11
apr

Bambino felice

X-Files DVDs season 2 - 9! + the movie!

Avevo detto che prima o poi avrei recuperato le 9 stagioni di X-Files… e così ho fatto due settimane fa, quando ero ancora a Salerno per Pasqua. Stavo guardando alcuni video dei Monty Python su Youtube del loro dvd all’Hollywood Bowl di L.A. e mi sono detto “Questo dvd lo devo avere”. Così sono andato su Play.com, il mio spacciatore ufficiale di dvd, ma prima di fare l’acquisto mi sono soffermato su una delle tante offerte che spesso si trovano.

E cosa ci trovo? Tutte le 9 stagiorni di X-Files a 14€ nei cofanetti da 6 dvd+extras. Clicco e meraviglia, c’è anche l’audio in italiano! In effetti, anche se oramai guardo quasi tutto in lingua, film e serie tv, alla fine sono cresciuto con un certo doppiaggio e quelle voci fanno parte dei miei ricordi. Prendo così 8 stagioni, sulla prima non c’era l’audio italiano, e nel corso di questa settimana hanno attraversato la manica e sono arrivate.

In tutto circa 120€, su Play.com non ci sono le spese di spedizione, più il dvd del film Fight The Future (che preso dall’entusiasmo del prezzo di 7€ non ho controllato che era solo inglese, poco male). Il cofanetto con tutte le 9 stagioni, nello stesso formato, viene circa 250€.

Oggi ho cominciato con Little Green Men, una delle puntate che credo di aver visto più spesso e prima della seconda serie. Maratona che ovviamente si concluderà, oltre che con le successive serie, quest’estate con il secondo film.

Ah approposito, sembrerebbe ci sia anche Xzibit nel cast, speriamo non pimpi qualche astronave aliena.

12
set

Lucky # S7evin

Escludendo la scuola Tarantino, quanti film davvero pulp e davvero belli ci sono? Di quelli con la giusta commistione di sangue, violenza, storie di strada, di vendette e vicissitudini che si intrecciano come un gomitolo del quale riesci a sciogliere tutti i nodi senza nemmeno accorgertene, a raffica, ma solo negli ultimi 10 minuti di film. A me viene in mente solo Seven, almeno prima di vedere Patto Criminale.

Tutto inizia in un aereoporto, una scena totalmente asettica, bianca da accecare, come un ospedale, con delle poltroncine blu che fanno da contrasto. Su una di queste è seduto un uomo che viene avvicinato da un paraplegico (Bruce Willis) che gli racconta una storia avvenuta alcuni anni prima. Una questione di soldi e scommesse negli anni 70: una puntata sicura su un cavallo dopato e un padre di famiglia che punta tutti i suoi risparmi, senza fare i conti però sul cuore del povero cavallo che collassa a pochi metri dal traguardo. La storia finisce nel sangue quando il boss locale, al quale era stata girata la scommessa, viene a sapere del fatto. La scena torna all’aereoporto e l’uomo sulla sedia a rotelle si mostra essere il famigerato Goodkat e scopre tutta la sua arte di killer spietato mostrando al pover’uomo la Kansas City Shaft.

Dopo quest’introduzione, che tornerà balenando nella mente quando tutti i nodi verranno al pettine, la storia si muove sul povero Slevin (Josh Hartnett) che va a trovare un suo caro amico in  un momento della sua vita in cui un po’ tutto va storto. Ma il peggio gli piomba in casa sottoforma di 2 buzzurri del Boss (Morgan Freeman) che lo scambiano per l’amico il quale doveva una discreta somma alla mala. Come se non bastasse l’amico era debitore anche del Rabbino (Ben Kingsley), acerrimo nemico del Boss. E nel frattempo il vero debitore continua a non farsi vedere costringendo Slevin a doversi togliere da questa molto scottante situazione. Situazione che si fa ancora più scottante, ma nel senso buono, quando conosce la vicina di casa Lindsey (Lucy Liu), medico legale e appassionata di gialli che aiuterà Slevin a sopravvivere nel mondo della criminalità.

Tutti i pezzi del puzzle si incastrano perfettamente solo alla fine del film, prima delle ultime scene sarebbe impossibile ricostruire tutta la catena degli indizi disseminati per la pellicola e il loro reale significato. Prima di allora l’attenzione dello spettatore verrà deviata dall’ottimo regista Paul McGuian che giostra la storia con sapienza, usando in un certo senso la mossa Kansas City cinematograficamente, ma con lo stesso fattore sorpresa di Goodkat. Da una commedia degli equivoci basata sullo scambio di persona si passa senza accorgersene negli ultimi minuti in una storia di violenza, sangue e vendetta in cui tutti gli attori getteranno la maschera e si riveleranno per quelli che sono davvero. E la storia avrà fine dove era iniziata, nello stesso aereoporto, ancora con Goodkat che chiuderà il cerchio di questo splendido film.

04
dic

Se7en

Eh si, ammetto la mia ignoranza, non avevo mai visto questo gran film. Solo ieri sono riuscito a vederlo e credo di poterlo ritenere uno dei migliori thriller che abbia mai visto. Il sistema degli omicidi seriali seguendo i vizi capitali è geniale e la tensione rimane dal primo all’ultimo minuto del film. Lo spettatore è incollato alla sedia per cercare di capire quali motivi possono spingere una persona a commettere 7 efferati delitti in uno schema terribilmente lucido e razionale.
La psicologia dei personaggi è parte integrante del film: Morgan Freeman è il detective alla soglia della pensione, freddo, lucido, razionale ed esperto. Brad Pitt al contrario è quasi un anti-eroe: giovane, impulsivo e poco paziente.  Infine  Kevin Spacey, l’assassino, che  nell’ultima mezz’ora circa  da prova delle sue capacità di attore  con  un  monologo in cui spiega i motivi  dei tremendi delitti,  molto simile  all’Anthony Hopkins  del Silenzio degli Innocenti.
A degna conclusione, mi perdonino coloro che non hanno ancora visto il film, niente happy ending, come ci si aspetterebbe dalla mente dei personaggi coinvolti.

Se7en (1995) voto: *****
Directed by David Fincher
Brad Pitt                    ….     Detective David Mills
Morgan Freeman       ….     Detective Lt. William Somerset
Gwyneth Paltrow      ….     Tracy Mills
Kevin Spacey             ….     John Doe

24
set

My generation

Ieri è finalmente uscito il Rolling Stones di ottobre con allegato il dvd my generation, un documentario di 100 minuti circa su Woodstock 69-94-99. Apro il dvd con entusiasmo che aumenta quando vedo il libretto interno con la lista delle canzoni del concerto del 69 tra le quali Try di Janis Joplin. Star Spangled Banner di Hendrix o Fixin to Die Rag di Country Joe McDonald (GIMME AN F, GIMME A U, GIMME A C, GIMME A K, WHAT’S THE SPELL!? WHAT’S THE SPELL!? WHAT’S THE SPELL!?). Inizia il film e piano piano mi rendo conto che quello che mi interessa, ossia il concerto del 69, è solo una minima parte del documentario che si incentra sopratutto sulle 2 sconfortanti esperienze degli anni 90. Le canzoni sopracitate poi si riducono a pochi secondi delle varie performance.

Beh a questo punto credo di poter sconsigliare a tutti l’investimento di questi 12.90€, speriamo bene per il dvd del prossimo mese su the "rise and the fall of sex pistols".