18
ago

Operazione donna pulita

Poveri noi uomini, nelle grinfie di questi esseri maligni chiamati donne. Tanto gentile e tanto onesta pare? Maddeche.

In crociera eravamo divisi in 2 stanze, una con i 4 ragazzi e una con le 3 ragazze, sullo stesso corridoio a 3 camere di distanza circa. Il pomeriggio dell’ultimo giorno i miei simpatici coinquilini, a mia insaputa, rubano ad una delle ragazze la chiave magnetica per entrare nella loro camera. Così mentre loro erano in piscina fanno irruzione dentro combinando un macello tra vestiti buttati fuori dalle valige e dai cassetti, scritte sullo specchio e acqua ovunque.

Dopo qualche ora le ragazze tornano in camera e trovano il bordello e le urla si sentono fino alla costa italiana. Il bilancio dell’incursione ha visto addirittura un top scambiato e un rossetto rotto.

Le ragazze, in quanto donne e quindi esseri infimi e bastardi, hanno come reazione solo una profonda (e apparente) incazzatura. Noi poveri uomini, fessi e buoni, da perfetti servi della gleba ci sentiamo in colpa. In quanto persona estranea ai fatti io vengo mandato a fare da ambasciatore presso il nemico. Ovviamente appena mi aprono mi danno la corsa con l’acqua e sapone. Per fortuna che ho le gambe lunghe e ben presto esco dalla mia condizione di svizzero e da inseguito divento inseguitore mezzo bagnato. E parte l’operazione "Chi tocca un compagno è morto". Rientriamo con la scheda magnetica e le rifacciamo zuppe.

Dopo questa scaramuccia cominciamo a pensare "Ma forse abbiamo esagerato" "Ma forse non dovevamo" e facciamo trovare alle ragazze a cena un sacchetto di Tenerezze (i biscotti della Mulino Bianco) con dei cuoricini (fatti dal sottoscritto con carta argentata e carta igienica, meglio di Art Attack). Non fidandoci completamente prima di uscire dalla cabina chiudiamo dall’esterno la porta del bagno con le valigie.

Le stronze vengono a cena e sembra andare tutto bene. Ad un certo punto, dopo aver mangiato i biscotti, due di loro, si alzano fingendo di star litigando  con i rispettivi ragazzi. Torniamo in camera e troviamo il finimondo. Le valigie completamente zuppe come i materassi, dentifricio e schiuma da barba ovunque. E quì scatta la vendetta, la tremenda e furiosa vendetta. Come erano entrate? Si sa, le donne se vogliono qualcosa hanno tutte le armi per averla. Avevano corrotto uno alla reception e avevano avuto un passepartout.

Inizia l’appostamento silenzioso davano alla loro porta in attesa di un passo falso. Durante la prima incursione avevano cambiato la combinazione alla cassaforte. Mentre stavamo appostati si avvicina l’inserviente chiamato dalle ragazze per la cassaforte. Lui ci vede e ci guarda con faccia sospetta. Come gli SWAT gli facciamo segno con una mano di bussare. "Chi è?" rispondono dall’altro lato. L’inserviente non sapeva cosa dire guardandoci e gli facciiamo segno di parlare e dice "Cassaforte". Le ragazze aprono e a quel punto scatta l’orda di barbari.

Appena aprono da dentro parte l’irruzione. Prima a spallate spalanchiamo la porta e ci portiamo all’interno della stanza delle sospette. Le svuotiamo addosso litri e litri d’acqua e sapone con ferocia animale. Prendo i cuscini di tutte e li vado a portare personalmente nella doccia e apro l’acqua. Una delle ragazze  voleva vendicarsi ma fa un brutto errore e vestita fa la fine dei cuscini.

Morale della favola, mai fidarsi delle donne, soprattutto dopo averle rotto un rossetto.

16
ago

Venezia

Ponte di Rialto, Venezia

Vissuto il 29 luglio.

A Venezia eravamo abbastanza riposati perchè la sera prima c’era stata un’ecatombe generale quindi niente discoteca. La MSC una volta sbarcati aveva preparato un servizio di navetta che ci portava dalla nave a Piazza Roma, 5 o 10 minuti di viaggio, non di più.

Da Piazza Roma non è difficile trovare Piazza San Marco o il ponte di Rialto perchè è uno dei punti per eccelleza dal quale i turisti partono quindi ci sono indicazioni ovunque. Camminare tra i calli è sempre affascinante, viverci sicuramente molto di meno, credo sia il pensiero tipico del turista a Venezia.

Sosta obbligata a fare colazione nel bar più infimo possibile e più lontano da Piazza San Marco per non venire spellati dal conto. E’ divertente girare per Venezia alla ricerca del Ponte di Rialto perchè bisogna seguire dei cartelli messi alla bene e meglio agli angoli delle strade e spesso sono anche coperti. Perdersi è praticamente impossibile perchè anche se si manca un cartello a un angolo all’angolo successivo ce ne sarà un’altro.

La prima sosta è il Ponte di Rialto con la classica vista sul Canal Grande. Tutto molto bello e tutto affollatissimo di gente. Per fare la foto con il panorama del Canal Grande c’era da fare una fila lunghissima e me la sono risparmiata volentieri. Venezia è un paradiso per chi, come me, fotografa tutto. Infatti da Rialto ho fatto la mia foto preferita delle 310 che ho fatto in vacanza (quella che dovrebbe essere in cima a questo post).

Sulla strada ad un certo punto mi appare una visione, vedo nella vetrina di un negozio di magliette quella dei Velvet Underground, quella con la banana per intenderci. Entro e vedo un paradiso di magliette. C’era di tutto: Who, Queen, ACDC, Clash, Deep Purple, Pink Floyd, Bowie, Kiss e chi più ne ha più ne metta. Bellissimo, stupendo, io prendo oltre a quella dei Velvet Underground anche una con il prisma di The Dark Side Of The Moon e In Rock dei Deep Purple. 45€ in totale ma mi sono dovuto trattenere, avrei speso più del doppio.

DSCN8928Beh tornando alle bellezze storiche di Venezia dopo una decina di minuti siamo arrivati a Piazza San Marco, ovviamente stracolma di gente e piccioni. Dopo le foto di rito alla basilica, al campanile, ai mori, al palazzo ducale e al ponte dei sospiri il tempo corre e dobbiamo scappare verso la nave. Di nuovo corsa tra i calli cercando l’orientamento tra i famosi cartelli e punti di riferimento all’andata. Ad un certo punto evidentemente sbagliamo strada e arriviamo alla stazione che per fortuna è a 5 minuti da Piazza Roma.

La cosa più bella della sosta a Venezia forse è l’uscita della nave dal porto perchè passa attraverso Venezia stessa. La nave infatti esce per il canale che sta di fronte Piazza San Marco quindi si ha una vista splendida di Venezia come se la si vedesse da un aereo a bassa quota o da un ultimo piano di un palazzo (in movimento).

E queste sono le foto che ho scattato (purtroppo ero agli sgoccioli della memory card).

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E la sera, come in ogni gita scolastica che si rispetti, parte la guerra di gavettoni. Ma di questo parlerò in un’altro post.

10
ago

Dubrovnik (Croazia)

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Vissuto il 28 luglio

Dubrovink è il porto più piccolo nel quale fa tappa la Musica, nonostante la cittadina sia ben più grande di Katakolon. Per questo motivo la nave deve ancorarsi al largo nel golfo e calare in mare le scialuppe per fare la spola con il porto che si trova nel cuore di questo centro medioevale (anche se con il "trucco").

DSCN8870Il centro storico, che parte proprio con il porto, è circondato da una cinta muraria. Al suo interno si diramano una via più grande circondata da un dedalo di stradine e vicoli. All’apparenza si tratta per l’appunto di un borgo medioevale e infatti ne conserva tutte le caratteristiche. Il problema è che Dubrovnik è stata pesantemente bombardata durante il conflitto dei primi anni 90. Infatti nel 1991 si trovava a poca distanza dal fronte e non fu risparmiata dai serbi che la colpirono dalle montagne circostanti. E’ la prima volta che mi è capitato di visitare una zona colpita da così poco tempo da una guerra. Non che se ne vedessero i segni, tutto è stato perfettamente ricostruito secondo lo stile di un tempo. L’unica traccia è un cartellone che porta i luoghi dei danneggiamenti, una galassia di puntini su ogni palazzo del centro storico.

Come al solito la sosta era di poche ore e una volta girato il centro storico ne rimaneva circa una per cercare di fare il secondo bagno a mare della crociera. La spiaggia più vicina era poco oltre l’imboccatura del porto e quindi l’acqua non era granchè anche se sono sicuro che allontanandosi anche di poco sarebbe stata splendida. Il tempo di un tuffo e via a rivestirsi per salire sulla nave.

08
ago

Navigazione

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Prima di arrivare a Dubrovnic c’è una giornata di navigazione. Infatti se prima tra l’Italia e la Turchia c’era di mezzo una sosta in Grecia ora diventa necessario fare tutta una tirata.

La giornata di navigazione è servita innanzitutto per recuperare un po’ di sonno, infatti essendo tutte le soste in mattinata e andando a dormire tra le 4 e le 5 ogni notte, cominciavano a farsi sentire le poche ore dormite. Questo infatti è stato l’unico giorno in cui non ho fatto la maestosa colazione crucca (sigh, quanto mi manca).

DSCN8632La MSC Musica è dotata sul tredicesimo ponte di 2 piscine piene d’acqua salata e tenute alla stessa temperatura del mare. Queste piscine sono anche piuttosto piccole e basse, 170 e 190 cm di profondità, tant’è che toccavo il fondo ampiamente in entrambe. Oltre a queste c’erano 4 vasche idromassaggio che fino a che i nordici non andavano a cenare, quindi parliamo delle 18 circa, erano inavvicinabili. Visto che tutti i 2000 ospiti si trovavano sulla nave e non avevano nient’altro che fare che prendere il sole e farsi il bagno in quelle bagnarole tutti i ponti superiori sono stati un carnaio di gente per tutta la giornata.

Il pranzo è meno formale e rigido della cena. Non ci sono orari fissi ed è anche possibile scegliere se andare al ristorante o al buffet. Il giorno di navigazione, non avendo fatto l’abbondante colazione, siamo andati proprio a quest’ultimo, la fame aveva preso il sopravvento sulla scocciatura di farsi una fila immensa. In generale, lasciando stare le quantità spropositate, devo dire di aver mangiato sempre più che bene. La scelta è sempre ampia, antipasti, insalate pasta, secondi sia di carne che di pesce nonchè fissi tutti i giorni hamburger, bistecche, wustel, petti di pollo cucinati sul momento. Cazzo mi sta venendo fame.

Il pomeriggio per quanto mi riguarda è sempre stato corredato di un paio d’ore di siesta. Poi si sale sul ponte o a prendere il sole o a fare la solita partitella a scopa come dei bravi nonni, aspettando ovviamente che i nordici liberassero il campo.

Alle 20/20.30 si esce dalla Yakuzi, morti di freddo tra l’acqua bollente, l’immancabile vento e il sole oramai ampiamente tramontato, e ci si dirige verso le rispettive docce. Veloce preparazione, almeno per quanto riguarda gli uomini, e di corsa a cena.

Il menù ogni sera prevedeva, oltre ai piatti normali, anche delle portate a tema circa una regione d’Italia o uno stato estero. E finalmente ho provato anche l’aragosta, un’altro simpatico animale commestibile.DSCN8947

Alzati da tavola cazzeggio prima di andare in discoteca, e per quanto mi riguarda di discoteche tunz tunz me ne faccio una panza piena in vacanza e poi le rivedo l’estate dopo. Già la musica è quello che è, poi ci si mette quell’incompetente del DJ che non azzecca un attacco e che non solo mette le stesse canzoni tutte le sere, ma le ripete più volte all’interno delle stesse. Il risultato è che forse ho passato più tempo sul terrazzo di poppa a cercare l’Orsa Minore che in pista a ballare.

06
ago

Istambul (Turchia)

Vissuto il 26 luglio 2006

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Quando dicevo che Izmir mi pareva immensa non avevo ancora idea di cosa fosse una città con 13 milioni di abitanti. L’ho scoperto il giorno dopo visitando Istambul.

Quì però ero avvantaggiato e non sono partito all’avventura nella città perchè mi ha fatto da guida una mia amica, Giz, che ho conosciuto a Milano. Non avendo imparato la lezione di Izmir ho preso 4 taxi per andare da una parte all’altra della città. La parte che ho visitato si trova tutta sulla sponda europea, le due sponde sono collegate da due immensi ponti sospesi, oltre che da una fitta rete di battelli che fanno la spola.

Molti dei luoghi più belli da visitare si trovano su quello che viene chiamato il Corno Dorato (spero di aver capito bene), una piccola penisola separata da un canale dal resto della città. La prima tappa è stata la famosa Moschea Blu, chiamata così per il colore delle decorazioni interne. Mentre stavamo per entrare nel cortile scatta l’ora della preghiera con il muezzin che canta la nenia dal minareto. Durante il momento della preghiera non è consentito ai turisti entrare e, visto anche che Giz mi diceva che non c’era nulla di interessante, siamo andati alla cisterna romana.

DSCN8755Si tratta di una gigantesca stanza sotterranea di epoca romana che si trova proprio sotto la strada tra la Moschea di Santa Sofia e la Moschea Blu. Nella stanza ci sono pochi decimetri d’acqua dai quali però spuntano decine e decine, credo centinaia di colonne che sorreggono il soffitto. Con la giusta illuminazione è davvero un posto di grande effetto. Ci sono anche alcune colonne molto particolari come quelle che sormotano i capitelli della Medusa, due gigantesche teste del personaggio mitologico, una appoggiata di lato e una capovolta.

DSCN8781Dirimpetto alla cisterna romana c’è la Moschea di Santa Sofia, particolarmente interessante perchè è l’unico esempio di moschea in cui convivono icone cristiane con simboli mussulmani. L’edificio centrale infatti risale a prima dell’anno mille ed aveva la funzione di basilica, solo in seguito è stata ampliata con numerosi edifici adiacenti e quattro minareti per l’uso a moschea. Oggi è dismessa ma presenta chiari segni dell’uso cristiano. E’ infatti quasi tutta ricoperta di splendidi mosaici, un paio anche piuttosto famosi, raffiguranti immagini sacre. Dopotutto Gesù è tra i maggiori profeti dell’islam e la Madonna credo la quarta donna in ordine di importanza.

Tornando verso la nave, in taxi e in mezzo al traffico rischiando di perdere la nave, mi è dispiaciuto di non aver avuto il tempo di visitare anche le stradine che circondavano la collina delle moschee. Il gran bazar invece, da come me l’hanno raccontato, credo mi avrebbe deluso: si tratta di una specie di centro commerciale al chiuso diviso in settori in cui non ci sono delle simil-bancarelle ma de veri e propri negozietti. Insomma molto meno caratteristico di quello di Smirne del giorno precedente.

Dopo aver salutato a malincuore la dolce Giz che mi ha sopportato tutta la giornata (e che ha pagato tutti i taxi) torno sulla nave sperando di tornare al più presto in questa meravigliosa città.

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