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E vediamo se continuano a lamentarsi

Nel 2007 i biglietti venduti, secondo i dati del campione Cinetel, sono stati 103,6 milioni, con un aumento del 12,28% rispetto al 2006. Ma visto che Cinetel rileva il 90% delle sale italiane, si può ipotizzare che il risultato finale, che sarà reso noto tra qualche mese dalla Siae, oscillerà intorno ai 115 milioni di biglietti venduti sull’intero mercato.

Così recita un’ANSA dell’8 gennaio ma di cui sono venuto a conoscenza ieri, mentre vedevo il programma di Marzullo (eh stavo ripentendo per l’esame di stamattina) di critica cinematografica che credo si chiami Cinematografo. Ma l’industria cinematografica non era in crisi a causa dello spettro della pirateria, che si annida nei pc di tutti gli italiani i quali preferiscono starsene comodamente in poltrona a casa a guardare dvd taroccati dalle immagini mosse o sfocate? E io che pensavo che la pirateria fosse arrivata addirittura a mettere in dubbio le capacità da latin lover degli italiani (in riferimento al mitico spot “chi usa un dvd pirata è uno sfigato”)(“e io vado al cinema con Marco!” LOL). E per far contenta anche la RIAA (la SIAE americana):

l’Inghilterra ma anche gli stessi Stati Uniti, da una crescita decisamente più contenuta di quella italiana

Ma è pur sempre una crescita. Insomma non mi pare che il P2P stia avendo effetti così devastanti. Io personalmente scarico, e con un ritmo nemmeno troppo sostenuto (anche perché con Fastweb in mezz’ora il film è sul mio hard disk). Difficilmente scarico film al cinema, al massimo qualcuno in lingua perché solitamente continuo a preferirli al doppiaggio. Ma vado spesso al cinema, quest’anno un po’ di meno perché non ho trovato molti film interessanti, ma in altri periodi anché più volte al mese. Se un film mi interessa davvero non c’è scusa che tenga, io lo vado a vedere al cinema. E sicuramente vado più al cinema da quando ho la possibilità anche di scaricare film perché mi ha aiutato a farmi una piccola cultura cinematografica che altrimenti non mi sarei potuto fare. Lo stesso discorso vale anche per la musica. Non sarebbe ora di allentare la cinghia sugli utenti e concentrarsi su chi della pirateria fa un business?