15
gen

Basquiat + De Chirico

Salendo da Salerno per Milano mi sono fermato nella Capitale per un paio di mostre. La mostra dedicata a Basquiat si trova presso la Fondazione Memmo in Via del Corso e si protrarrà ancora per poco, fino al 1 Febbraio. Il percorso inizia con un paio di foto di Jean Michel solo e pensieroso e altre 2 del famoso set con Andy Wharol vestiti da puglili. Le opere esposte vanno dal 1982 al 1988, anno della sua morte a soli 28 anni. Basquiat non è un artista facile e tante sue opere non vanno giù nemmeno a me. Ma tante altre credo siano davvero eccezionali. Non sono un critico d’arte ma si vede come Basquiat esprimeva tutto se stesso con i suoi quadri, come ci parlava e come ci dialogava, e come poi tramite essi dialoga con chi li guarda. I suoi quadri infatti non sono solo dipinti, ma sono ricchi di scritte, collage, fotocopie ripetuti di altri disegni e squarci nella pittura. La mostra si chiama “Fantasmi da Schiacciare”, frase ripetuta sul alcune delle opere esposte. Consiglio vivamente di visitare questa mostra anche perché non è facile vedere le opere di Basquiat dato che buona parte di esse sono in gallerie private.

Poi domenica è stata la volta di De Chirico al Museo di Arte Moderna di Roma. La prima parte della mostra ripercorre alcune critiche di De Chirico ad alcune delle opere presenti nella collezione permanente del museo durante la sua prima visita al museo. Nel secondo spazio invece sono esposte le opere che sono state ispirate da alcuni classici del passato, dalle quali l’artista era convinto bisognava ispirarsi nelle forme e nei modelli. Il terzo spazio invece è quello effettivamente più interessante e dove sono esposte alcune delle opere metafisiche di De Chirico come Quattro Gladiatori nella Stanza con Vista sul Colosseo, le Muse Inquietanti e Archeologi (i primi che mi vengono in mente). Insomma non male anche questa esposizione, soldi spesi bene. Avrei preso anche il catalogo ma costava il solito sproposito (30€ per Basquiat invece li ho spesi).

14
gen

Viva la garanzia

Ero in treno, in una delle famose Frecce Rosse, partito da un paio d’ore da Roma. Stavo guardando Pineapple Express (film molto carino uscito qualche mese fa anche in Italia). Ad un certo punto sul finale del film lo schermo diventa nero. Spengo il pc. Si riaccende ma lo schermo è nero. Bestemmio. Aspetto, nessun segno di vita dallo schermo. Bestemmio.

Arrivo a Milano (bestemmiando) e telefono alla Dell. Mi mandano un tecnico (ieri). Arriva il tecnico e sostituisce la scheda madre. Probabilmente era la scheda video andata a prostitute che però è saldata alla motherboard. Sostituendo la scheda madre il tecnico danneggia i contatti della wlan. Bestemmia. Provo ad accendere il pc con la nuova scheda madre. Non va il bottone di accensione. Bestemmio. Bestemmia anche il tecnico perché smontare l’XPS 1330 non è cosa facile. Chiama la Dell che spedisce una nuova scheda madre e una nuova wlan. Torna oggi il tecnico. Apre tutto di nuovo e sostituisce motherboard e wlan. Accende. Non va il lettore dvd. Altro coro di bestemmie.

Domani aspetto la telefonata della Dell per prendere appuntamento per sostituire anche il lettore dvd. Menomale che sono in garanzia, probabilmente per un danno così non sarebbe convenuto nemmeno far riparare il pc (acquistato poco meno di un anno fa). Però pezzo pezzo mi sono fatto il pc nuovo in scadenza di garanzia…

10
gen

7 Anime

Seven poundsNon ho visto The Pursuit oh Happiness (alla Ricerca della Felicità) e in fondo 7 Pounds (7 Anime) non è un brutto film, diciamo da 6,5. Ma è triste, Dio se è triste. Forse il film più triste che io abbia mai visto. E non è solo triste perché la storia è triste, come ogni film che finisce male, ma è triste a causa di quello che succede alla fine del film (un po’ prevedibile, all’intervallo oramai ci era chiearo come poi sarebbe finito).

Tra l’altro il titolo è un po’ un mistero. Come da tradizione italica il titolo è stato malamente tradotto in 7 Anime, mentre il titolo originale è 7 Pounds, dove i pounds non sono le sterline ma l’unità di misura della massa. Inizialmente pensavo fosse un riferimento al “peso dell’anima” ma lì sono 21 grammi mentre un pound ne è circa 400. Così ho indagato su wikipedia e il titolo sembrerebbe essere un riferimento alla libbra di carne protagonista de Il Mercante di Venezia di Guglielmo Squotilancia.

09
gen

Desktop di Gennaio

New Desktop Concept

Nuovo desktop questo mese, più Windows inspired del solito. Ho momentaneamente rinunciato al dock e devo dire di non trovarmi poi così male, così come vivo benissimo senza menu, infatti i programmi li lancio tramite gnome-do. Quello invece che mi servirebbe è un po’ di spazio per i launcher. Il problema è che Gnome decisamente non ha una buona barra. Le icone della tray bar sono disposte male e tendono a sprecare spazio, così come quelle delle finestre aperte, basterebbe poterle organizzare su due righe, così come succede con la barra che rasenta la perfezione di KDE4. Funzionale, bella da vedere e perfettamente organizzata.

I widget di destra sono Screenlets organizzati su una dock bar. La novità, almeno per quello che mi riguarda, è che per la prima volta le finestre massimizzate non coprono la dock bar laterale in modo da avere sempre tutte le informazioni in primo piano. Da alcuni mockup visti in rete sembrerebbe che questa sarà anche la direzione che prenderà Gnome 3. Per ora mi ci trovo comodo, avendo anche uno schermo 16:10 che offre quindi spazio abbondante sulle ascisse.

06
gen

Io preferisco Android

Android G1

Da qualche settimana oramai vado sbavando dietro alle immagini e ai video dei telefoni che stanno uscendo oltreoceano che montano Android come sistema operativo. Attualmente il mio telefono ideale sarebbe con schermo touch screen (leggermente più ampio del G1 non sarebbe male) e con tastiera qwerty a scorrimento. Inoltre leggevo in giro per  internet che attualmente Android legge senza alcun problema le microsd da 16gb, cosa che ne fa una validissima alternativa anche al lettore mp3. L’unico problema in questo scenario sarebbe l’uscita audio che dubito sia il classico jack audio. Improvvisamente l’iPhone non è più sexy ai miei occhi. Piano piano Android comincia ad ottenere l’attenzione degli sviluppatori (attualmente supporta solo applicazioni senza pagamento), senza dimenticare gli smanettoni per i quali la piattaforma open source è una manna dal cielo. Nonostante l’iPhone sia partito con molte più applicazioni, i telefonini montanti Android hanno superato il milione di pezzi alcuni giorni prima del concorrente, credo 72 giorni vs i 75 di Cupertino. A quando in Italia? Tutto tace…

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