16
mar

Baustelle live@Rolling Stone

Quella di ieri è stata la seconda volta e mezza che ho visto i Baustelle live. La prima risale al giugno 2006 (il blog viene in aiuto alla mia scarsa memoria) alla FNAC dove fecero un breve set acustico per pubblicizzare l’uscira del loro precedente lavoro, La Malavita. Poi tornai a settembre, questa volta al Transilvania Live, per un concerto vero e proprio sulla scia del tour che stava per terminare.

La prima cosa che è balzata agli occhi del concerto di ieri al Rolling Stone era la gente. Non avevo mai visto il Rolling Stone così pieno, persino in piccionaia dove non sapevo nemmeno si potesse accedere. Davvero tanta gente.

Altra differenza è che i Baustelle sono aumentati. Sarà sicuramente il contratto firmato con la Sony che gli da tante possibilità in più ma ora sono diventati ben 7, anche se i membri effettivi credo siano solo 3. Ho notato però un ricorso troppo frequente alle basi pre-registrate, capisco il pesante uso di sovraincisione di effetti e basi al synt nella loro musica, ma magari potevano gestirsi un po’ meglio.

La scaletta di ieri si è focalizzata sui brani di Amen, non mi sembra li abbiano suonati tutti ma quasi. Baudlaire live come mi aspettavo acquista tantissimo, spero sia il prossimo singolo, grazie anche all’arrangiamento riadattato a condizioni da concerto del finale strumentale. Così come mi sono piaciute tantissimo Alfredo, tra le più belle dell’album, L’Uomo del Secolo e Antropophagus. Da La Malavita credo abbiano fatto i Provinciali, La Guerra è Finita e la canzone ornitologica, Il Corvo Joe. Dai primi due album hanno tirato fuori invece La Canzone di Alain Delon e Gomma in medley con La Canzone del Riformatorio, scelta musicale che proprio non mi è piaciuta dato che si tratta di due canzoni meravigliose, con le quali hanno chiuso il concerto.

Secondo me si tratta di un momento molto delicato per loro e per la loro direzione artistica. I coretti delle ragazzine durante Charlie Fa Surf non mi fanno ben sperare sulla linea che terrà la band che ora ha davvero tutte le potenzialità per fare il salto di qualità, ma c’è anche il rischio di cadere nel baratro del banale. Amen è bello ma spesso prende direzioni molto easy listening se paragonato ai primi 2.

Due curiosità per concludere. Francesco ha cantato la canzone che ha scritto per Irene Grandi, Bruci la Città, che secondo me ha un testo davvero bello. Le tonalità di voce però sono molto differenti e in effetti ha perso un po’, chissà magari se l’avesse lasciata cantare a Rachele. Seconda curiosità. Durante una delle prime canzoni del concerto Francesco ha cantato un po’ di Bandiera Bianca di Battiato, in particolare il verso “Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare quei programmi demenziali con tribune elettorali.

Qui trovate il set su Flickr delle foto.

15
feb

I Kiss in Italia

Le mie fonti personali si sono rivelate affidabili: avevo annunciato in anteprima due settimane fa che erano in arrivo in Italia Metallica e Kiss e così è stato. Dopo una settimana è stato effettivamente annunciato il concerto dei Metallica il 22 luglio all’Arena Parco Nord di Bologna. Ieri invece è stata la volta dell’ufficializzazione dei Kiss per il 13 maggio all’Arena di Verona.

Due soli appunti. Come prevedibile i biglietti all’Arena di Verona costano un botto:

  • Poltronissima Numerata Intero € 115,00
  • Poltrona Numerata Intero € 103,50
  • Gradinata Numerata Intero € 86,25
  • Gradinata Non Numerata Intero € 57,50

Il buon senso, guidato dal portafoglio, mi farà ovviamente prendere la gradinata non numerata. Appunto numero due. Ma davvero mi devo andare a vedere i Kiss seduto? Anzi, tutti seduti? Posso capire Roger Waters che fa il concerto all’Arena e ci può stare, ma i Kiss? Non la buttano giù l’Arena? Per i Kiss bisogna fare casino, cazzo!

Altra informazione di servizio. In settimana si sono aperte anche le vendite, finalmente, per la data milanese dei Baustelle.

Ho capito, oggi se ne andranno una settantina di euro in biglietti.

17
gen

Baustelle – Charlie fa Surf (il video)

[youtube g0JlEbgJf8o nolink]

Regia di Stefano Poletti e Mauro Pittarello, la produzione è della Run Multimedia. Video carino per una canzone carina molto stile La Guerra E’ Finita. Ma una band come i Baustelle non può dare in pasto a Mtv tutti i pezzi di un album, che aspetto con impazienza. Ancora niente novità per quanto riguarda i biglietti per la data di Milano.

11
gen

Amen, Baustelle

EDIT: sì, ho fatto la cagata. Mentre aggiornavo Wordpress ho dimenticato che il tema era nella cartella di quello di default e ovviamente è stato sovrascritto a quello originale. Ora sto cercando un tema momentaneo mentre trovo il backup del tema del blog.

Quando si dice le coincidenze. Oggi, non ricordo minimamente per quale associazione mentale, mi è passato per la testa di andare a guardare il sito dei Baustelle dei quali da un po’ di tempo era preannunciato il nuovo album. La fortuna ha voluto che “ho scelto” un giorno particolarmente fortunato. Domani infatti passerà per radio ufficialmente, anche se su Indie Rock leggevo che è già in programmazione su Radio Deejay, il primo singolo del quarto disco della band di Montepulciano, Amen (è il titolo dell’album, non una mia preghiera), a due anni di distanza dallo splendido la Malavita. Il titolo del singolo invece è Charlie Fa Surf, qui se ne può sentire qualche secondo insieme a una breve intervista a Francesco, ed è ispirato a un’installazione di Maurizio Cattelan, già famoso per alcune opere come i famosi bambini impiccati in Piazza XXIV maggio, Giovanni Paolo II colpito da un meteorite o l’attuale Papa in desabilié e che è stata tra i motivi della chiusura della mostra sull’arte omosessuale a Milano. Mi aspetto un gran bel lavoro dei Baustelle, degno seguito di La Malavita, che li ha fatti conoscere al grande pubblico. Il sound del singolo è sicuramente il loro, ora bisogna vedere se sono riusciti a tenere lo stesso livello in tutto l’album, che invece uscirà il primo febbraio.

Le notizie ghiotte però non sono finite. Contestualmente al lancio dell’album ci sarà un tour promozionale e del quale sono state già annunciate le date. Appuntamento a Milano è il 15 marzo al Rolling Stone (di molte date sono già state aperte le vendite sulla Mafia, per Milano niente ancora). Queste tutte le date:

29/2: Pordenone, Deposito Giordani
1/3: Vicenza, Max Live
7/3: Torino, Hiroshima Mon Amour
8/3: Bologna, Estragon
14/3: Roma, Alpheus
15/3: Milano, Rolling Stone
27/3: Firenze, Viper
28/3: Rimini, Io Street Club
29/3: Ancona, Barfly
2/4: Palermo, Biergarten
3/4: Catania, Mercati Generali
4/4: Napoli, Havana Club
5/4: Bari, New Demode
11/4: Modena, Vox Club
18/4: Treviso, New Age
19/4: Piacenza, Fillmore

25
set

Baustelle live@Transilvania

Foto(001)

Venerdì 22 sono finalmente andato a vedere i Baustelle live dopo il breve set acustico a cui avevo assistito alla FNAC, esibizione che non mi avevano convinto fino in fondo. Ma partiamo dall’inizio. Sul sito del Transilvania l’orario previsto era alle 20 ma arrivati lì puntuali abbiamo aspettato l’apertura delle porte per oltre un’ora. Perlomeno il prezzo era contenuto, 10€. Prima dei Baustelle ci sono stati altri 2 gruppi: gli Psyco Drama e gli Yuppie Flu. Il primo è un gruppo giovanissimo formato da un cantate/chitarrista, bassista, batterista e violino elettrico. Nonostante una presenza scenica discreta non mi sono piaciuti molto, soprattutto il cantante, uno pseudo Brian Molko sia vocalmente che esticamente. Il violinista era relegato a comprimario e solo quando ci hanno dato dentro nei frangenti strumentali il gruppo diventava più godibile. Gli Yuppie Flu invece mi sono piaciuti, e non poco. Molto vintage e molto rock’n'roll alla fine del concerto, sull’ultimo assolo, quando hanno cominciato a distruggere tutto: lo sgabellino del tastierista è finito dentro la batteria, il bassista (un grande, con la maglietta di Lou Reed e una barba trasandata alla Morrison) ha cominciato a far volteggiare il basso facendolo incagliare con il microfono e il chitarrista che sbatteva la chitarra nell’ampli. E poi sono arrivati i Baustelle con una scaletta piuttosto lunga. I primi sono stati i pezzi della Malavita iniziando con I Provinciali, come alla FNAC, poi in ordine sparso Sergio, Revolver, A Vita Bassa, La Guerra è Finita e ovviamente Un Romantico a Milano, poi una serie di vecchi pezzi. Da La Moda del Lento hanno suonato la title track e Cin Cin (sicuramente ne dimentico qualcuna) mentre invece da Sussidiario Illustrato della Giovinezza: Le Vacanze dell’Ottantatre, Martina, La Canzone del Parco e La Canzone del Riformatorio. Stavolta mi sono piaciuti molto di più, si meritano un bel 7 e mezzo. La scaletta è stata molto più lunga con tanti bei pezzi dei precedenti album. Io stavo giusto di fronte a Rachele, in terza o quarta fila. Anche Francesco era molto più in forma, anche se come al solito non sprizza proprio allegria, però quando si tratta di cantare la voce la caccia. Spero proprio di rivederli ancora e credo che ce ne sarà occasione visto che sul Rolling Stones ho letto che sono in tuor da quasi un anno e con un centinaio di date sulle spalle.

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