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nov

My 2 cents: Facebook

Facebook
Scott Beale / Laughing Squid
Partecipo volentieri a una ricerca sull’esplosione di Facebook in Italia indetta da Luca De Biase, caporedattore di Nova24.

Credo di potermi considerare un very-early adopter di Facebook in Italia. Anche nei social network frequentati dai soliti nomi della blogosfera italiana non si è praticamente mai parlato di FB se non negli ultimi mesi. Questo innamoramento recente è anche comprensibile in quanto un social network può essere anche il migliore del mondo, ma se non si viene a creare un network non serve a niente. E la massa critica si è raggiunta solo di rencente in Italia. Ma c’è chi, come il sottoscritto, lo utilizza costantemente da quasi 3 anni.
Nella mia università, la Bocconi di Milano, il network ha cominciato a nascere circa 3 anni fa portato dagli studenti in scambio nelle università straniere dove era già imprescindibile. Da allora è uno strumento utilizzato in massa da noi studenti bocconcini, tant’è che l’eccezionale onda recente della maggioranza (oramai credo stiamo passando da quella anticipatrice a quella ritardataria) non ha portato a una consistente crescita dei contatti provenienti da colleghi.
Invece la contact list ora straborda di amici, conoscenti, ex-amici, parenti, compagni delle elementari/medie/superiori, amici di amici, gente che non ho mai visto etc, tutta gente che un social network non l’ha mai visto prima di qualche mese a questa parte.
Non che la cosa mi dia fastidio, anche perché se con una persona non voglio tenere i contatti semplicemente rifiuto la richiesta. Credo che l’esperienza sia sicuramente positiva e lo stia diventando sempre di più al crescere del numero di utilizzatori (anche se per quanto mi riguarda la crescita marginale di utilità per un nuovo contatto è in picchiata). Facebook è uno strumento potente, auguriamoci che faccia da apripista a tanti altri social network altrettanto utili ma di cui l’italiano medio ignora l’esistenza.

  • Davide
    22 nov 08@1:47 pm:

    Personalmente conoscevo già Fb, ma prima di qualche mese fa non avevo nessun motivo che mi potesse spingere a registrarmi. L’ho fatto solo per poter vedere le foto di una festa postate da un amico; piano piano poi ho cominciato a “pazziarci” e, come tutte le novità, c’è il rischio di farsi assorbire: la continua ricerca di amici, la possibilità di commentare foto o note – o quella di lasciare un semplice messaggio sul wall, o bacheca – , i giochini ed i quiz infiniti…Esistono certamente altri social network, come tu giustamente fai presente, ma forse non sono conosciuti perchè non adeguatamente pubblicizzati – e per pubblicità intendo anche il semplice passaparola tra studenti, ad esempio – o, più semplicemente, non sono ancora diventati “di moda”. Potresti però dedicare tu un post più approfondito proprio a questi social networks, contribuendo magari anche alla loro diffusione tra gli utenti medi della rete, dato che ormai questo tuo blog attrae un cospicuo numero di visitatori.

  • Andrea
    27 nov 08@12:01 am:

    Secondo me FB è un po’ la negazione di internet dove il bello è la diversità. In FB tutto è omogeneo, prevalgono il senso comune e la battuta televisiva. Se ri-costruiamo un villaggio globale, si replica la televisione. Note improvvisate da un non-massmediologo :-)

    PS
    Ti spero illeso nelle efferatezze di Mumbai