26
set

Pillole di Dawkins parte 2

Giornata uggiosa a Milano, piove da stanotte e fa un freddo boia. Le strade sono semi allagate, il Lambro ha straripato (anche se non ho capito come fa un fiume sotterraneo a straripare) e io stamattina sono andato a lezione (che procedono molto bene).

Facendo queste premesse (e non sapendo di che altro parlare) introdurrei un altro paio di ragionamenti che mi ha stimolato il libro di Dawkins.  Molti si sentono di credere perché la scienza non può dare tutte le risposte e molti sono ancora i dilemmi irrisolti. Altri credono perché ritengono che la vita sia un fenomeno troppo complesso per essersi generato spontaneamente.

Partiamo dalla prima. Immaginiamo che ci sia davvero un essere superiore. Che senso avrebbe far andare avanti la scienza visto che le sue opere sono misteriose e non conoscibili dall’intelligenza umana? A che serve la ricerca sul cancro tanto la malattia ce la da dio ce la toglie grazie alle preghiere (tra le altre cose il libro riporta una ricerca “seria” commissionata da un ente religioso ha diviso dei malati in due categorie: metà sono stati incoscientemente oggetto di preghiere e metà no, indovinate il risultato finale…). Per fortuna ci sono scienziati seri che non si curano di queste cose e il progresso raggiunge obiettivi che a un uomo di un secolo fa potrebbero sembrare magia. Un ragionamento del tipo “la scienza non lo sa spiegare quindi dio esiste” non è degno di un essere razionale ed è stato smentito platealmente più volte nel corso della storia. I religiosi sembrano bearsi dell’ignoranza perché secondo loro è una prova dell’esistenza di dio. E si va a finire, rasentando il ridicolo, che nel 2007 c’è chi sostiene la teoria creazionista, il progetto intelligente e che la Terra sia al centro dell’Universo, cose che hanno più o meno lo stesso numero di prove della presenza di una teiera in rotazione attorno al sole tra Marte e Giove.

Nell’universo sono stati stimati circa un miliardo di miliardi di pianeti. Le condizioni favorevoli che permettono la vita sono ad esempio una temperatura discreta, una traiettoria il più circolare possibile per evitare sbalzi, la formazione di acqua e qualche altro elemento chimico. Diciamo che queste condizioni sia altamente un probabili, immaginiamo si verifichino una volta ogni miliardo di pianeti, questo vuol dire che c’è un miliardo di pianeti in cui si possono creare le condizioni favorevoli. Una volta che ci sono le condizioni giuste e sono iniziate le prime reazioni chimiche che portano alla creazione di strutture replicanti come il DNA o l’RNA è la selezione naturale che agisce selezionando le specie meglio adatte alla riproduzione.

E poi, non sarebbe molto più complesso credere che sia stato un essere ad aver creato tutta complessità perché, in quanto avendola creata, deve necessariamente essere più complesso del suo creato? (questa sì che è una frase incasinata).

  • polly
    27 set 07@10:13 pm:

    ultimamente anche io mi sto appassionando a dawkins e a tutto quello che scrive..i suoi articoli sono fantastici!!