Questa attualmente è la mia scrivania, dove passo buona parte della mia giornata non avendo fondamentalmente niente da fare, a parte cercare stage (domani ho il primo colloquio, hurray!). Da sinistra potete vedere il mio portatile, un Dell XPS1330m, lo schermo Samsung 20” a cui appese si intravedono le cuffie Sennheiser, un Moleskine, un Nabaztag, il mio Nokia 6680, la Nintendo Wii e la cassa destra Empire. Nel vano al di sotto si intravede il volante per le frequenti scorrazzate su Mario Kart.
Ma c’è un po’ di attrezzatura che devo comprare nei prossimi mesi. Per prima cosa mi serve una tastiera perché la mia schiena non ce la fa più a stare girata sulla sinistra per digitare. Con una trentina di euro dovrei porarmene a casa una decente, dato che sono allergico a quelle wireless e al cambio di batteria. Questo comporta anche l’acquisto di un hub usb.
Sempre nel breve periodo ho bisogno di un hard disk esterno, diciamo che con un tera mela dovrei cavare. Su ebay, ma anche offline, non dovrei superare il centinaio di euro, finanziati dai proventi delle campagne pubblicitarie su questo blog. La decisione gravita tra un LaCie e un Western Digital. Sarei propendente per il secondo.
Un altro acquisto che sono desideroso di fare è un Griffin Elevator, ossia una struttura che permette di sollevare il portatile di qualche centimetro dalla scrivania per recuperare un po’ di spazio. Questo purtroppo in Italia non sembra ancora giunto e ordinandolo su eBay non ce ne si esce con meno di 40€.
Infine devo decidermi a fare un bell’upgrade al telefono, ma qui se ne parla in primavera. Il G1 di Google sta per affrontare le onde dell’Atlantico e sbarcare in Europa, ma in Italia bisognerà aspettare ancora qualche mese. Poi ci sono le foto del G2 che sembra essere piuttosto sexy, anche se non ha la qwerty e ha forse i tasti più brutti della storia della telefonia, ma le foto si riferiscono a un prototipo.
La corsa agli Oscar quest’anno è davvero dura. C’è Slumdog Millionaire che è un bellissimo film, già vincitore del Golden Globe nella categoria drama. C’è Milk che è altrettanto bello, forse anche di più di Slumdog, e che al Golden Globe invece è stato lasciato fuori dai premi, anche se qualche candidatura l’ha avuta. Mi mancano da vedere Lo Strano Caso di Benjamin Button e Frost/Nixon. The Reader non mi attira particolarmente.
Tornando a Milk, i film di Gus Van Sant non mi hanno mai attirato e infatti ero ancora vergine per quanto riguarda questo regista. Questo lavoro invece affronta la tematica dei diritti civili per i gay negli Stati Uniti della metà-fine anni ‘70, dove se una persona era dichiaratamente gay poteva perdere casa e lavoro. Su questo background parte da un quartiere di San Francisco la rilolta perlopiù pacifica e politica che porta al riconoscimento di tali diritti civili, combattendo contro altri politici e fondamentalisti che lottavano per la segregazione degli omosessuali.
Il tema è particolarmente attuale perché in California nello scorso maggio fu approvata una legge che permetteva alle persone di sposare chiunque amassero, a prescindere dal genere. A novembre tale legge è stata abrogata da una proposta di iniziativa popolare, l’infame Proposition 8, nonostante l’appoggio e i fondi di aziende come la Apple e Google (chissà se lo sa il Vaticano che ha appena aperto il canale su YouTube). Per fortuna negli anni 70 finì meglio per la proposition, un po’ meno per Harvey che fu ucciso.
E non posso chiudere senza parlare di Sean Penn che sta inanellando una serie di interpretazioni eccezionali a partire da Mi Chiamo Sam, passando per Tutti gli Uomini del Re. Spero vivamente vinca l’Oscar come miglior attore (mi dispiace Mickey).
“Trovata di cattivo gusto. Offende una religione. Atto di cretinismo. Inqualificabile manifestazione di ateismo”.
E. Fede
Non voglio commentare la frase in sè per sè perché chi l’ha detta non merita tale attenzione, mi premeva fare qualche considerazione sull’argomento. Premessa. Non ritengo potesse essere un’iniziativa così importante da spenderci i 20.000€ che sarebbero stati investiti dall’UAAR, piuttosto inutile nel senso che non credo possa produrre un qualsiasi risultato utile a chicchessia. Ma ovviamente ha sollevato un coro unanime di polemiche.
Postulato 1: offende una religione. Io dico che Dio non esiste, perché tu ti devi offendere? Non nego a nessuno l’opportunità di praticare la sua religione, io dico che Dio non esiste, libero di seguire il mio pensiero o meno.
Conseguenze del postulato 1: ma diciamo che mi bevo il tuo ragionamento. Allora tu dici che Dio esiste. Me lo devo sentire tutte le caspita di domeniche in televisione con la messa più le aperture dei telegiornali con le idiozie del Papa, e quindi tu hai il diritto di offendere tutti i non credenti? Inoltre, tu credi che Dio esiste, Dio della Bibbia, allora stai offendendo implicitamente tutte le altre religioni. In fondo un credente (a meno che non sia indiano) crede in un solo Dio in più di un ateo.
Postulato 2: è pubblicità ingannevole (!!!), gli atei non possono provare che Dio non esiste. Il nostro diritto si basa sulla formula “Onus probandi incumbit ei qui dicit” e nessun credente può provare che Dio esiste, come non può provare che Shiva e Ganesha non esistono, come non può provare che siamo stati creati da uno mostro di spaghetti volante o che c’è una teiera che orbita attorno Marte. Diciamo che le possibilità sarebbero molte, basta lavorare di fantasia. Ma questa è una vecchia disputa che non porta a niente. E poi la Chiesa Cattolica di pubblicità ingannevole ne ha sempre fatta, mi piacerebbe fare un sondaggino chiedendo se gli italiani sono consci di dove vanno i loro soldi.
E sono invece d’accordo con quello che dice questo prete dal minuto 4 circa fino quasi al 7 circa. Il vero problema non è il messaggio in sè, ma il fatto che sono in pochi ad avere il coraggio delle proprie idee e dei propri atti. Guardando quella scritta la coscienza di molti può vacillare mettendoli di fronte alla realtà di non essere poi così credenti, che in Italia può essere ancora considerata disdicevole.
Postulato 3: non si può ridurre la questione a uno spot. Finalmente siamo d’accordo. Allora discutiamone, e non con le ospitate di Odifreddi a Very Victoria. Discutiamone in prima serata con veri studiosi ed esperti. Ma questo può succedere solo nei miei sogni più selvaggi.
Postulato 4: (avevo detto che non avrei ripreso la frase con cui ho aperto ma mi secca vederla lì che troneggia su questo post) inqualificabile manifestazione di ateismo. E da qando l’ateismo è un reato o anche solo manifestarlo può essere giudicato inqualificabile? E’ inqualificabile tutto quello che è stato detto nei TG italiani su questa storia, è inqualificabile che i commenti delle parti in causa fossero sempre a vantaggio di una sola delle parti. E’ inqualificabile, e anche un reato per il quale l’Italia paga centinaia di migliaia di euro al giorno di multa, che Fede abbia ancora un posto da cui parlare all’Italia.
bravo!
Bella foto… Ma l’hai fatta col copia-incolla?
@annalinda: grazie!
@blue_sugar: non ho capito cosa intendi… non è photoshoppata cmq, è come è uscita dalla sd della macchina!