28
giu

Aria di nuovo

No, ancora non sono morto. E’ da troppo che non scrivo quindi oggi non potevo risparmiarmelo. Un po’ questo è dovuto all’università e ai prossimi 3 esami, un po’ al fatto che con l’estate puntualmente si batte la fiacca (e non solo per il caldo) e un po’ al fatto che molto del mio tempo libero lo sto dedicando al completamento del nuovo tema per il blog. E’ empiricamente provato che quando ho un nuovo tema che mi piace, dedico più tempo anche al “core-service” del blog, ossia il blogging stesso, che mi servirà particolarmente nei prossimi mesi di grandi cambiamenti.

A me sto tema sta piacendo parecchio. Ci sono però ancora un po’ di cose da sistemare. In questi giorni mi sto concentrando sugli effetti, ad esempio i commenti ai post che appaiono a comparsa nella home page stessa grazie agli Scriptaculos, cosa che si era già vista per un breve periodo sul vecchio blog di splinder.

Dopo di che ci saranno da completare le altre pagine necessarie al tema di Wordpress (anche se quelle fondamentali ci sono tutte) e soprattutto, ahimè, migliorare la compatibilità con Internet Explorer dal 6 in giù, purtroppo ancora utilizzato da circa il 30% di chi utilizza il browser di mamma Microsoft.

Qualche ritocco grafico e poi sarà pronto per la pubblicazione, spero a breve.

New theme preview

19
giu

I Radiohead fanno primavera

Radiohead live@Arena Civica

Difficilmente esco da un concerto con meno di 200 foto. Questo è anche dovuto al fatto che solitamente ai concerti cerco di stare il più vicino possibile, a costo di farmi ore di fila e poi dentro prendere botte in mezzo alla folla. Stavolta mi sono dovuto arrendere. Questa qui l’ho scattata a 3mpx in modo da poter avere lo zoom ottico a 18x.

Non ero mai stato all’Arena Civica, l’avevo sempre vista dall’esterno, da Parco Sempione. Non mi ero mai reso conto di quanto fosse grande. Me ne sono reso conto quando sono arrivato nella seconda tribuna per il concerto dei Radiohead. Tra me e il palco c’era un campo da calcio e una pista d’atletica, credo attorno ai 150 metri. Ok che il biglietto costava 35€, ma sul palco poteva tranquillamente esserci Platinette al posto di Thom Yorke e non me ne sarei reso conto.

La pioggia inoltre non faceva ben sperare. Inizia il concerto con un po’ di ritardo attorno alle 9 e smette di piovere dopo 3 settimane di diluvio ininterrotto. I Radiohead fanno primavera.

Oltre alla distanza ci si mettono anche i regolamenti comunali che fanno tenere bassi i volumi, nonché gli schermi davvero piccoli con le immagini pesantemente rielaborate al computer.

La scaletta ha previsto tracce da tutti gli album, oltre a tutto In Rainbows. Sentendo negli ultimi giorni la loro discografia è incredibile come siano cambiati dai tempi di Pablo Honey. L’unico gruppo che mi viene in mente che è cambiato così tanto nel corso della sua carriera, anche se passando per genere diversi, sono i Queen.

I Radiohead sono musicisti eccezionali, ma questo lo sapevamo. La voce di Thom Yorke ha tenuto tutte le sue note alte dal primo all’ultimo momento. Con il volume degli amplificatori non eccessivamente alto e la distanza sembrava quasi di ascoltare un cd.

La scaletta after jump, ora scatta la ricerca del bootleg.

Read the rest of the entry..

13
giu

Una foto al giorno

Tutto è iniziato qualche mese fa quando sono venuto a conoscenza di FlickaDay, un sito che permette di scattarsi una foto al giorno tramite la webcam in modo da avere una specie di cronologia fotografica di sè stessi. Nel mio più totale egocentrismo pensai “Questo lo devo fare”. Peccato che i driver v4l2 non siano attualmente supportati da Flash su Linux quindi ciccia. Qualche giorno fa sul forum di Ubuntu è tornato di mezzo l’argomento e ho pensato, se Adobe non me lo fa fare, me lo faccio da solo.

Ho cominciato così a scrivere un piccolo script, senza avere poche difficoltà.

  1. Come accedere alla webcam per scattare una foto? Tutti i programmi da command line che permettono di scattare istantanee non supportano il v4l2, sono dovuto quindi ricorrere a mplayer dopo aver smadonnato una sera intera con le sue opzioni.
  2. Che farne della foto? Flickr! Le foto devono pur andare da qualche parte così ho cominciato a leggere la documentazione sulle api di Flickr. Decisamente oltre le mie attuali conoscenze a causa del sistema di autenticazione basato sul token. Ho perciò affidato l’upload a uno script esterno in python.
  3. Be social, Twitter! Siccome non potevo relegare a Flickr le mie foto, perché non integrare con Twitter? Smazzandomi un po’ con curl sono riuscito a fare l’upload su Twitpic con contestuale post su Twitter.
  4. Vintage is cool! Perché non inserire qualche bell’effettino alle foto? ImageMagick in questo senso è stato utilissimo, ha addirittura un comando per creare automaticamente l’effetto Polaroid.

Facciamo un riassunto. Come funziona praticamente lo script? Una volta avviato scatta un’instantanea dalla webcam, dopo averla mostrata ed eventualmente approvata (altrimenti ne scatta un’altra), lo script chiede una breve frase per commentare la foto che sarà il nostro twitt, e che verrà impressa sotto la foto stessa. La foto e la frase vengono silenziosamente elaborate e polaroidizzate, nel frattempo viene chiesto quali servizi l’utente vuole utilizzare (attualmente Flickr e Twitter, con opzioni memorizzate) e procede ai relativi upload. Ne viene anche fatto un backup locale, sia della polaroid che dell’originale che del commento.

E questo è il risultato finale (mentre qui ci sono le precedenti):

Flick-a-day: venerdì 13 giu 08 - 14:57

To-do:

  • Supporto alla modalità offline con eventuale upload in seguito
  • Rendere lo script distribuibile
  • Modalità di scatto veloce
  • Integrazione diretta con Flickr, in modo da avere una sola copia online e poter sfruttare meglio tag e commenti (sarà lunga)
  • Interfaccia grafica migliore (sarà ancora più lunga)
  • Integrazione con Cheese (forse è più facile della precedente, vedremo)
11
giu

La miopia delle aziende – parte 2

Come previsto Jobs ha lanciato praticamente a livello mondiale la distribuzione dell’iPhone.

Alcuni punti cardine della presentazione di Steve Jobs:

  • 6 milioni di unità vendute in un anno
  • Il 97% lo utilizza per collegarsi a internet
  • Il prezzo dell’iPhone 3G è stato ritoccato verso il basso (199$ e 299$)

A questo si aggiunge il costo dell’abbonamento AT&T: 30$ di traffico internet e 39.99$ per 450 minuti di voce + 5000 minuti per le chiamate di sera e nei weekend + chiamate illimitate verso tutti cellulari. Con 44€ hai tutto praticamente illimitato. Senza contare il costo sensibilmente minore dell’hardware, ma il cambio 1:1 è da sempre una politica di Apple. Ancora non si sa se verrà messo in vendita un iPhone senza vincoli di abbonamento.

In Italia, come se fossimo nello Zambia, questo non succede. Vodafone è stato il primo ad annunciare i prezzi: Facile Small darà 400 minuti verso Vodafone, 400 SMS verso Vodafone, traffico dati a 29cent per accesso. E l’iPhone senza abbonamento costerà rispettivamente 499€ e 569€. Si commenta da sè. Da Tim non mi aspetto di meglio, gli operatori italiani sono famosi per la loro collusione tacita.

Il problema di dove comprare l’iPhone però comincia a farsi piuttosto serio per il sottoscritto, almeno finché non verrà annunciata la vendita negli USA al di fuori dei circuiti che forniscono l’abbonamento. Che sia forse il caso di comprarlo in India?

10
giu

La miopia delle aziende – parte 1

Sono venuto a conoscenza tramite Twitter di una brutta vicenda accaduta a un collega blogger. Un consumatore ha stipulato un contratto con il Mobilificio Mosaico per la fornitura della sua abitazione, ha subito un prolungato disservizio e ha scritto un post, dettagliato e oggettivo, per descrivere la sua esperienza. Cosa che tutti i blogger hanno fatto almeno una volta con una negativa esperienza di acquisto o consumo.

Come ha risposto il mobilificio Mosaico? Con una bella querela per diffamazione al suddetto blogger e una richiesta di risarcimento non inferiore a 400.000€.

Scrivo la presente in qualità di amministratore della Mosaico – Sistemi di Arredamento s.r.l.
Mi preme preavvertire che ritenendo il presente blog di carattere indiscutibilmente diffamatorio, ho presentato in data 14.05.2008 – per conto della società che rappresento – sia una querela alla Procura della Repubblica di Ancona nei confronti del sig. Sarnari, creatore dello stesso blog, sia un ricorso d’urgenza finalizzato alla richiesta di risarcimento danni nei confronti dello stesso Sig. Sarnari per un importo non inferiore a 400.000,00 euro, con fissazione della prima udienza per il 18.06 p.v.
Il procedimento civile per il risarcimento dei danni nei confronti del Sig. Sarnari per il risarcimento dei danni nella misura suindicata, o in quella maggiore che la prosecuzione temporale del blog comporterà, procederà poi il suo corso.
Consiglio a coloro che hanno intenzione di inserire sul presente blog notizie non veritiere e/o diffamatorie sulla società da me rappresentata di valutare l’opportunità di tale comportamento, rappresentando che le azioni giudiziarie sin d’ora promosse nei confronti del sig. Sarnari saranno estese a quanti concorreranno a tale fattispecie criminosa e/o civilmente illecita.
Con i migliori saluti.
Rossetti Andrea

Ma escludendo l’aspetto legale, del quale non sono competente, parliamo invece delle conseguenze. Nel frattempo che si è diffusa la notizia è stata ripresa da circa 15/20 blog, tra i quali alcuni molto autorevoli. Facendo una ricerca su Google oggi con la keyword “mobilificio domino” quasi un quarto delle ricerche riporta a reazioni sull’accaduto. Il secondo risultato che un potenziale acquirente si trova davanti è il post dal quale è iniziato tutto.

Google non dimentica. Se non fosse stato per la querela, sarnari.net ora probabilmente non sarebbe il secondo risultato perché ogni blogger che ha ripreso la notizia ha linkato la fonte, facendone salire il Page Rank.

Un’azienda moderna e dinamica averbbe letto accuratamente il post, accertato il problema e risolto quello del suo cliente e quello organizzativo al suo interno. Ma questa miopia è piuttosto diffusa tra gli imprenditori italiani, sia di piccole che di grandi aziende (dopotutto ci sono andato vicino anche io). Sarà da seguire con attenzione le sorti della querela del povero Sergio, perché riguarda chiunque scriva su internet.

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