29
set

Italo-indiano: Kappa Beach

Dopo il primo bagno in assoluto in un fiume (e in generale in acqua dolce che non fosse la vasca da bagno) è toccato anche bagnarmi nell’oceano. Oggi in tre non avevamo lezione quindi abbiamo preso il taxi e ci siamo fatti portare a Kappa Beach, a una trentina di chilometri dal campus.p1030109.jpg

La spiaggia è sterminata, chilometri e chilometri di sabbia con alberi e palme che arrivano a pochi metri dal mare. Ogni tanto questa distesa veniva rotta da scogli in pietra nera ma nessun essere umano a perdita d’occhio che prendesse il sole o facesse il bagno. Ogni tanto si vedevano alcuni indiani passeggiare sulla spiaggia, ovviamente vestiti.

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La cosa che ci ha stupito è che molti erano coppiette, le quali ovviamente al massimo si sfioravano le mani. Molti altri invece erano gruppi di ragazzi e alcuni di questi camminavano tenendosi per mano, siccome l’abbiamo visto fare molto spesso probabilmente non si tratta di gay ma di un uso locale, uno dei tanti aspetti “strani” di questo paese. Indagherò.

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Come succede spesso quando ci spostiamo diventiamo l’attrazione di chi ci vede. Il Kerala è una località abbastanza turistica a quanto ne so, ma soprattutto quando giriamo nei piccoli villaggi ci rendiamo conto che occidentali non ne vedono così spesso. Così capita che la mia collega in costume scateni un passeggio anormale di uomini (sembrerebbe che alcuni abbiano anche fatto la foto con il cellulare) o che ragazzi indiani chiedano al sottoscritto di posare con loro per una foto.

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Il 14 dicembre è ancora lontano, mi sa che quest’”inverno” recupero i pochi bagni di quest’estate…

28
set

Come far contento un blogger

Ci vuole poco a far contento un blogger

Aprire il report quotidiano di Google Analytics e vedere che il giorno precedente hai più che raddoppiato il record di visite sul blog non ha prezzo (e anche il record di guadagni giornalieri su Google Adsense, notare la seconda tab aperta nello screenshot). Ora da buon webmastro bisogna cercare il più possibile di trattenere visitatori e far aumentare un po’ quel 4% scarso di visitatori di ritorno (che c’è anche da dire che in valore assoluto in realtà stanno già salendo). Spero che chi arrivi cercando informazioni su The Pirate Bay sia anche interessato all’India.

P.S. Bello il tema chrome-inspired per Firefox, no?

26
set

Tolto l’embargo alla baia

Diciamocelo chiaramente, questa storia della baia e del blocco da parte del Tribunale di Bergamo ha fatto bene a tutti. Ha fatto bene The Pirate Bay perché ora è diventato uno strumento conosciuto in Italia, dopo che Bittorrent e in particolare i tracker stranieri siano passati sotto silenzio per anni nella nostra penisola. Ha fatto bene agli utenti perché si sono ritrovati con milioni di altre persone da tutto il mondo e con centinaia di migliaia di torrent disponibili. Ha fatto bene a me perché i miei precedenti due articoli sull’argomento hanno fatto registrare picchi di contatti a questo blog mai raggiunti (fino a oltre 900 contatti singoli al giorno)(e che mi hanno permesso di sfondare quota 100$ sum Google Adsense). Magie dell’algoritmo di Google.

Notizia trapelata nella giornata di ieri invece è che gli avvocati nominati da The Pirate Bay, società con sede in Svezia, per fare i suoi interessi in Italia hanno vinto il ricorso presentato pochi giorni dopo la messa in opera dei sigilli. Ora non posso verificare per ovvi motivi geografici, ma voi che siete ancora nella penisola dovreste trovarvi sbloccati nei prossimi giorni http://thepiratebay.org e http://labaia.org e senza bisogno di configurazioni per aggirare il precedente blocco.

25
set

Breaking News



p1030083.jpg, originally uploaded by Miky In The Sky.

Adesso anche il resto del mondo può sapere. Dopo circa 3 anni… sono andato a farmi tagliare i capelli!

20
set

Italo-indiano

Domani sarà una settimana che sono arrivato in India. Difficile dare un giudizio così presto, ancora più difficile sarebbe stato scriverne nei giorni scorsi. L’impatto non è semplice, non tanto per la difficoltà ambientarsi (per quella basta una buona dose di spirito di adattamento) quanto proprio per la differenza che c’è in ogni cosa che mi circonda.

Uscendo dall’aeroporto si ha un primo assaggio del casino che c’è fuori. Il viaggio in taxi, circa mezz’ora, tra la città e il campus, ti permette di capire alcune cose. In primis che guidare in India è qualcosa di inimmaginabile, roba che forse nemmeno a Napoli si vede (forse). Secondo, la quantità di verde che c’è spiazzante per un occidentale. Non è il verde che fa da corredo alle case, è il cemento che fa da corredo alla jungla. Oltre agli agglomerati urbani infatti praticamente ovunque a bordo strade ci sono case, che poi sono praticamente baracche.
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Di altre cose ce se ne accorge con il tempo. Hanno una concezione di igiene molto ma molto relativa. Non credo nemmeno che sia una questione di soldi, è proprio che se ne fregano. C’avranno dei mega anticorpi. Meglio non parlare dell’igiene personale, del mancato arrivo della carta igienica e dei rasoi per donne o della pompa e del catino di fianco al cesso che fungono da bidet. Sul discorso cibo niente da recriminare, hanno le loro abitudini. Di questo passo credo che ogni 2 settimane arriverò a mangiare la stessa quantità di riso che mangio in un anno. Il riso di solito viene servito o fritto come piatto unico (con pollo o verdure), oppure da sommergere di qualche zuppa fatta con le loro spezie o legumi. Solitamente si accompagna il cibo con le chapata, delle specie di fajitas o piadine, oppure un’altra roba, questa invece croccante. Altrimenti pollo al curry, pollo all’aglio, e così via. Stasera proverò il pesce (esclusivamente nei ristoranti più di lusso). Per concludere tanta frrutta (e qui gli ananas sono i più buoni che abbia mai mangiato, si sente la differenza quando non sono maturati in un container). Menomale che non mi faccio problemi a mangiare.

Il costo della vita qui è ridicolo. Con circa 60 rupie si cambia un euro, con 50 rupie circa prendi un piatto completo a base di pollo (quelli vegetariani circa 30 rupie). La maggioranza delle cose importate, tipo la coca cola, gli shampi o i deodoranti, al supermercato hanno i prezzi europei e sono fruibili solo da una piccolissima parte della popolazione. Un’altra cosa sorprendente, ma nemmeno tanto, è la quantità di gente impgata. Al supermercato (unico nella città, nel nuovo centro commerciale, unica oasi occidentale) ci sono decine di inservienti che sono lì praticamente senza fare niente tutto il tempo. Così come ci sono guardie di sicurezza ovunque, ovviamente non armate e molto spesso anche piuttosto datate. Ho quasi paura di sapere quanto sia lo stipendio medio di un impiegato. Per non parlare di quanti tassisti o guidatori di Apecar (la Piaggio farà affari d’oro qui) che portano la gente in giro.
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Le due foto che trovate in questo post sono state fatte durante la gita sulle Backwaters, i canali nell’interno del Kerala. Abbiamo avuto a nostra disposizione una barca di 30 metri per circa 22 ore, 3 pasti abbondanti a bordo, 3 inservienti e 3 camere doppie a livello di albergo e abbiamo pagato meno dell’equivamente di 30€ (eravamo in 6). E ho fatto il mio primo bagno in un fiume.

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