07
lug

Aggiornamenti sul MelaFonino

Si allontana dalle mie affamate e luride manine il telefono delle meraviglie, lameno per ora. Come se non bastasse il fatto che in USA verrà venduto esclusivamente con abbonamento, notizia degli ultimi giorni è che il gruppo Dark Apples ha messo la parole fine allo sblocco del nuovo firmware a causa del sistema di crittografia utilizzato per far dialogare hardware e software (anche se internet ci ha abituati a colpi di scena non da poco). Quindi niente iPhone come souvenir dagli USA.

Una buona notizia invece viene, stranamente, dall’Italia. Tre è rimasta momentaneamente fuori dalla distribuzione del MelaFonino, rimanendoci piuttosto male e minacciando il ricorso all’Antitrust. Notizia di oggi è che l’amministratore delegato di H3G Italia ha annunciato l’arrivo dell’iPhone targato Tre per settembre, e con tariffe piuttosto aggressive. Nell’intervista infatti si parla di 90€ per l’hardware e una ricarica minima di 10/20€ mensili, tariffe decisamente differenti da quelle della concorrenza.

Tre si muove molto bene dal puunto di vista dell’innovazione, al contrario di Tim e Vodafone. Se il DVB-H (digital video broadcasting handheld) mi lascia piuttosto freddo, mi sono informato molto sullo Skypephone, che non ho ancora preso solo perché il contratto attuale è valido solo fino a dicembre, dopo di che non si sa quale saranno le condizioni contrattuali, che attualmente sono molto convenienti.

11
giu

La miopia delle aziende – parte 2

Come previsto Jobs ha lanciato praticamente a livello mondiale la distribuzione dell’iPhone.

Alcuni punti cardine della presentazione di Steve Jobs:

  • 6 milioni di unità vendute in un anno
  • Il 97% lo utilizza per collegarsi a internet
  • Il prezzo dell’iPhone 3G è stato ritoccato verso il basso (199$ e 299$)

A questo si aggiunge il costo dell’abbonamento AT&T: 30$ di traffico internet e 39.99$ per 450 minuti di voce + 5000 minuti per le chiamate di sera e nei weekend + chiamate illimitate verso tutti cellulari. Con 44€ hai tutto praticamente illimitato. Senza contare il costo sensibilmente minore dell’hardware, ma il cambio 1:1 è da sempre una politica di Apple. Ancora non si sa se verrà messo in vendita un iPhone senza vincoli di abbonamento.

In Italia, come se fossimo nello Zambia, questo non succede. Vodafone è stato il primo ad annunciare i prezzi: Facile Small darà 400 minuti verso Vodafone, 400 SMS verso Vodafone, traffico dati a 29cent per accesso. E l’iPhone senza abbonamento costerà rispettivamente 499€ e 569€. Si commenta da sè. Da Tim non mi aspetto di meglio, gli operatori italiani sono famosi per la loro collusione tacita.

Il problema di dove comprare l’iPhone però comincia a farsi piuttosto serio per il sottoscritto, almeno finché non verrà annunciata la vendita negli USA al di fuori dei circuiti che forniscono l’abbonamento. Che sia forse il caso di comprarlo in India?

09
giu

Today is the iphone 2-day

Mentre il 90% dell’Italia oggi aspetta le 20:45 per la partita della Nazionale, c’è uno  0,00001% circa per cui l’evento di oggi è alle 19, quando Steve Jobs salirà sul palco del WWDC per annunciare i nuovi-vecchi prodotti Apple.

E oggi saprò le caratteristiche del mio futuro telefonino, che fra un mesetto e mezzo sarà nelle mie mani all’ombra del cubo dell’Apple Store sulla Fifth Avenue. Mmmh no forse dovrò farmelo spedire nella mia residenza dei miei 10 giorni newyorkesi, mi sa che all’Apple Store bisogna contestualmente sottoscrivere l’abbonamento AT&T, mi devo informare.

Per questo keynote ci saranno dei cambiamenti dal punto di vista delle piattaforme tecnologiche per noi poveri mortali lontani dal WWDC. Gli ultimi li ho seguiti testualmente sui vari macrumors. L’ultimissimo provai a seguirlo via Twitter ma il sito cadde miseramente (già ha problemi normalmente, figuriamoci sotto stress). Per la prima volta invece potrebbe esserci per la diretta audio tramite ustream. Data la natura sperimentale dell’iniziativa non si sa se resisterà. Altri siti che terrò d’occhio saranno la stanza di FriendFeed e Summize per le reazioni e i commenti a caldo, roba che Digg sembra web 1.0. E non dimentichiamo il nuovo Google Finance per vedere come i mercati reagiscono all’annuncio. A più tardi per i commenti su Twitter (e se non regge forse è ora di iscriversi a Plurk).

01
feb

E’ tempo di Dell?

Tra un paio di settimane ricominciano le lezioni e quindi mi dovrò attrezzare necessariamente con un nuovo portatile. Come è successo a marzo ho cominciato a vagliare l’offerta attuale e come allora il punto di riferimento sia tecnologico che di design è il Mac Book.

Il modello base da allora ha fatto un piccolo upgrade dei proci, da 1.86 a 2 ghz, raddoppiato la ram a 1 gb, aggiunto una ventina di gb all’hard disk e anche la Intel è stata pompata un po’ di più. Tutto racchiuso nel 13.3” pollici più sexy che ci possa essere (fino all’arrivo del Mac Air ovviamente). Il costo è di 986€ con sconto studenti. Il modello da 1173€ monta 120 gb di hard disk e il masterizzatore dvd che continuo a stupirmi non sia nella configurazione di base.

Poi qualche giorno fa si è diffusa la notizia che la Dell avrebbe lanciato sul mercato un nuovo modello portatile mosso da Ubuntu, molto più attraente del precendente 15 pollici che montava il sistema operativo libero per eccellenza. Così appena successo il fattaccio di giovedì ho pensato di darci un’occhiata. Il Dell XPS M1330 di base  costa 848€, differisce da Mac per il procio da 1,66Ghz ma ha 120Gb di hard disk. Il resto è pressocchè simile, schermo 13.3”,è un centimentro più largo di un foglio A4, pesa meno di 2 kg, monta anche il lettore di impronte digitali e ovviamente il masterizzatore dual-layer. Aggiungendoci 200€ si può avere 2Ghz di proci, 3Gb di ram 160Gb di hard disk e la GeForce 8400Mm (i Mac Book Pro montano la 8600).

Mi si illumina la lampadina: ma vediamo cosa si dice in Svizzera. Stesso modello ma senza la promozione dei 3Gb di ram sostituite da 2: 934€. Si vede che in Svizzera sono più poveri, boh. Con la batteria a 9 celle con solo altri 24€ mi sembra un portatile più che dignitoso.

Dicevamo che questo modello supporta Ubuntu alla grande. Il problema è che nè in Italia nè in Svizzera sono stati ancora lanciati sul mercato con Linux ma solo con Vista. E per il rimborso ci vuole l’intervento divino. Provo a telefonare alla Dell italiana e l’agente commerciale mi dice che non sono previste politiche di rimborso della licenza di Vista. Faccio telefonare alla Dell Svizzera e la prima operatrice risponde che si possono avere 90Chf di rimborso e Ubuntu preinstallato (ma mi sa che fosse un’operatrice francese). Secondo operatore, questa volta inglese, non prevede politiche di rimborso.

Colpo di genio: mi vendo la licenza di Vista su Ebay. In effetti qualche asta per Vista Home c’è e arriva attorno ai 50€. In tutto quindi spero che questo portatile mi costi 900€.

La prima cosa che farò sarà ovviamente radere al suolo la partizione di Windows, questo annetto vissuto in compagnia del pinguino è stato più che positivo e non ho nessun motivo per passare a un sistema operativo del quale nessuno mi ha ancora parlato bene. E poi ho anche letto che è un discreto Hackintosh, tutto funziona perfettamente tranne che la scheda lan e wlan, sento già odore di Leopardo…

15
gen

iLove is in the Air

‘ca puttana. Tra qualche ora, alle 18 ora italiana, ci sarà il MacWorld 2008 con l’annessa presentazione di Steve Jobs e io sarò rinchiuso in biblioteca a studiare Strategic Marketing per l’esame di domani! Pur non avendo nemmeno un prodotto Apple sono sempre avido di informazioni che riguarano la mela, sia da appassionato di informatica che di marketing, aree in cui la casa di Cupertino è leader.

Come al solito si inseguono gli spoiler. E’ stato avvistato un cartellone che recita “There’s someting in the air”, niente di più vago, e si fanno illazioni su illazioni. Il prodotto più quotato in uscita sembra essere un laptop che potrebbe essere rivoluzionario. Si tratterebbe di un Mac Book ultra portabile, dallo spessore di un centimetro, senza parti mobili (niente lettore DVD o hard disk che non sia rigorosamente di stato solito), connesso al resto del mondo solo tramite Wifi (niente ethernet ma qualcuno specula sul GPRS in collaborazione con la solita AT&T) e con schermo multi-touch. Roba da far impallidire l’Eee (si chiama così?).

Se riesco a fare la ricarica in tempo però lo seguirò dal telefono in GPRS con il feed di Twitter di tuaw.com.

P.S. Ringrazio sentitamente Mapo per la segnalazione come Thinking Blogger, appena ho un po’ di tregua nei prossimi giorni coglierò al volo il meme per continuare la “catena”!

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