02
set

Sindrome di Peter Pan

"I Saint sono i cavalieri che hanno sempre protetto la dea Atena sin dai tempi del mito. Ogni volta che la pace viene minacciata dalle forze del male, essi tornano a nuova vita, e sotto la guida della dea lottano affinchè il bene trionsi sul male."

E siamo quì finalmente giunti all’attesissimo post sulla mia seconda pseudo collezione, che farà impazzire sicuramente molti signori maschietti. Chi non ha mai comprato un cavaliere dello zodiaco nei ruggenti anni 80? Le scatole di cartone avevano la leggendaria copertina anteriore che ti faceva vedere il cavaliere in tutta la sua lucentezza che poi diventava il tempietto per il cavaliere stesso. Una volta scartato il blister in polistirolo conteneva il cavaliere, l’armatura e il segno. Per montare il cavaliere solitamente era necessario munirsi di calendario per bestemmiare il santo del giorno. I pezzi non entravano con una facilità disarmante e il pezzo difettoso era sempre in agguato. Dopo 2 o 3 cavalieri ogni bambino degli anni 80 poteva montare un’allestimento Ikea in tempi record. Una volta montato il cavaliere, rigorosamente sul posto perchè il trasporto avrebbe vanificato ogni sforzo, c’erano 3 strade: 1. lasciarlo in bella vista su una mensola a prendere polvere 2. smontarlo per montare il segno e lasciarlo sulla mensola di cui sopra a prendere la polvere di cui sopra 3. smontarlo per poterci (finalmente) giocare visto che ogni più piccola vibrazione sarebbe stata fatale per il delicato equilibri delle strutture. Inevitabilmente però i pezzi, anche se custoditi in una cassaforte spessa 3 metri in titanio nel cuore del monte bianco, si perdono.

Tutto questo succedeva attorno agli 8/10 anni di età. Anche io ne sono stato vittima e ho ancora Artax, Sirio di smeraldo e Andromeda la notte.

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Un giorno di 5 anni fa circa però Italia1 rimandò in onda i cavalieri e la Giochi Preziosi rimise in produzione i giocattoli. Il sottoscritto, dopo aver letto il fumetto, spese centinaia e centinaia di migliaia di lire per mettere assieme la collezione che potete ammirare. I 12 cavalieri d’oro, i 5 cavalieri di bronzo con le prime armature e i successivi con le armature ristrutturate. Per un costo totale di….non so, preferisco non pensarci. Iniziai con Shaka della Vergine. Il più difficile da trovare è stato Pegasus e quando lo trovai era difettoso (pezzi di altri cavalieri e quelli che c’erano non si incastravano). I pezzi del successivo erano tutti ma non si è mai mantenuto in piedi. Una volta venne un mio simpatico amico a casa, prese tutti i cavalieri, li smontò,  me li fece trovare alla rinfusa sul letto. Ci misi 1 ora senza istruzioni (si, sono pazzo).

Adoro i cavalieri d’oro perchè hanno un carisma senza pari. Mi eccito ancora come un bambino quando compaiono nelle nuove puntate di Ades. Montare Doko della Bilancia rimane un’esperienza mistica per la difficoltà del posizionare le 12 armi al posto giusto ma Shaka continua ad essere il mio amore, finchè poi un giorno non lo incontrerò alle porte dell’inferno al quale fa la guardia.

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31
ago

Collezioni pop

Pochi sanno, o meglio tutti quelli che sono venuti a casa mia, quali sono le mie 2 "grandi" collezioni. In questo post, e nel prossimo, vi parlerò proprio di queste 2 piccole mie passioni.

La prima, forse quella più strana (beh oddio anche l’altra non è tanto normale contando l’età), sicuramente quella che colpisce di più entrando in camera mia, è la mia piccola pila di lattine di coca cola. Iniziai nel 1994 con quelle dei mondiali (che nella foto sono in alto a destra) e da allora non ho più smesso. Non ho mai raggiunto livelli tali da andarle a comprare su internet per esempio, però quando mi capita in mano una lattina dò sempre un’occhiata per vedere se mi manca. Non mi posso considerare in effetti un vero collezionista, mi mancano sempre 1 o 2 lattine per completare le collezioni come quelle di Natale dei Babbi Natale o degli orsi polari.

Al momento dovrei aver raggiunto e superato quota 80. La più vecchia che ho però è quella commemorativa delle Olimpiadi di Barcellona 1992 e non ho il minimo ricordo di come ci sia arrivata. Sono tutte vuote tranne una diet coke americana che mi ha portato un amico qualche anno fa. La linguetta è ancora sigillata ma quando l’ho sollevata prima era magicamente leggera. Misteri della coca cola. Per il resto sono anche quasi tutte italiane, tranne poche eccezioni. Ho anche un paio di bottigliette: una di vetro classica e una in plastica, una specie di prototipo che hanno dato in regalo con l’Happy Meal anni e anni fa per un breve periodo. Anche questa è ancora piena e ogni tanto la prendo e la tiro ancora a terra per farla rimbalzare. Quelle in primo piano nella foto sul primo scaffale sono 2 lattine da distributore e 2 da aereo (sempre gentilmente fornitemi da amici).

Non fate caso a difetti di misure e prospettiva della foto, sono 2 montate alla bene e meglio. Tra le 2 ci sono altre 2 mensole in cui si cela l’altra mia collezione che scoprirete domani.

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P.S. risparmiatevi commenti del tipo "voglio abbatterle con la pistola a piombini", è la prima cosa che uno dice da 12 anni a questa parte entrando in camera mia per la prima volta. Almeno siate fantasiosi.