25
ago

Shrek the Third

Shrek era un bel film, Shrek 2 un bellissimo film, uno dei pochi in cui il seguito può dirsi superiore al primo (qualcuno infila nella diatriba i primi due episodi de Il Padrino ma io rimango un convinto sostenitore di Brando).

Il terzo episodio è invece regolarmente il peggiore, vedi ancora Il Padrino, Spiderman ma anche Shrek che a me non è piaciuto come il secondo ma nemmeno come il primo.

La trama inizia con la morte del re padre di Fiona, con uno splendido coretto delle rane che cantano Live And Let Die di Paul McCartney. Si apre la questione della successione e Shrek, non proprio convinto sul da farsi, va alla ricerca di Artur, cugino di Fiona, la quale avvisa il marito di essere incinta. Mentre Shrek è via Azzurro cerca di prendere il potere a Molto Molto Lontano.

Peccato che manchino tutte le citazioni di film che costellavano il secondo. C’è n’è una al Santo Graal dei Monthy Python all’inizio quando viene riprodotto il suono degli zoccoli del finto cavallo di Azzurro con dei cocchi, una al Biancaneve disneyano quando Biancaneve inizia a cantare con gli uccellini e la regina madre che fischietta Basta un poco di Zucchero (perché doppiata in originale da Julie Andrews). Da sottolineare però nell’OST “Do you remember Rock’n'Roll Radio?” dei Ramones e “Immigrant Song” degli Zeppelin.

Film carino, guardabile, ma senza le gag irresistibili del primo e soprattutto del secondo.

28
gen

L’uomo della vasca non interessa a nessuno

Dopo la visione di The Prestige se c’è una cosa che lo spettatore impara è che un trucco di magia è fatto da tre parti: la promessa, la svolta e il prestigio. Il film ripercorre esattamente le tre fasi e il prestigio vale tutto il film.
La storia è quella di due maghi, colleghi e amici di un "creatore di prestigi" per il quale lavorano. Uno dei due, Rober Angier (Hugh Jackman) è sposato con Julia che però non riesce a liberarsi dalle funi durante un numero in una vasca piena d’acqua e muore. Il nodo che non era riuscita a sciogliere era stato fatto dal collega e amico Alfred Borden (Christian Bale) e così nasce la storia di una gara tra due maghi alla ricerca del numero più sensazionale ma fatta anche di vendetta e tiri bassi fino a che Borden non presenta al pubblico il "Trasporto Umano".
Il film inizia con Borden in carcere per l’omicidio di Julia e da lì parte un lungo flashback in cui legge i diari del collega Angier il quale a sua volta aveva trafugato quello di Borden perché era ossessionato dal Trasporto Umano. Angier arriverà fino in Colorado per incontrare Nicola Tesla, scienziato realmente esistito e uno dei fautori della corrente alternata e degli studi sui campi magnetici, interpretato superbamente dal Duca Bianco, sua maestà David Bowie, quasi più freddo delle nevi di Colorado Springs.
Il tema principale del film è quello della dualità. Da una parte ovviamente Angier e Borden, "l’uomo del prestigio" contro "l’uomo della vasca", lo stesso Tesla contro Edison, l’amante di Borden contro la moglie e…quì mi fermo per non svelare troppo di una trama che è davvero interessante.
Quando i pezzi del puzzle cominciano pian piano a prendere forma lo spettatore cerca di capire quale sia il trucco dietro il prestigio finale di Angier e modestamente io ci sono riuscito prima che venisse svelato.
In ogni caso un gran bel film, bella trama, inizialmente forse un po’ troppo diluita nelle due ore e spiccioli del film ma sicuramente coinvolgente. Bravi gli attori tranne forse la Johansson che forse con tutti questi film non riesce a interpretare un ruolo come si deve.

27
dic

Science fiction, double feature

Una delle cose che più preferisco delle feste natalizie sono i cicli notturni di film che ci sono su Italia 1. Niente film zozzi, per quelli c’è Telecapri, ma una serie di pellicole che solitamente non trovano spazio nelle prime o seconde serate o perché troppo vecchi o perché troppo di nicchia. Fu grazie a una di queste notti in bianco che scoprii qualche anno fa il Rocky Horror Picture Show oppure ricordo che l’anno scorso nella stessa serata c’erano Dune, 2001 Odissea nello Spazio e Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo.

Stanotte invece vado a beccare due gran filmoni: "L’altra faccia del pianeta delle scimmie" e "Fuga dal pianeta delle scimmie", rispettivamente secondo e terzo episodio della saga.
Dalla Terra viene mandata una navicella per salvare Taylor, il protagonista del primo episodio, e si trova risucchiata nello stesso vortice che porterà gli occupanti nello stesso futuro della Terra dove le scimmie dominano il pianeta. Brent, alla ricerca del collega, si imbatte in un gruppo di umani evoluti nella Zona Proibita i quali adorano una bomba atomica e sono sul punto di una guerra totale contro gli scimpanzè. Il tutto finisce con la distruzione della Terra e la morte di tutti i suoi occupanti ma…
…ma se fossero proprio morti tutti non ci sarebbe stato nessun Fuga dal Pianeta delle Scimmie che riprende gli eventi esattamente dal momento dell’esplosione dalla quale si salvano Cornelius e Zira, i veterinari per umani conosciuti negli altri episodi, i quali si imbattono nel solito vortice temporale che però li porta indietro fino ai giorni nostri. Quì diventano delle vere e proprie celebrità finchè gli umani non scoprono qual è il futuro che li aspetta. Quando sanno che Zira è incinta, per evitare di perdere lo status di specie dominante, le danno la caccia e riescono ad uccidere la coppia ma…
…ma riescono a salvare il piccolo Cesare, protagnista del film di stanotte, 1999: Conquista della Terra, ultimo, credo, (L’utlimo episodio è un quinto, Battle For The Planet Of The Apes che temo non sia in programmazione) episodio della serie, che narra della presa del potere da parte delle scimmie.

Altri grandi film per i prossimi giorni: domani notte c’è il classicissimo Incontri Ravvicinati di Spielberg mentre venerdì altra maratona questa volta dedicata ad Alien.

21
nov

Tommy, Who?

Dopo aver visto certi film ci rimani. Non perché ti hanno fatto riflettere (figuriamoci), bensì perché sono talmente scoppiati che non riesci a concepire come una mente umana abbia potuto fare tutto questo. Dopo aver visto Tommy però ti ricordi che è pur sempre fatto dagli Who, poi pensi che era il 1975 e le droghe a quel tempo avevano la lsd maiuscola.

Trama: in un mondo dove la religione di Stato adora Marilyn Monroe (il cui prete è un certo Eric Clapton) un bambino, cieco, muto e sordo perde il padre durante la seconda guerra mondiale. Si chiude in sè e diventa oggetto di scherno per amici e parenti. Cresce e trova lavoro presso un locale a luci rosse dove la padrona di casa è Acid Queen (Tina Turner) e già la parola acid fa capire molte cose. Tommy (da grande Roger Daltry) scappa di casa e si trova in uno scasso per automobili dove un altro Tommy (credo sia inutile cercare una metafora in un film del genere) lo conduce a un flipper (che cazzo ci fa un flipper in una rimessa per auto?). Inizia a giocare e la polizia, attirata dalle luci psichedeliche che improvvisamente fuoriescono dalle automobili mentre gioca (!!!). Diventa ricco e famoso giocando a flipper e diventa ufficialmente il campione quando sfida il detentore del titolo, un Elton John sui trampoli e che gioca con un flipper che al posto dei tasti ha una tastiera musicale. La mamma, che vive nel lusso più sfrenato, un giorno si sente in colpa e lo porta da un medico (Jack Nicholson) ma non succede niente. Tornano a casa e da un momento all’altro Tommy esce pazzo, sfonda uno specchio e comincia a correre per il mondo cantando e ballando. A questo punto diventa il Messia di una religione che idolatra il flipper e fonda un Free Image Hosting at www.ImageShack.uscampo estivo per imparare a giocare a flipper con gli occhi, le orecchie e la bocca coperte. Un giorno durante una delle lezioni gli studenti si ribellano e distruggono tutto. Tommy riesce a fuggire nuotando su per il fiume. Film finito.

Un film a dir poco geniale, sottovalutato e avantissimo per quei tempi. Non c’è un dialogo che sia uno, solo canzoni degli Who dal primo all’ultimo minuto, in alcuni casi cantate dagli special guests come Tina Turner che canta Acid Queen e Sir Elton John con Pinball Wizard. Tanto rock come Can’t Explain, Eyesight to the Blind, Go To The Mirror, I’m Free e così via. Ci sono anche svariati cd con l’esecuzione live della band che non è l’unica opera teatrale della band (il film è la trasposizione del musical), infatti viene seguita da Quadrophenia 4 anni dopo, nel 1973. E il mondo avrebbe conosciuto una trilogia completata con Who’s Next se il progetto, almeno per la parte teatrale per fortuna il cd è tra noi, non fosse stato abbandonato sul nascere.

Ecco un piccolo assaggio di Tommy:

[youtube gdtMvt2RAjs]

Tra l’altro vorrei ricordare che metà degli Who sono ancora vivi, vegeti e produttivi ed è da poco uscito The Endless Wire basato su una novella di Daltry (ma non sta mai fermo?).

09
nov

The Departed

Non c’è niente da fare, quando sono a Salerno perdo la voglia di fare ogni cosa che richieda un minimo di concentrazione, come può essere scrivere su questo blog (quindi davvero poca concentrazione). Non che mi manchino gli argomenti, sono andato 2 volte al cinema negli ultimi giorni, e nemmeno il tempo libero visto che non ho un cazzo da fare tutta la giornata. Sarà qualcosa nell’aria o nell’acqua che mi provoca la leggendaria sindrome da scansafatiche terrone. No, il sole decisamente no visto che c’è un cielo grigio che preannuncia pioggia. Anzi ora che ci faccio caso sta già piovendo.

Ma parliamo di The Departed, il nuovo film di Martin Scorsese. Oramai è da qualche anno che sempre più spesso i titoli dei film vengono mantenuti sempre più spesso originali, soprattutto quando intraducibili letteralmente (I Partiti??). Ricordo ad esempio Road To Perdition con Tom Hanks è diventato Era Mio Padre (spoilerando la fine del film a tutti, molto furbi). Tornando al film di Scorsese, la storia è quella di due novellini appena usciti dalla scuola di polizia (scuola d’ilarità papapapa). Al momento di entrare nell’ufficio del capo della polizia di Boston prenderanno due strade diverse. Uno, Matt Damon, verrà mandato nella squadra d’elite del distretto a indagare su Frank Costello, Jack Nicholson, un boss imprendibile implicato in una lista di affari sporchi più lunga di quella di Berlusconi. All’altro, Leonardo Di Caprio, al momento del colloquio verrà rinfacciato tutto il passato suo e quello dei suoi parenti, non proprio cristallino Gli viene data la possibilità di scegliere se entrare in polizia e fare entro breve una brutta fine oppure non entrarvi ufficialmente ma di fare la talpa nella banda di Costello. Ben presto si viene a scoprire che all’interno del pool per catturare il boss c’è una talpa e questa talpa è proprio Matt Demon (non è uno spoiler, lo spettatore lo scopre immediatamente). Una bella storia, appassionante. Lo spettatore è al di sopra delle parti quindi sa da subito tutte le mosse di tutti i personaggi e le interconnessioni tra di loro. Il finale però ha un po’ la sindrome da "the new world", sembra non finire mai. Ti aspetti che si chiuda lì e invece zack, la storia continua tra una sparatoria e l’altra. Nonostante la trama risulti piuttosto chiara per tutto il film la scena finale è piuttosto enigmatica e non proprio chiara nelle sue ragioni. Tutti molto bravi gli attori, Jack Nicholson eccellente ma non poteva essere altrimenti. Tra l’altro se siete appassionati di quest’attore sul Rolling Stone di questo mese c’è una bella intervista (ma sarebbe da prendere solo per la copertina di Homer che rockeggia con gli Who).

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