21
gen

Iummi Iummi c’è Tommy Iommi


Che tristezza vedere il contatore dei post nella home page di splinder a 1. Bisogna fare qualcosa. La settimana di fuoco è finita quindi da oggi si torna alla normalità come frequesta di postaggio. Promesso.

Ho appena letto qualche news interessante relativa al Gods Of Metal 2007 del quale sono stati annunciati gli headliners. Gli headliners sono i nomi di band importanti che stanno scritti in grande sui manifesti dei festival, sotto a nomi sempre più piccoli. Mano mano che il carattere diventa più piccolo diminuisce anche il coefficiente di notorietà.

L’anno scorso gli headliners erano i Guns N’Roses. Approposito qualcuno ha avvistato da qualche parte Chinese Democracy? Quest’anno invece sono molto più appetibili del porco con le treccine (nemmeno l’ombra di quello che era 15 anni fa). Se i Dream Theater non mi attirano più di tanto, la mia lingua comincia a fare Yummi Yummi quando leggo che suona Tommy Iommi (ok era triste), l’uomo che per tanti anni ha accompagnato con la chitarra i deliri vocali di Ozzy Osbourne nei Black Sabbath. Tommy è coinvolto in un progetto con un altro che dire mostro sacro è poco: Ronnie James Dio, una delle mie voci preferite che insieme a Richie Blackmore decenni fa fondò i superbi Rainbows per poi entrare con lo stesso Tommy nei Sabbath, dopo l’abbandono di Ozzy. Praticamente una reunion dei Black Sabbath perché a completare la line up ci sono Geezer Butler e Vinny Appice, rispettivamente bassista e batterista dei Sabbath (Vinny Appice è anche il fratello minore di Carmine Appice). E infatti si chiamano gli Heaven & Hell dal nome dell’album del 1980, il primo senza Ozzy, e che vedeva la stessa formazione fatta esclusione per Vinny. Un gran bell’album tra l’altro. Questo per quanto riguarda il 3 giugno, alla cui conclusione ci saranno i Blind Guardian. Per il 2 invece sono previsti nientepocodimenoche gli Scorpions.

A fine giugno invece ci sarà un Gods Of Metal part Two. In effetti nella prima parte sembrava che ci mancasse qualcosa, un tassello che poteva completare la due-giornate. Il tassello in effetti si esibirà il 30 giugno, dopo l’uscita del suo nuovo album a maggio. Un tassello che non ha bisogno di presentazioni e che risponde al nome Ozzy Osbourne. Mi bagno solo a pensare alla prospettiva di vedere Tommy Yummi Yummi Iommi insieme a Dio. Se poi cominciano a cacciare i pezzi dei Rainbow…

26
nov

KillerQueen live@Alcatraz


Settimana densa di avvenimenti queenici in concomitanza con il quindicesimo anniversario della morte di Freddie. In particolare nella zona di Milano venerdì era in programma a Trezzo un piccolo set live con vari ospiti tra cui Enrico Ruggeri, notoriamente fan di vecchia data della regina e in particolare di Freddie. Ho preferito invece partecipare ieri sera alla prima convention europea dei fan dei Queen tenutasi in Italia (almeno così mi pare aver capito) all’Alcatraz. Già l’inverno scorso avevo partecipato a qualcosa del genere con l’unica differenza che allora suonarono i Queen Mania mentre invece ieri c’erano i Killer Queen, la cover-band ufficiale italiana e sicuramente tra le più in vista insieme alla Merqury Band.

La set list è stata più o meno la solita da cover band da greatest hits. Si è cominciato con Tie Your Mother Down e poi in ordine sparso si è toccati un po’ tutti i periodi con Now I’m Here, Keep Yourself Alive, Don’t Stop Me Now, Another One Bites The Dust, Breakthrough, I Want To Break Free, Somebody To Love, Let Me Live, Invisible Man, Who Wants To Live Forever, Innuendo, Bohemian Rhapsody, Radio GaGa e ovviamente l’inscindibile binomio finale We Will Rock You – We Are The Champions. Al contrario dei QueenMania, i Killer Queen mi sembra siano andati leggermente oltre la semplice coverizzazione dei pezzi. Ad esempio in Tie Your Mother Down si è sentito piuttosto forte l’accompagnamento del sintetizzatore e spesso i versi non erano proprio esattamente quelli che cantava Freddie. La stessa performance del cantante, pur essendo vestito con la classica maglietta bianca di Flash e pantalone rosso e mimando il suo alterego, era diverso dal frontman dei QueenMania che riprende in toto a partire dall’aspetto Freddie. E la cui voce era anche molto più simile parlando del timbro. Mi ha fatto molto piacere sentire Innuendo live, probabilmente sarebbe stato uno spettacolo magnificente sentirlo dalla band originale. Anche Invisible Man è suonata molto bene dal vivo. Da sottolineare che la Red Special di Giacinto è stata costruita da lui stesso, esattamente come fece Brian circa 40 anni fa.

25
set

Baustelle live@Transilvania

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Venerdì 22 sono finalmente andato a vedere i Baustelle live dopo il breve set acustico a cui avevo assistito alla FNAC, esibizione che non mi avevano convinto fino in fondo. Ma partiamo dall’inizio. Sul sito del Transilvania l’orario previsto era alle 20 ma arrivati lì puntuali abbiamo aspettato l’apertura delle porte per oltre un’ora. Perlomeno il prezzo era contenuto, 10€. Prima dei Baustelle ci sono stati altri 2 gruppi: gli Psyco Drama e gli Yuppie Flu. Il primo è un gruppo giovanissimo formato da un cantate/chitarrista, bassista, batterista e violino elettrico. Nonostante una presenza scenica discreta non mi sono piaciuti molto, soprattutto il cantante, uno pseudo Brian Molko sia vocalmente che esticamente. Il violinista era relegato a comprimario e solo quando ci hanno dato dentro nei frangenti strumentali il gruppo diventava più godibile. Gli Yuppie Flu invece mi sono piaciuti, e non poco. Molto vintage e molto rock’n'roll alla fine del concerto, sull’ultimo assolo, quando hanno cominciato a distruggere tutto: lo sgabellino del tastierista è finito dentro la batteria, il bassista (un grande, con la maglietta di Lou Reed e una barba trasandata alla Morrison) ha cominciato a far volteggiare il basso facendolo incagliare con il microfono e il chitarrista che sbatteva la chitarra nell’ampli. E poi sono arrivati i Baustelle con una scaletta piuttosto lunga. I primi sono stati i pezzi della Malavita iniziando con I Provinciali, come alla FNAC, poi in ordine sparso Sergio, Revolver, A Vita Bassa, La Guerra è Finita e ovviamente Un Romantico a Milano, poi una serie di vecchi pezzi. Da La Moda del Lento hanno suonato la title track e Cin Cin (sicuramente ne dimentico qualcuna) mentre invece da Sussidiario Illustrato della Giovinezza: Le Vacanze dell’Ottantatre, Martina, La Canzone del Parco e La Canzone del Riformatorio. Stavolta mi sono piaciuti molto di più, si meritano un bel 7 e mezzo. La scaletta è stata molto più lunga con tanti bei pezzi dei precedenti album. Io stavo giusto di fronte a Rachele, in terza o quarta fila. Anche Francesco era molto più in forma, anche se come al solito non sprizza proprio allegria, però quando si tratta di cantare la voce la caccia. Spero proprio di rivederli ancora e credo che ce ne sarà occasione visto che sul Rolling Stones ho letto che sono in tuor da quasi un anno e con un centinaio di date sulle spalle.