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Paradiso e Inferno

Stavolta la sveglia non è stata inutile e stasera si va a vedere l’Aida alla Scala. Olè. Tornando indietro di qualche giorno arriviamo a qualche sera fa, quando sono  andato con Melissa ( :* ) a vedere questo bel film, Candy, che in Italia è arrivato con il nome Paradiso e Inferno, del regista australiano Neil Armfield.

Come recita il sottotitolo "A novel of love and addiction" sono questi gli elementi principali del film. Da una parte l’amore profondo tra Dan, un poeta, e Candy, una studentessa d’arte, dall’altro la loro dipendenza da una droga come l’eroina che lascia poco scampo. Dietro questo ritratto un po’ bohemien c’è un argomento di degrado sociale, attuale oggi come lo era Trainspotting nel 1996, con il quale ha in comune alcuni motivi ma che li vede da un’ottica molto più seria.

Il film è diviso in tre momenti, paradiso, terra e inferno, quello più profondo nel quale cadono nel momento in cui tentano di smettere. C’è un momento che la dipendenza prende il sopravvento sul piacere di assumere la droga e quando Candy si rende conto di dover smettere per il bene del bimbo che ha in grembo è troppo tardi.

Decisamente un bel film, impegnato, serio, poco natalizio e proprio per questo consigliatissimo in un periodo in cui i cinema trasudano banalità (vedi Olè, Natale a New York o Nativity)