanti rispetto alla precedente versione installando automaticamente anche i driver OVC della mia webcam. Migliorato lo stack bluetooth e ora è possibile montare a distanza il telefonino e accedere ai suoi file come se fosse una cartella locale. Gnome 2.2 ha tante piccole migliorie che lo rendono sempre più usabile e dall’interfaccia pulita, certo poi bisognerà vedere con l’uscita di KDE4…anche se il mio passaggio non lo vedo così scontato come qualche mese fa.

E ora godetevi questo piccolo filmato realizzato per mostrare qualche features interessante (da notare la sigla della prima puntata dei Simpson post-movie).

[youtube 0gUGdRcAFoY Gutsy]

27
set

In sostegno della Birmania

Credo sia una iniziativa giusta e appropriata per mantenere alta l’attenzione su quello che sta succedendo in Birmania. Dopo la caccia ai monaci ora scatta quella ai giornalisti che stanno facendo conoscere al mondo quello che la dittatura sta combinando.

26
set

Pillole di Dawkins parte 2

Giornata uggiosa a Milano, piove da stanotte e fa un freddo boia. Le strade sono semi allagate, il Lambro ha straripato (anche se non ho capito come fa un fiume sotterraneo a straripare) e io stamattina sono andato a lezione (che procedono molto bene).

Facendo queste premesse (e non sapendo di che altro parlare) introdurrei un altro paio di ragionamenti che mi ha stimolato il libro di Dawkins.  Molti si sentono di credere perché la scienza non può dare tutte le risposte e molti sono ancora i dilemmi irrisolti. Altri credono perché ritengono che la vita sia un fenomeno troppo complesso per essersi generato spontaneamente.

Partiamo dalla prima. Immaginiamo che ci sia davvero un essere superiore. Che senso avrebbe far andare avanti la scienza visto che le sue opere sono misteriose e non conoscibili dall’intelligenza umana? A che serve la ricerca sul cancro tanto la malattia ce la da dio ce la toglie grazie alle preghiere (tra le altre cose il libro riporta una ricerca “seria” commissionata da un ente religioso ha diviso dei malati in due categorie: metà sono stati incoscientemente oggetto di preghiere e metà no, indovinate il risultato finale…). Per fortuna ci sono scienziati seri che non si curano di queste cose e il progresso raggiunge obiettivi che a un uomo di un secolo fa potrebbero sembrare magia. Un ragionamento del tipo “la scienza non lo sa spiegare quindi dio esiste” non è degno di un essere razionale ed è stato smentito platealmente più volte nel corso della storia. I religiosi sembrano bearsi dell’ignoranza perché secondo loro è una prova dell’esistenza di dio. E si va a finire, rasentando il ridicolo, che nel 2007 c’è chi sostiene la teoria creazionista, il progetto intelligente e che la Terra sia al centro dell’Universo, cose che hanno più o meno lo stesso numero di prove della presenza di una teiera in rotazione attorno al sole tra Marte e Giove.

Nell’universo sono stati stimati circa un miliardo di miliardi di pianeti. Le condizioni favorevoli che permettono la vita sono ad esempio una temperatura discreta, una traiettoria il più circolare possibile per evitare sbalzi, la formazione di acqua e qualche altro elemento chimico. Diciamo che queste condizioni sia altamente un probabili, immaginiamo si verifichino una volta ogni miliardo di pianeti, questo vuol dire che c’è un miliardo di pianeti in cui si possono creare le condizioni favorevoli. Una volta che ci sono le condizioni giuste e sono iniziate le prime reazioni chimiche che portano alla creazione di strutture replicanti come il DNA o l’RNA è la selezione naturale che agisce selezionando le specie meglio adatte alla riproduzione.

E poi, non sarebbe molto più complesso credere che sia stato un essere ad aver creato tutta complessità perché, in quanto avendola creata, deve necessariamente essere più complesso del suo creato? (questa sì che è una frase incasinata).

25
set

Annunciazione annunciazione

Comunicazione di servizio: si comunica ai potenziali diretti interessati che la cerimonia di laurea del sottoscritto avverrà un po’ prima del previsto in data sabato 10 novembre.

Si prega di comunicare l’eventuale prenotazione di posti letto in sede al fine di verificarne la disponibilità. Grazie per l’attenzione.

24
set

Perché siamo buoni? (o almeno qualcuno…)

L’uomo, allo stato di natura, senza religione o cultura alle spalle, è buono o cattivo?

Domanda tanto difficile quanto importante e un po’ meno campata in aria di altre domande apparentemente affascinanti come la fatidica “qual è il senso della vita”.  Una spiegaziome molto interessante l’ho trovata ne “L’Illusione di Dio” di Richard Dawkins al quale gli serve per confutare la tesi che la religione renda buoni gli individui e che senza di essa saremmo bestie incontrollate e immorali (ahh che cosa brutta).

Dawkins, in quanto biologo, è uno scienziato di grande valore e quando parla di comportamenti antropologici, abbandonando momentaneamente le ragioni religiose (anche se poi sono funzionali al ragionamento su dio), ci si può solo togliere il cappello.

Tutto quello che siamo come individui è scritto nella genetica e nel nostro dna, dal colore dei capelli al funzionamento del nostro cervello. Nel nostro codice genetico è scritto che per preservare i nostri geni e farli sopravvivere nelle future generazioni si da la precedenza  ai parenti più stretti, e più sono stretti, ossia maggiore è il codice genetico condiviso, più aumenta l’importanza di quel congiunto. Detta così ci si chiede  alloraperché tanti provano pietà per un barbone, di cui non si conoscerà mai nemmeno il nome, al freddo sotto un ponte.

Per spiegarlo Dawkins fa un altro esempio molto efficace. Il sesso è forse l’imperativo biologico più forte perché strumento per la riproduzione e la trasmissione del nostro codice genetico, almeno in parte. Però gli esseri umani hanno perso, se non in rari casi, il fine biologico. Perché? Per “un’anomalia” scritta nel nostro codice genetico che si è evoluta ed è diventata preponderante.

Parallelamente gli esseri umani sono nati “buoni” con i propri parenti per preservare la discendenza dei geni, cosa molto utile qualche migliaio di anni fa, e per “un’anomalia” che è sopravvissuta durante l’evoluzione darwiniana alcuni individui sono più buoni  anche con altre persone pur senza mantenere uno scopo biologico di preservazione. Così come si fa sesso senza lo scopo biologico della riproduzione.

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