15
ott

Blog Action Day!

Premessa: credo che queste azioni di coordinamento, in questo caso il Blog Action Day, ma anche il Blog Day oppure, tra qualche giorno, il Podcast Day, possano servire davvero a capire quale possa essere la reale “potenza di fuoco” dei blog (sto prendendo troppo il linguaggio del markettaro :D). Può essere appunto utile per capire quanti sono le persone coinvolte nella blogosfera, che scrivono di cose che non siano i cazzi loro o poesie ermetiche che nessun capisce, e che si interessanto attivamente delle nuove tendenze di questo media. E ovviamente per far rendere conto a chi ragiona con i vecchi schemi che l’informazione bottom up è dietro le porte.

Fatta questa premessa si può iniziare a parlare il meme che dovrebbe coinvolgere oggi i blogger di tutto il mondo, ossia il problema dell’ambiente. Ripensandoci, fino a qualche anno fa il tema della “protezione dell’ambiente” era un argomento da buonista e scontato e che difficilmente avrebbe sollevato un discorso costruttivo perché preso come un argomento da tema di scuola elementare. Invece oggi, casualmente visto che l’argomento era stato scelto ben prima, ci troviamo con un premio Nobel per la pace scelto per il suo impegno per la protezione ambientale.

Non è possibile tornare ad accendere il fuoco sfregando due pietre, non sarebbe augurabile da nessuno immagino. Il punto è che probabilmente quello che stiamo attraversando è un periodo di svolta nella storia dell’umanità. Prendendo un punto fermo come può essere la teoria della relatività, da quel giorno ad oggi la scienza ha fatto più progressi che nelle migliaia di anni dal primo vagito del primo Homo Sapiens. Questo sviluppo ha rivoluzionato ogni legge di selezione naturale per la specie umana (che ha sua volta ha sovvertito quelle delle altre con la sua ingombrante presenza sulla Terra) e ci ritroviamo con un pianeta vicino alla saturazione. Le recenti teorie demografiche (proprio oggi leggevo un’intervista al mio ex prof di statistica il Prof. Billari) dicono che entro qualche anno la popolazione mondiale toccherà il suo picco per iniziare una quantomai sperata discesa.

Da allora magari cominceremo a respirare, il problema sarà cosa. Se tra 50 anni qualcuno scriverà che in questi 50 anni ci sarebbero più scoperte scientifiche che nei millenni precedenti, compresi i famosi decenni da Einstein a oggi, è oggi che dobbiamo porre le basi per rendere questo sviluppo sostenibile e compatibile con la vita umana. Non è “ecologia”, “fonti alternative”, e così via, il paradigma da seguire, ma quello dello sviluppo sostenibile. Con i pannelli solari ci facciamo poco se le imprese producono utilizzando barili di petrolio per fare qualche decimetro cubo di materiale plastico. Lo sforzo più grande non tocca alla popolazione, che ovviamente deve fare la sua parte, ma dalle imprese che devono adattare le attività produttive alle nuove prospettive. Il problema è che sono poche le imprese effettivamente sensibili al problema. Se una multinazionale patrocina il rimboschimento di un ettaro di foresta e poi esternalizza le sue attività a una impresa cinese che butta nell’aria di tutto fa più danni di quelli che risolve con un fazzoletto di bosco. Per creare queste condizioni c’è un solo modo che le imprese capiscono e sono gli incentivi economici da parte dello stato. E qui entrano in gioco i Governi che devono rendersi conto il prima possibile del loro ruolo e dedicargli tutte le risorse disponibili. In alcuni casi però il cammino è ancora più difficile perché non tutti hanno aperto gli occhi e ammesso il problema…

  • giovanni
    16 ott 07@11:33 pm:

    son appena entrato in questo mondo, che guardavo solo dall’esterno..leggo le tu eparole e non posso che darti ragione. bel titolo,bel blog, bel tutto.a presto,gion