12
ott

Il famoso iPod è mediocre?

Da qualche giorno sto giochicchiando con un iPod Classic, quelli nuovissimi che hanno sostituito la precedente generazione, non il Touch per intenderci, fornito dal mio sponsor preferito (:*) per fare un po’ di filling dei suoi 80gb.

Ammetto che era la prima volta che utilizzavo un iPod per più di qualche secondo e devo dire di non essere totalmente soddisfatto, insomma, mi aspettavo di più.

1. Degli 80gb sbandierati, ma questa è una politica che vale per tutti i lettori mp3, non si tratta di 80gb effettivi perché convertiti in mb sono sensibilmente di meno. Contando anche che un po’ di spazio viene occupato dal sistema operativo disponibili all’utente ci sono circa 74gb (o meglio 74.000 mb e così via) se non vado errato.

2. Altro problema comune a tutti i lettori mp3 europei: a causa di una direttiva europea il volume è limitato dal produttore tramite il firmware e alla massima potenza non serve un rumore di strada eccessivamente potente come un martello pneumatico per compromettervi l’ascolto. Con il mio lettore d’ordinanza però, uno Zen Touch da 20gb, sono riuscito ad aggirare il blocco montando il firmware americano. Per l’iPod ancora non ho trovato soluzione visto che il firmware viene montato tramite iTunes, insomma non ci si può stonare come si deve. Work in progess.

3. Il software. Qui davvero  mi aspettavo molto di più. L’iPod, come tutti i prodotti Apple, viene considerato il benchmark di usabilità e praticità. Io devo dire di essermici trovato abbastanza male. Il cover flow è quasi inutile e si riduce a un orpello grafico di poco conto visto che ci mette anche del tempo per caricare le copertine che vedete a schermo. Si possono creare playlist on the fly ma se mettete Sgt. Peppers dei Beatles e dopo aver ascoltato A Little Help From My Friends volete passare all’ultima traccia A Day In The Life o smanettate con il tasto forward fino ad arrivare alla traccia preferita oppure vi andate a ripescare l’album e cambiate traccia. Se c’è altro modo per farlo io fin’ora non l’ho trovato.

4. Apple ha deciso di criptare il database dell’iPod e a ora è incompatibile con la maggior parte dei programmi che prima permettevano di gestirlo e che non si chiamassero iTunes, cosa molto fastidiosa soprattutto per i pinguini come me. Inoltre non ha cambiato la politica di prezzi degli accessori. Una cosa banale come l’alimentatore per corrente continua a non essere incluso nella confezione e costare al cliente 29.90€. Non ho nemmeno provato a vedere un film perché ci tengo alle mie poche diotrie che mi sono rimaste.

Ne deve passare ancora acqua sotto i  ponti prima che cambi il mio Zen Touch…

06
set

La delusione del Sexy-Pod

ipod

Devo dire che attendevo da un po’ questo Apple Event perché al 90% avrebbe mandato in pensione il mio vecchio lettore mp3, un Creative Zen Touch, per uno dei nuovi fighissimi iPod. Era praticamente sicuro che sarebbero stati annunciati i nuovi iPod con la tecnologia già vista sull’iPhone. E così è stato e Jobs è andato anche oltre le aspettative rinnovando tutta la linea del prodotto.

Agli shuffle niente di che, giusto qualche colore nuovo. Gli iPod Nano sono stati inciccioniti e ora hanno uno schermo più grande e immagino anche la possibilità di vedere video. Non so però se hanno il cover flow, non che faccia la differenza. L’iPod come lo conoscevamo noi è stato pompato alla grande con le nuove memorie da 80gb e 160gb a un prezzo che non potrà non avere ripercussioni su tutto il mercato dei lettori mp3.

E poi c’è l’iPod Touch. Prendi l’iPhone, togli il phone, e hai uno degli oggetti più sexy sulla faccia della terra. Multitouch, wifi, MacOS e probabilmente anche bluetooth nelle prossime versioni. Esattamente tutto quello che desideravo.

Poi zio Jobs mi ha deluso. Solo 8gb e 16gb? Ma stiamo scherzando? Devo dimezzare la mia libreria musciale per poter godere di quel gran pezzo di lettore? Già me lo vedevo in tasca entro Natale ma mi sa che aspetterò i prossimi upgrades di memoria.

Insomma, ma cosa hanno nella testa gli addetti al marketing di Apple? La linea degli iPod è sempre stata perfettamente rivolta a segmenti di mercato ben definiti: lo shuffle per gli ascoltatori occasionali e di mp3 sparsi, il Nano per l’ascoltatore medio che ci infila qualche album ma non ha bisogno di chissà quanto spazio e l’iPod Video per i power user che avevano bisogno di svariati giga di memoria da portare con sè.

Questa mossa proprio non l’ho capita, ora il prodotto di punta rivolto agli utenti di alta fascia qual è, quello con più memoria o quello più sexy? Un utente come me che si aspetta, soprattutto da Apple, le due cose in un’unico prodotto potrebbe meditare di aspettare. Non che questo sia un grave danno per Apple visto che farà sicuramente prima lei a proporre la prossima generazione piuttosto che i concorrenti, secoli indietro teconlogicamente parlando, a offrire un’alternativa a livello.

Però ci sono rimasto male, molto male.

12
mag

Podcasting anno 0,5

Oramai da qualche mese ascolto con regolarità alcuni podcast italiani. La moda, lanciata negli USA un paio di anni fa, sta piano piano prendendo piede anche  in Italia. La situazione è decisamente migliorata nel corso degli ultimi 6 mesi circa, sia per quanto riguarda quelli amatoriali che quelli professionali.

Il vero podcasting rimane quello fatto da appassionati, con mezzi spesso limitati, che riscuotono però un certo successo perchè, grazie ad un mezzo democratico come internet, possono toccare gli argomenti più di nicchia e riscuotere molto successo tra gli appassionati. Dove ovviamente il molto successo è una "ristretta" cerchia che nel migliore di casi arriva a qualche centinaio di persone, ma è una gran soddisfazione sapere che ci sono queste persone interessate a quello che dici e che ogni giorno/settimana/mese scaricano la tua puntata. Senza internet al contrario saresti rimasto nel tuo anonimato, senza la possibilità di farti ascoltare e confrontarti.

Questi sono i principali podcast che ascolto:

RockcastItalia: oramai ascolto il buon Dok da quando le puntate erano ad una sola cifra, ora ha sfondato il tetto delle 50 con la sua rassegna settimanale o più che settimanale, a seconda del tempo, di brani podsafe rock’n'roll.
Notizie Digitali: anche questo uno dei primi podcast che ho ascoltato. Notizie digitali è una rassegna quasi settimanale di notizie realmente importanti dal mondo dei computer e di internet (oramai l’introduzione la so a memoria). Purtroppo negli ultimi tempi è stata molto più quasi che settimanale ma Valerio fa sempre un buon lavoro.
Camelo Cronicast: podcast che ascolto da meno tempo ma molto interessante circa fenomeni paranormali, ufo ecc. Niente sensazionalismi ma un rigoroso metodo scientifico che viene applicato a tutti gli episodi presi in considerazione.
History Cast: questa è davvero la perla del podcasting italiano. Piuttosto recente, arrivato alla quarta puntato, viene realizzato da due docenti di storia dell’università di Pisa. Assolutamente  da non perdere la prima puntata sui Protocolli dei Savi di Sion (il documento falso su cui basa una parte della storia il Codice Da Vinci) e la quarta sulle origini storiche dei Vangeli, apocrifi o canonici (tutti abbondantemente postumi di qualche decennio o secolo della presunta nascita e morte di Gesù).

Se volete scoprire nuovi podcast, questi sono i 4 che reputo migliori ma ce ne sono molte decine, professionali e non, consiglio di puntare i browser sulla directory messa su da Valerio di Notizie Digitali a questo indirizzo.