07
ott

Sopravvivenza domestica

Quando si rompe qualcosa in casa è sempre un guaio, quando si rompe lo scaldabagno è un guaio per chi ti sta attorno Ecco che da lunedi in casa mia non c’era acqua calda. Mercoledi chiamiamo l’idraulico che si riesce a presentare solo oggi alle 14. Il problema è che sembra non arrivare il gas, si sente la scintilla che si attiva ma la fiamma non si accende. Arriva questo signore atteppato sulla settantina con camicia scambiata di sudore (camicia rosa e bianca scambiata di verde sotto le ascelle ) e mi sposta il frigorifero. Smonta la caldaia, controlla qualche pezzo e dice che la caldaia è elettrica e può fare ben poco senza portarsela dietro. L’unica speranza è provare a cambiare le pile. Si perchè il mio scaldabagno come il mio telecomando o la calcolatrice va a pile, ovviamente non ha pile dietro. Così mi si accende la lampadina e lo mando allo SMA sotto casa a prenderne una. Torna, sostituisce la torcia, mi avvicino con trepidazione al rubinetto, tremante al pensiero che se non va oltre a rimanere zozzoso si deve portare la caldaia dietro e il costo sale terribilmente, comincio a girare l’acqua calda, scende fredda, la scintilla arriva e con maggiore fragore e ed ecco l’agognata  acqua calda che arriva (con sottofondo dell’incipit di 2001 odissea nello spazio).
E ora scusate ma uno schiumoso bagno caldo mi aspetta.
Dannata pila da 3€, mi è costata 10 volte tanto.