10
ott

In Rainbows, prime impressioni

L’iniziativa dei Radiohead di vendere autonomamente In Rainbows esclusivamente online ha fatto davvero tanto parlare di sè, persino in università la professoressa Corrocher di Industry Analysis l’ha scelto come esempio di discriminazione di prezzo. Infatti per chi non lo sapesse era possibile comprare online l’album al prezzo che si credeva più consono.

Così ho fatto anche io comprandolo per 5£, circa 7€ e stamattina nella mia email ho trovato il link per scaricarlo. Soldi che i Radiohead non avrebbero guadagnato se avessero venduto l’album per i canali tradizionali, ma questa è un’altra storia che ho già raccontato nel post di cui sopra.

Lasciando stare, per ora perché non l’ho ancora ascoltato tutto, le opinioni musicali, volevo fare un paio di considerazioni sulle modalità di distribuzione.

Sulla blogosfera ho letto pareri piuttosto negativi sulla scelta del formato. L’album si scarica da un link univoco quante volte lo si ritiene necessario, o almeno credo visto che il mio link è ancora attivo e questo già è un grosso passo avanti rispetto alla stragrande maggioranza dei siti che vendono musica online.

L’album è comosto da 10 tracce compresse in 48.4 mega e encodate in mp3 a 160kbps. Questo è stata la critica più forte mossa nei confronti della band. Effettivamente 160kbps sono pochi se confrontati con la qualità di un cd ma sono molti di più dei brani dell’iTunes Store. Ma per chi ascolta la musica su un pc normale o ancora di più su un lettore mp3 qualsiasi, insomma per chiunque non sia un audiofilo mi sembrano più che abbastanza.

Vorrei proprio vedere in quanti saprebbero riconoscere il bitrate di un mp3 a orecchio…

  • gueuze
    12 ott 07@6:30 pm:

    Entrare nel merito del contenuto e dire semplicemente che è un album di eccelso valore no!?