05
feb

Troppo rotolamento fa male

Mmmh no no, proprio non sono rimasto impressionato dal restyling del Rolling Stone,
il
verdetto è bocciatura
Rolling Stone, il verdetto è bocciatura. Porte aperte alle 11, arriviamo verso mezzanotte e mezza (grazie all’ATM) e ci scappa quella mezz’oretta di fila per il guardaroba al limite dell’esplosione per i troppi cappotti. Ma questo immagino sia dovuto alla quantità di gente attirata dall’ingresso gratis.
Tutto nuovo tranne il nome? A me è sembrato tutto uguale tranne per gli schermi LCD un po’ ovunque. Il Rolling si è conformato alla moda dei VJ che vuole che ci siano nelle discoteche questi schermi ultrapiatti sulle quali scorrono immagini, anche bruttine, e che non so chi possa guardare mentre balla. Il led screen al centro credo fosse quello che già c’era mentre sono stati aggiunti altri 3 pannelli led che fondamentalmente sono tante lucine verdi rosse e blu che si accendono e si spengono, senza formare immagini. Novità più o meno finite. Da quello che ho capito il DJ era nuovo ma non è che mi abbia convinto molto, anzi, i momenti di pogo sono stati gli unici un po’ più divertenti (e come al solito ho riportato ferite sul braccio e una bottarella al pollice destro ma lo uso senza problemi, ma va bene così).
Non commento l’altra sala. Sono entrato due volte. La prima mi ha accolto Boom Boom Boom dei Vengaboys e mi sono sentito alla festa delle medie, Bailando Bailando di non so chi ma altra canzone di circa 10 anni fa. Su Sweet Dreams di Corona ho capito che non era il posto per me e me ne sono andato.
In ogni caso sabato al Rolling Stone bocciato, molto meglio l’Alcatraz.

03
feb

Once Upon A Time You Dressed So Fine

rolling flier

Per motivi di esami non sono riuscito ad andarci la settimana scorsa ma stasera ci sarò. Mi piace il Rolling Stone, forse non come alcune serata all’Alcatraz (minchia qualche sabato fa con le RockAngels…), però alla fine ci si diverte sempre.
Il fatto è che spesso le serate dopo un certo orario diventano monotone, il resident mette sempre le stesse canzoni. Le solite 2 o 3 canzoni Ska, le solite 2 o 3 canzoni Raggea, le solite 2 canzoni dei Sud Sound System, le solite canzoni revival anni 60 tra il twist e i Beach Boys. Qualche volta Roadhouse Blues dei Doors e poi annuncia: “Questo è il mio tributo per una voce eccezionale” e parte We Will Rock You. Non dico di cambiare canzone, ma almeno usa parole diverse. All’Alcatraz invece c’è più variazione, ci sono DJ ospiti e c’è un repertorio abbastanza vasto da non essere mai ripetitivo (almeno il sabato).
Stasera andrò a dare un’occhiata a come l’hanno conciato, una cosa buona è che non leggo della sala Hip-Hop, che l’abbiano demolita?

05
mar

A Night At The Alcatraz

Devo ammetterlo, gran bel weekend. Come poteva andare meglio? Venerdì serata Rocky Horror, di cui ho parlato 2 post fa, e ieri sera Freddie Mercury Tribute Night all’Alcatraz, nota discoteca rock di Milano.

Il programma prevedeva fondamentalmente il concerto dei Queen Mania e dalle 23.30, per mezz’ora, la trasmissione di video rari, come millanta il manifesto.

Per quanto riguarda questi ultimi è stata una mezza delusione, si trattava semplicemente di brevissime clip nemmeno tanto rare, tra l’altro senza audio che era lasciato agli sponsor proiettati sugli altri megaschermi.

Attorno a mezzanotte inizia il concerto dei Queen Mania, una tribute band che suonerà per circa un’ora e mezza successi che ripercorrono tutta la carriera dei nostri, dal 1973 di Keep Yourself Alive al 2004 di Say It’s not True, una delle canzoni scritte da Roger per il 46664, il concerto di Nelson Mandela contro l’AIDS.

Per quanto riguarda la scelta dei pezzi si è trattato soprattutto di "canzoni da Greatest Hits". Bohemian Rhapsody, Under Pressure, Love Of My Life, Now I’m Here,  Radio Ga Ga,  I Want To Break Free, Somebody To Love, I Want It All, Spread Your Wings And Fly, Save Me, We Will Rock You, We Are The  Champions ecc ecc.

La presenza scenica della band poi non è stata affatto male. Il cantante è senza dubbio molto somigliante: fisico asciutto e accenno di mascellone (più ovviamente baffi d’ordinanza). Molto belli i vestiti, praticamente tutti quelli più famosi: dal tutù bianco e nero allo stile macho con coppola e giubbino di pelle, dalle saette dei tour di Hot Space e The Works alla tenuta stile Wembley. Piccola chicca il travestimento in tema con il video in I Want To Break Free, e chi lo ha visto sa cosa intendo. A parte qualche sbavatura, soprattutto nel falsetto, la sua performane canora è stata di buon livello, considerando anche chi imita.

Il resto della band è stata davvero all’altezza. Il batterista forse è stato quello più bravo con tanto di assolo, tant’è che è stato presentato alla fine come uno dei più bravi batteristi italiani, ammetto di esserne stato colpito. Non so però se si tratta di Let There Be Drums, l’assolo che ha interpretato spesso Roger nell’ultimo tour.  Giustamente sborone alla Brian May il chitarrista, anche lui assolutamente perfetto e anche lui  con il suo accenno di Brighton Rock solo, certo, in questo non si è avvicinato molto alla perfezione del Maestro ma si è rifatto con un’ottima esecuzione di Last Horizon. Bravo anche il John Deacon del gruppo, strana specie i bassisti, non  si sa mai cosa dire…

Infine un 6 al pubblico: pochi fans, molti evidentemente sono venuti per curiosità o si sono trovati per caso. Nonostante l’Alcatraz sia grande e abbastanza pieno in pochi hanno cantato Love Of My Life.

Prima esperienza di tribute band queenica ottima, spero di ripeterla presto. Appena converto i filmati che ho fatto con il telefonino ne piazzo qualcuno quì.

04
mar

On an Islan with David Gilmour

Sto finalmente ascoltando il nuovo album da solista del grande Gilmour.
Al primo ascolto è molto molto interessante, strizza più di un occhio ai Floyd, diciamo periodo Relics o giù di lì, inizio 70 per intenderci. Fin’ora la traccia più bella è quella che sto ascoltando ora, Then I Close My Eyes. Da spegnere le luci, chiudere gli occhi ed iniziare ad emozionarsi. 10 tracce in totale per 51 minuti di durata (un po’ poco?). A presto per una descrizione più dettagliata.

 
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Stasera sarò all’Alcatraz di Milano per la Queen mania night! Serata che si prospetta interessantissima tra video per appassionati e coverband livee.

Il bello di vivere a Milano…

20
feb

Like a rolling stone

Quello che è finito ieri sera è stato un weekend a dir poco distruttivo. Innanzitutto le solite FS ci hanno messo del loro con un ritardo di 2 ore e mezza del treno. Giusto il tempo di una doccia e di una cena veloce che ho raggiunto gli altri per una breve bevutina (assenzio+tequila boom boom) e poi dritti al Rolling Stone, la più famosa discoteca rock in Italia.

Ingresso 13€ più consumazione, assolutamente sotto la media di quelli che sono i locali milanesi.
La prima ora all’incirca ha visto come protagonisti un gruppo sconosciuto che suonava live, il terzetto era formato da chitarra, batteria e violoncello e suonava prevalentemente folk/rock/country, tant’è che hanno fatto anche cover di Jhonny Clash ed Elvis più, credo vista la mia fondamentale quasi ignoranza sul genere, tranne che per qualcosa di Elvis of course.

Poi finalmente si parte con la musica seria. Il riempipista è stato un grande classico come Should I Stay or Should I Go dei Clash. La serata è trascorsa tra Ska, Metal, Indie e Rock Classico, il tutto miscelato quindi capitava di sentire SOAD, Manson e poi i Meganoidi e gli Ska-p per poi continuare con i GunsNRoses. Piccolo episodio da citare. In uno dei momenti Ska mi sono andato a riposare sui gradoni ai bordi della pista quando penso: "Ora per continuare la serata al meglio ci vorrebbero i Queen, con We Will Rock You mi scatenerei, ho anche la maglietta del Tour sotto la camicia". Giuro, nemmeno il tempo di finirlo di pensare  e parte il Deejay: "…e questo è il nostro tributo a Freddie Mercury…" tum tum cià tum tum cià… non ci potevo credere, davvero la ciliegina sulla torta. A quel punto ovviamente mi alzo in piedi, mi apro la camicia e parto a battere le mani a tempo.

Insomma ho trovato un più che ottimo motivo per andare in discoteca. Non pensavo che il metal fosse così ballabile, certo, oltre ai momenti di pogo. Mensione d’onore anche a chi frequenta il posto, niente fighetti, solo ragazzi con una gran voglia di divertirsi. Qualche punkettone, qualche metallaro, fantastico il sosia di Robert Palmer. Mai vista poi una discoteca con così poco rimorchio, una delle cose che non mi è mai andata giù in quelle "normali".

Io ho trovato un ottimo motivo per andare in discoteca, mi sono divertito davvero tanto. Se vi trovate a Milano andate a farci due salti.