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king kong archive -- Hard Rock Blog - Mosso da un motore a spinta d’improbabilità
18
gen

La bella e la bestia – parte 2

Come promesso, anche se con un po’ di ritardo, vengo a parlarvi di King Kong.
Premetto di non aver mai visto interamente nè quello dei 30 nè quello dei 70 quindi non so esattamente dove Jackson ci abbia messo del suo.

King Kong dura oltre 3 ore e finchè non arrivano a Skull Isand da spesso l’impressione di essere eccessivamente lento e prolisso.
Una volta arrivati sull’isola le cose cambiano radicalmente, ad ogni angolo c’è un mostro diverso, che sia ragno, rettile o scimmione. Questo diventa particolarmente paradossale a circa metà film con una serie di scene d’azione e combattimenti concatenati tra loro.

Il peloso scimmione è reso perfettamente sia tecnicamente che psicologicamente. Come successo per la guerra dei due mondi la spettacolarità degli eventi è solo un velo che copre la realtà psicologica dei personaggi. In questo caso c’è l’amore quasi tenero di Kong per la bella biondazza di turno che per la prima volta gli fa sciogliere il cuore.

In definitiva un buon  film ma assolutamente non un capolavoro al livello della Compagnia dell’Anello o del Ritorno del Re.
Stasera si va a vedere il nuovo di Allen, stay tuned.

14
gen

La bella e la bestia – parte 1

Oggi seconda serata cinefila in 3 giorni e con due film che hanno un certo risvolto in comune, ossia un tormentato rapporto tra uomo e donna, ovviamente per ragioni molto diverse. Da una parte c’è uno scimmione e una bella biondazza in King Kong, dall’altra una pellerossa e un colono inglese, protagonisti di The New World.
Proprio da quest’ultimo vorrei iniziare visto che i ricordi, anzi le emozioni sono ancora vive.

Le navi sovrastate dalla croce di Sant’Andrea che sopraggiungono sulle coste della Virginia sono l’inizio del nuovo film di Terrence Malick, già autore del meraviglioso "La Sottile Linea Rossa". Come tutti sapranno è la storia di Pocahontas e John Smith e del loro tormentato amore.
Nella prima mezz’ora, forse di più, non c’è uno scambio di battute che duri più di qualche secondo. Tutta la narrazione, e così succederà fino alla fine, sarà lasciata alle immagini meravigliose della natura vergine e dalla voce fuori campo di lei o di lui che mettono le proprie emozioni in parole, anzi in poesia.

La protagonista infatti è la natura, la grande madre, quando ancora poteva essere chiamata tale.

John Smith "contamina" la giovane e ingenua pellerossa con il suo amore cambiandola, costringendola a anteporre le ragioni del suo cuore alla sua gente.
Insieme all’animo di Pocahontas, che rimane comunque in profondità uno spirito libero fino alla triste fine, cambia la sua gente che entrando in contatto con gli inglesi conoscono la violenza, la gelosia e l’avarizia.

In Italia è stato presentato come un film d’azione, di guerra, beh lo è davvero in minima parte anzi il ritmo è lento o per meglio dire meditativo e contemplativo. Altri si aspettavano un film d’amore e credo che anche loro siano stati delusi perchè va ben oltre.
Questi due elementi uniti alla tarda ora (il film è iniziato verso le 23 e finito oltre l’1) hanno portato a una certa maleducazione in sala. Gente che si alzava e se ne andava, vociare ad ogni cambio di scena, frizzi e lazzi fino agli ultimi secondi.

13
gen

Scimmioni e citazioni

L’altro giorno ho visto King Kong al cinema, sul quale entrerò nel merito in un altro post, ma ora ho le prove che la sensazione che avevo avuto su una scena era giusta.
All’inizio, durante la corsa in macchina per scappare dai produttori, Jack Black e l’assistente parlano di un’attrice che potrebbe sostituire quella che ha dato forfait.

Il dialogo è più o meno così:

Assistente – Ci vuole una ragazza che stia bene nella 38.
Black – Fay ha la 38.
Assistente – Si è vero ma sta girando un film con la RKO
Black – Cooper…lo immaginavo…

Fay non è altro che Fay Wray, la protagonista, la RKO la casa di produzione e Cooper il regista…del King Kong del 1933!

Grande Giove…

(il Rocky Horror nuoce gravemente alla salute)