Posto stavolta direttamente dall’aula di informatica dell’università perché proprio non ce la faccio a trattenermi. Mentre aspettavo il mio turno per la stampa di un po’ di roba su Competitive Analysis mi sono trovato a sfogliare il sito di Repubblica con in bella mostra le dichiarazioni della carta igienica fatta giornale, ossia l’Osservatore Romano.
Come molti di voi sapranno ieri la Cassazione ha dato ragione al padre di Eluana, una ragazza che da 15 anni giace in stato di coma vegetativo dichiarato irreversibile dai medici e causato da un incidente stradale. Da anni il padre della ragazza lotta perché le vengano staccati i macchinari che la tengono in vita, come lei più volte ha dichiarato in vita nel caso si fosse mai trovata in quella situazione.
Nonostante l’assenso esplicito della ragazza c’è gente che ha la presunzione di parlare per bocca della ragazza. A me queste cose fanno venire il voltastomaco. Anzi, non solo parla in nome della ragazza ma nel nome di qualunque essere umano, me compreso, te compreso, e di decidere per lui in quello che siamo, nel nostro corpo. L’Osservatore Romano e tutta la combriccola di vescovi e cardinali che c’è dietro continuano a parlare nel nome di una presunta morale universale: la loro.
“introdurre il concetto di pluralismo dei valori significa aprire una zona vuota dai confini non più tracciabili”.
Questo è quello che mi fa schifo della religione: la convinzione che esiste, è sempre esistita e sempre esisterà un solo modo di pensare, un solo codice di valori, una sola morale. Una morale vecchia di 4000 anni e scritta in un libro di favole per adulti ebrei, dove regnano la violenza, la vendetta, l’incesto e la misoginia. Io non voglio nemmeno nel più lontano dei mondi ipotetici, vivere in una società dettata da questa morale immorale in mano a un gruppo di uomini. Questo è fondamentalismo ed è fomentato non solo da altri fondamentalisti, ma da tutti i cattolici moderati in quanto tali perché quella è la loro voce ufficiale.
“Attribuire a ognuno una potestà indeterminata sulla propria esistenza” avrebbe infatti per l’Osservatore Romano “delle conseguenze facilmente immaginabili, anche solo ragionando dal punto di vista etico”.
Ma da quale punto di vista etico? Ovviamente il loro. Dal mio punto di vista IO ho la potestà sulla MIA esistenza e ne faccio quel che cazzo mi pare. IO voglio morire? A te Cardinal Bertone che te ne frega? Credi che io bruci all’inferno? Cazzi MIEI.
Io non sono cattolico, la CEI e le sue idee per me non siete nessuno e niente. Questa è la fede signori, la più grande indecenza mai prodotta dall’umanità , in cui l’individuo non è nemmeno padrone di se stesso nel nome del nulla.