04
mag

A grande richiesta: dov’è finito Michele?

Ahimé, Michele da oltre un mese non può più svegliarsi attorno l’una, piuttosto ogni mattina è in piedi dalle 7:30, cosa che non succedeva con regolarià da circa 5 anni. Dopo essersi dato una sistamata prende la macchina e si fa 30km in macchina e raggiunge Arcore, dove ha sede la piccola aziendina per cui lavora. Questa azienda fa porte scorrevoli e sistemi d’arredo per cabine armadio e non solo, è inglese ed è in forte crescita, cosa che rende il lavoro divertente nonostante la nicchia di mercato non lo sembri. Dalle 9 alle 18 quindi è alla sua scrivania e si dedica al marketing di questa azienda, ma non sempre perché spesso e volentieri è in giro dai clienti. Però si diverte tanto su Excel. Dopo aver fatto non meno di 20/30 minuti di straordinario, per beneficenza dato che viene pagato con un rimborso spese fisso a fine mese, torna a casa.

Il bello di questo stage è proprio il fatto che, essendo una filiale con meno di 10 dipendenti, può dedicarsi a tante cose, dalle statistiche di Excel ai preventivi con Cad ad andare in giro con il suo capo dai clienti. La settimana scorsa invece è stata dedicata al Salone del Mobile, dove la sua azienda aveva uno stand. Anzi, ora che ci penso praticamente 2 settimane contando anche montaggio e smontaggio.

Nonostante si sia anche tagliato un po’ i capelli (cosa che però era già successo in tempi non sospetti a settembre), è soddisfatto da quello che fa. So far.

A qualcuno serve una cabina armadio?

29
gen

La mia scrivania

My present desktop

Questa attualmente è la mia scrivania, dove passo buona parte della mia giornata non avendo fondamentalmente niente da fare, a parte cercare stage (domani ho il primo colloquio, hurray!). Da sinistra potete vedere il mio portatile, un Dell XPS1330m, lo schermo Samsung 20” a cui appese si intravedono le cuffie Sennheiser, un Moleskine, un Nabaztag, il mio Nokia 6680, la Nintendo Wii e la cassa destra Empire. Nel vano al di sotto si intravede il volante per le frequenti scorrazzate su Mario Kart.

Ma c’è un po’ di attrezzatura che devo comprare nei prossimi mesi. Per prima cosa mi serve una tastiera perché la mia schiena non ce la fa più a stare girata sulla sinistra per digitare. Con una trentina di euro dovrei porarmene a casa una decente, dato che sono allergico a quelle wireless e al cambio di batteria. Questo comporta anche l’acquisto di un hub usb.

Sempre nel breve periodo ho bisogno di un hard disk esterno, diciamo che con un tera mela dovrei cavare. Su ebay, ma anche offline, non dovrei superare il centinaio di euro, finanziati dai proventi delle campagne pubblicitarie su questo blog. La decisione gravita tra un LaCie e un Western Digital. Sarei propendente per il secondo.

Un altro acquisto che sono desideroso di fare è un Griffin Elevator, ossia una struttura che permette di sollevare il portatile di qualche centimetro dalla scrivania per recuperare un po’ di spazio. Questo purtroppo in Italia non sembra ancora giunto e ordinandolo su eBay non ce ne si esce con meno di 40€.

Infine devo decidermi a fare un bell’upgrade al telefono, ma qui se ne parla  in primavera. Il G1 di Google sta per affrontare le onde dell’Atlantico e sbarcare in Europa, ma in Italia bisognerà aspettare ancora qualche mese. Poi ci sono le foto del G2 che sembra essere piuttosto sexy, anche se non ha la qwerty e ha forse i tasti più brutti della storia della telefonia, ma le foto si riferiscono a un prototipo.

23
gen

Insediamenti

La nuova libreria - reparto novità

Il mio insediamento nella nuova casa è quasi finito. Visto che c’è crisi però io non ho chiamato centinaia di bande di majorettes.

09
dic

Di nuovo in Italia

Alla fine ho dovuto rinunciare al tour dell’India settentrionale e sono tornato in Italia. Ho passato una giornata a New Delhi, il giorno in cui si sarebbero sentiti gli spari in aereoporto, e poi 3 giorni fa sono volato verso la patria.

New Delhi è una città difficile, soprattutto da girare da solo. La povertà si fa notare, non è come nel Kerala dove la gente più o meno sopravvive dignitosamente in mezzo agli alberi da cocco. Dopotutto non è facile dare da mangiare a 12 milioni (and counting) di persone. Se nel sud si avvicinano per chiederti di dove sei e fare 2 chiacchiere, lì un turista è un pollo da spennare. Con fare amichevole cominciano ad arrivare da tutte le parti come api sul miele proprietari di negozi in cerca di clienti e altra gente che vuole farvi da consulente degli acquisti. Non è bello anche perché non è facile liberarsene.

Ora sono a Milano, parcheggiato in albergo almeno finché non trovo qualche anima pia che mi ospiti, cosa non facile visto che molti sono in scambio e non sono ancora tornati. Che brutta cosa passare da 25°C a 0°C nel giro di 24 ore.

01
ott

Paese che vai…

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Rallentare, attraversamento sceicchi (Doha – Qatar).

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