Warning: Illegal string offset 'footerstring' in /home/mhd-01/www.hardrockblog.it/htdocs/wp-content/plugins/rss-footer/rss-footer.php on line 125

Warning: Illegal string offset 'position' in /home/mhd-01/www.hardrockblog.it/htdocs/wp-content/plugins/rss-footer/rss-footer.php on line 126
iraq archive -- Hard Rock Blog - Mosso da un motore a spinta d’improbabilità
29
ago

Più grande e più lungo

Ho sempre immaginato che vedersi preso per il culo in un cartone animato sia una delle cose più emozionanti che possa accadere nella vita di una persona. Ricordiamo alcuni che hanno suggellato le loro carriere con apparizioni come Paul McCartney e i REM nei Simpson, Susan Sarandon e James Van Der Beek nei Griffin, Mel Gibson e soprattutto l’incommensurabile Brian Boitano in South Park ("What would Brian Boitano do?").

Dubito però che sia stato questo il sentimento che ha provato Saddam Hussein quando il marine ha premuto il pulsante play sul lettore DVD ed è partito South Park: Bigger, Longer & Uncut, il lungometraggio dell’arcinota serie animata. Chi l’ha visto sta già ridendo sotto i baffi perchè ha già capito dove voglio andare a parare, chi non l’ha visto rimedi al più presto perchè fin’ora si è perso un masterpiece.

E perchè gli hanno fatto vedere proprio questo film si chiederà la seconda categoria di persone?

La risposta è semplice, perchè una mente malata ha partorito la trama in cui il mondo è sul limite della distruzione a causa di una guerra tra Canada e Stati Uniti nella quale ci ha messo lo zampino, anzi lo zoccolo, sua maestà il signore degli inferi. Il quale in privato, quando non deve dare l’impressione di oscuro re infernale, è una checca isterica che ha una relazione con l’ex rais di Bagdad, Saddam appunto.

E’ lo stesso Matt Stone, creatore della serie e del film del 1999, a confermare che i marines americani hanno più volte fatto vedere a Saddam le scene in cui si abbandona alle lotte amorose con Satana, e avendo visto il film vi assicuro che sono scene moooolto esplicite.

30
mar

Jill Carroll relased

Dopo più di 2 mesi di prigionia è stata liberata poche ore fa la giornalista statunitense Jill Carroll, rapita in Iraq da un gruppo sunnita.

Finalmente una buona  notizia, i giornalisti pur trovandosi in prima linea non sono soldati e la loro libertà di stampa dovrebbe essere maggiormente tutelata.