04
set

Fine delle vacanze

"Per me si va nella città dolente

per me si va nell’eterno dolore

per me si va tra la perduta gente"

E’ dunque giunto il momento di tornare ad immergermi tra le sudate carte (sudate più per il caldo che per altro) a Milano. Domani infatti ho il biglietto per l’eurostar delle 8.40 da Salerno, l’unico diretto, che quindi mi porta a Milano per le 16 circa. Esame il 13, corsi che iniziano il 14 e orale d’inglese il 16. Per ora mi tocca stare nella casa in cui ho vissuto negli ultimi 2 anni ma a metà mese si cambia, stessa zona, ma aria condizionata, lavastoviglie e 50€ di affitto in meno.

Ieri invece ho passato la giornata al paese di mio nonno, Calitri in provincia di Avellino. Il classico paese dell’Irpinia arroccato sulla cima di una montagna e che è stato semi distrutto dal terremoto dell’80. E si vedono ancora i resti: di alcuni edifici rimangono ancora le mura interne scoperte e soprattutto quelli vicini al centro storico hanno ancora delle visibili crepe. Molte case ovviamente sono state ricostruite ma il paese è semi vuoto, molti sono emigrati verso le città, tantissimi verso il Sud America. La maggior parte di quelli rimasti sono coetanei di mio nonno.

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Però in questi casi almeno il cibo è buono. Il pranzo all’agriturismo è consistito in: antipasto di salumi e formaggi locali, patate all’insalata con peperoni, ravioli al sugo fresco con ricotta, ziti spezzati con ragù, grigliata mista, patate al forno e ananas finale per digerire.

In serata uscita con gli amici. Ieri infatti era l’ultima sera in cui potevamo stare tutti assieme perchè tra oggi e domani partiamo noi che studiamo fuori. E ho salutato degnamente la pizza con una margherita con ricotta, funghi, cotto e occhio di bue.