28
ago

From New York: first impressions

Times Square

Il bello di New York è che ogni occidentale probabilmente c’è già stato centinaia di volte, anche se virtualmente, tramite i media e conosce già tante cose che, se si fosse trattato di un’altra città, non avrebbe saputo prima di esserci effettivamente stato. Io sono a New York da poco più di 24 ore e ho già visto tante cose che vale la pena raccontare.

Dopo una sveglia alle 8 stamattina, tipica del primo giorno post jet-lag, e un’abbontante colazione a base di begle e uova strapazzate, abbiamo girato attorno Times Square, autoproclamatosi dai billboards attorno “Il centro del mondo”. Una trovata commerciale senza dubbio, ma forse uno dei posti più rappresentativi dell’occidente. Dopo aver riempito un sacchetto di M&Ms di colori a noi sconosciuti nel relativo negozio di 4 piani (sì. 4 piani di M&Ms), siamo passati alla vicina 5th Avenue e da lì a Central Park, con soste intermedie al Nike Store e all’Apple Store (il famoso cubo).

Central Park è meraviglioso, un rifugio dalla “follia” del resto della città. Vedere le punte dei grattacieli attorno in mezzo ad alberi alte decine di metri è uno spettacolo piuttosto inusuale. Dopo una lunga sosta sul Great Lawn, il famosissimo e sterminato prato, siamo passati per Strawberry Fields. L’angolo di Central Park frequentato da John Lennon è diventato un piccolo angolo alla sua memoria, con un mosaico a terra con la scritta Imagine e tanti fiori. Poi attraversata la strada si arriva al portone dove è stato effettivamente ucciso. E’ stato strano arrivare davanti al portone e non trovare nemmeno una targa commemorativa. Le uniche targhe presenti erano quelle che intimavano di non superare la soglia del portone.