25
apr

Mamma li comunisti

Senza offesa ma non ho resistito.

Come l’anno scorso, sono andato a dare un’occhiata alle manifestazioni quì a Milano per l’anniversario della Liberazione dell’Italia dalle truppe nazi-fasciste.

Quando sono arrivato in Piazza Duomo la testa del corteo era ad ascoltare le parole dei vari politici che si sono alternati per ricordare i sacrifici dei partigiani (dimenticando le truppe Alleate). Non mi dilungo sulla retorica, sembrava quasi di ascoltare uno dei discorsi del papa, e faccio giusto una considerazione.

La ricorrenza della Liberazione sembra essere diventata più che altro la festa del Comunismo. Perchè a queste manifestazioni non partecipa con lo stesso spirito il centro-destra? Se alla testa del corteo c’era la parte più moderata della sinistra, a partire da Corso Vittorio Emanuele fino ad arrivare quasi a Porta Venezia c’erano le frange più estreme di Rifondazione Comunista e dei centri sociali.

Posso immaginare motivi di ordine pubblico nel far sfilare bandiere di Forza Italia insieme a bandiere con la falce e martello però fa riflettere il fatto che Berlusconi per tanti anni non abbia mai partecipato alle manifestazioni per la ricorrenza.

Non dovrebbe essere una ricorrenza contro le dittature?

Tornando alla cronaca del corteo la presenza è stata massiccia, quando oramai da Piazza Duomo era partita la smobilitazione del palco una discreta parte del corteo doveva arrivare ancora (anche se c’è da dire che una parte era rimasta in Piazza San Babila per un contro-comizio).

Peccato non aver visto nessuno con le bandiere della Rosa Nel Pugno, solo un gruppo di sparuti aveva cartelli del tipo: "Fuori il Concordato dalla Costituzione" oppure "Teocrazia? Mamma mia!".

 

Anche se il tutto si è svolto in perfetta armonia in fondo al corteo c’erano un paio di gruppetti di estremisti. I primi manifestavano con una mantella arancione e il cappuccio a ricordare i detenuti di Abu-Grahib. Gli ultimi 50 circa invece manifestavano dietro uno striscione a favore della Palestina e alcuni ragazzi con il volto coperto dalla kefia che portavano a spalla una bara.

Quando al TG1 sentirete parlare di disobbedienti, probabilmente sono questi.
 
12
mar

Violenza cittadina

Come spesso ho detto, e come sta scritto anche nella colonna di destra, odio qualsiasi tipo di estremismo, di sinistra o di destra. In Italia però difficilmente si utilizza lo stesso metro di giudizio per entrambi. Se ad esempio è costituzionalmente vietato il tentativo di riformazioni di partiti fascisti o la semplice apologia, d’altro canto ci sono più partiti che nel loro nome si rifanno direttamente al partito comunista, protagonista di pagine della storia altrettanto sanguinose della deportazione degli ebrei della seconda guerra mondiale.

Quello che è successo ieri a Corso Buenos Aires è sotto gli occhi di tutti: sedicenti antifascisti hanno messo a ferro e fuoco una delle vie più centrali di Milano in risposta a un corteo di estrema destra neofascista che si svolgeva a poche centinaia di metri.

In pieno clima di tensione pre-elettorale questo è stato amplificato dal batti e ribatti tra centro destra e centro sinistra, scambi d’accuse e tentativi di risposta.

La situazione è più o meno questa: l’Unione ha deplorato gli attacchi di Corso Bueno Aires da Rutelli fino a Bertinotti, il centro destra rinfaccia che quella gente  è parte dell’elettorato di Prodi e che potrebbe andare a sedere in Parlamento nella persona di Caruso. Che questo soggetto non sia degno di rappresentare il popolo italiano mi sembra lapalissiano, ricordo ancora di quando fu protagonista di un episodio di "esproprio proletario", alias furto, alcuni anni fa.

Quello che però ancora non ho sentito da Fini, Berlusconi e Casini è stata la condanna di quello che accadeva a poche centinaia di metri. Se la manifestazione fascista si è svolta in un clima più o meno pacifico si continuava ad inneggiare al Duce con saluti romani e strisconi razzisti, alcuni dei quali sequestrati dalla polizia. Anche questa gente potrebbe sedere in Parlamento tra qualche mese e ancora nessuno ha preso le distanze.

E’ inutile che la destra continua a fare una questione morale su Vladimir Luxuria (che si è dimostrata un’ottima persona, al contrario della Mussolini…) e Caruso (…un po’ meno) perchè gli alleati scomodi ci sono sia da una parte che dall’altra.

28
gen

Morti di serie A e morti di serie B

Ieri era la giornata della memoria delle vittime ebree delle deportazioni da parte del regime di Hitler.
Ma mi domando perchè non esiste anche una giornata della memoria delle milioni  di vittime del comunismo reale?

Qualche episodio da libro di storia.

1929/1930, Russia, in pieno regime Staliniano, furono deportati e sterminati 10 milioni di kulaki, 5 milioni di subkulaki a cui si unirono 6 milioni di persone decedute a causa delle carestie che ne seguirono. I kulaki erano una casta di contadini benestanti e furono vittime dell’economia programmata dal regime, i famosi piani quinquennali.

Ma quante furono le vittime del regime rosso durante la sua storia? Nel 1994 Solgenitsin, un oppositore del regime, una volta rientrato in Russia, durante un discorso al Parlamento calcolò che le vittime totali si aggiravano nell’ordine dei 60 milioni, nessuno sia all’interno che all’esterno della Duma ha mai obbiettato questa cifra pari a 10 volte i deportati ebrei.

Volevo inserire una foto per sottolineare la tragicità di quello che è successo ma il velo di silenzio copre tutti i documenti.