21
feb

E fu così che il portatile spirò

Comprai il mio portatile il giorno prima di partire per Milano la prima volta, a settembre 2004. Pessima tempistica, era l’alba del Centrino e del Dual Core che hanno fatto fare un discreto balzo in avanti sia come potenza che come durata di batteria.  Da allora non è stato un rapporto idilliaco con il mio Toshiba Satellite A60. Il primo problema che ebbi fu allo schermo con un pixel spento. Giusto il tempo di far scadere la garanzia e non so come si ruppe il lettore DVD, per ripararlo ci sarebbero voluti 50€ solo per il preventivo (cosa che mi ha permesso di stipulare il mio record di non formattazione a oltre un anno). Poi fu la volta dell’alimentatore. Mentre ero in treno comincio a sentire puzza di bruciato ed era proprio l’alimentatore che mi salutava. Dopo averlo sostituito con uno non originale, dopo qualche mese, va a farsi fottere lo spinotto. Soluzione: trapianto di jack maschio dal vecchio al nuovo alimentatore.

La necessità di un nuovo portatile si è cominciata a fare più impellente con l’avvicinarsi della laurea, quando mi servirà scheda Wi-fi (che questo non ha) e capacità di batteria (che ora si attesta a un’ora circa). Comprare una batteria nuova per avere un’autonomia di un’ora e mezza costa 150€ mentre una scheda Wi-fi USB sta tra i 15 e i 20€ da quanto vedo su Ebay.

Poi l’altro giorno il nuovo fattaccio. Mentre stacco l’alimentatore dal pc sento un piccolo tac. Vado a vedere e lo spinotto che sta nel jack femmina si è staccato ed è rimasto incastrato nel buco del jack maschio. Ora è rappezzottato con la carta argentata. Sarebbe possibile anche cambiare le prese con quelle generiche ma è la classica scintilla che fa traboccare il vaso (cit.).

E ora? Eh, ottima domanda. Il dilemma Mac o PC rimane ed è sempre più forte. Ovviamente nel secondo caso raderei subito al suolo qualsiasi sistema operativo per far spazio a Kubuntu (Amarok ha implementato le periferiche MTP, yuppie!). Per il Mac sarebbe un po’ presto, nel migliore dei casi Leopard sarà presentato tra un mese ma come ho già spiegato in precedenza sono ancora un po’ restio verso questa prima generazione di Mac Book senza il combo drive (se non a costosa richiesta) e con qualche problemino di surriscaldamento.

Credo che alla fine farò un confronto tra gli hardware disponibili in giro…

16
nov

Tunatic: lasciate che la musica venga a me

Un tempo quando non si conosceva il titolo di una canzone, magari di uno spot, si andava dall’amico esperto e si chiedeva un parere. "Mica sai qual è la canzone del nuovo spot della mulino bianco?". In questo caso non sarebbe stato difficile, sicuramente sarebbe stata una canzone dei Queen. Nell’era digitale l’amico esperto diventa disoccupato, ci pensa Tunatic!

Per far si che Tunatic provi a riconoscere la canzone che state ascoltando (e ci riesce molto spesso) basta scaricare e installare il client di poche centinaia di kb, disporre di un microfono, anche quelli fetenti da 2€ come il mio, e della sorgente audio a portata di mano. Ho provato ma cantando nel microfono non funziona, ma quando canto io anche un orecchio umano non riconoscerebbe quello che sto cantando. Tunatic analizza lo spettro della canzone e lo compara con quelli presenti nel suo database. Ovviamente dimenticavo che è fondamentale la connessione a internet. Se siete utenti mac (ma preso anche windows) è possibile scaricare anche il software per contribuire ad allargare il database di Tunatic che analizza i vostri mp3 e ne immagazzina i dati rilevani.

Ma vediamo le prove. Ascolto molto spesso in streaming Virgin Radio Classic Rock e come molte radio online, per non permettere la registrazione automatica delle canzoni, non fa comparire titolo e artista direttamente sul player dell’utente ma bisogna andare sul sito per reperirlo. Su 6 canzoni ne ha riconosciute 5: Burn dei Deep Purple, Doctor My Eyes di Jackson Browne, The Needle & The Damage Done di Neil Young e My Generation degli Who. Quella mancata invece è degli Aerosmith ma non so quale sia poichè non è stata nè annunciata nè è comparsa sul sito.

Trattandosi di un software non italiano ho provato comunque a fargli riconoscere tracce nostrane con risultati sorprendenti. Sono partito con Battiato e mi ha riconosciuto 3 tracce su 3, una molto conosciuta, una media e una semi-sconosciuta, rispettivamente Centro di Gravità Permanente, E Ti Vengo a Cercare e Clamori. Poi ho provato con i Baustelle, per un Romantico a Milano non ha avuto alcun problema mentre per  Arrivederci non ha trovato corrispondenze, ma è anche l’ultima traccia del loro primo album, mancanza perdonabile. Impressioni di Settembre della PFM senza problemi e anche De Andrè è stato riconosciuto subito: sia Don Raffaé che Creuza de Ma sono state indovinate in meno di 10 secondi, prima che Faber iniziasse a cantare. Poi ho cambiato un po’ genere. Del trip-hop dei Massive Attack mi ha riconosciuto una canzone arcinota come Karmakoma mentre niente da fare per Future Proof. Riconoscimento perfetto e immmediato anche in materia di classica, Suite n3 in D maggiore di Bach (la musica di Quark per intenderci), e di opera, Sull’Aria da Le Nozze Di Figaro di Mozart interpretato da Maria Kallas.

Riassumendo, su 18 tracce solo 3 non sono state riconosciute. Mi sembra un ottimo risultato per un progetto ancora poco conosciuto ma di tante belle speranze.

25
ott

Linux o Mac?

Il mio portatile oramai ha i mesi contati. Il lettore DVD mi ha abbandondato da tempo, poi ci si è messo anche altoparlante di sinistra, aggiungeteci che è pesantuccio da trasportare, non ha scheda di rete, è single core e infine ha una scheda grafica che non farebbe girare nemmeno il solitario di Windos.
Oramai è deciso: tra poco va pensionato. Ma cosa prendo dopo? La scelta non è mica facile però parto da un presupposto certo: dopo 12 anni mi sono rotto il cazzo di Windows. Non sono un denigratore di Bill Gates nè uno di quelli che scrive Micro$oft però quando è troppo è troppo. Dire che è un sistema operativo poco performate è un eufemismo e Windows Vista, in uscita a inizio 2007 per il mercato consumer, sembrerebbe essere solo un aggiornamento grafico al tema di XP. E le alternative ci sono.
Innanzitutto un bel MacBook, ci sbavo sopra da quando sono usciti: design e linee da orgasmo e un sistema operativo mai così usabile unito a una discreta portabilità e una potenza davvero ottima grazie all’architettura x86 da poco adottata. Purtroppo però i portatili che arrivano da Cupertino hanno 2 grandi difetti. Il primo è che sono terribilmente costosi: il MacBook base costa 1.100€ all’incirca e per avere il masterizzatore DVD nonchè un’espansione di memoria sia volatile che fissa (di default rispettivamente 512Mb e 40Gb) bisogna sborsare parecchio.
Il kernel Linux e le sue distribuzioni stanno raggiungendo livelli davvero inimmaginabili fino ad alcuni anni fa. Ricordo ancora che qualche anno fa passavo i giorni per cercare di far funzionare quel dannatissimo modem ADSL in comodato dalla Telecom.  Ubuntu è una distribuzione che davvero può far concorrenza a un sistema operativo per computer non server. Con un minimo di accortezza nello scegliere le periferiche (purtroppo quasi nessuna ha il supporto ufficiale) si può fare tutto e l’installazione software sta andando nella direzione giusta grazie anche a una community senza paragoni. Metteteci XGL, la migliore interfaccia grafica attualmente sul mercato che fa cose da lasciare senza fiato, e avete un sistema operativo rivoluzionario. Un pro è sicuramente il prezzo visto che c’è una gamma più vasta di possibilità (teoricamente si può installare su qualsiasi portatile), un contro è il costo di ricerca di quello giusto, con tutte le compatibilità apposto.
E’ una bella sfida insomma. Il Mac non lo comprerei sicuramente prima di un 6 mesi perché è di prossima uscita Leopard, il nuovo sistema operativo, e sicuramente sarà accompagnato da un aggiornamento della gamma. Un portatile per Ubuntu lo compreri perché è più vicino alle mie esigenze di smanettone, in fondo un Mac è fatto apposta per essere utilizzato anche dagli imbecilli. Vedrò un po’ l’evoluzione del mercato…e il mio portafogli…

19
mag

I want to bite the Apple


Oramai da qualche giorno sono usciti i nuovi portatili Apple per la fascia low-end che vanno a sostituire i vecchi iBook.
Il passaggio da processori Motorola a quelli Intel ha portato, oltre che all’aumento notevole delle prestazioni, anche a un totale restyling dei prodotti.
I primi a fare il passaggio all’architettura x86 sono stati i gli iMac e i portatili MacBook Pro, assolutamente di gran classe ma piuttosto grandi e soprattutto costosissimo, oltre i 2.000€. Dopodichè è stata la volta dei MacMini, machinette sempre piuttosto interessanti.

E poi fu l’amore. Qualche giorno fa sono usciti i nuovi MacBook, splendidi laptop da 13” con un costo accessibile, 1.099€ per l’entry level bianco, 1.012€ se non sbaglio con gli sconti educational.

Bellissimi e piuttosto potenti con il loro 1.83Ghz Core Duo, schermo con effetto glossy, front row (ossia l’interfaccia per poterlo controllare a distanza con il telecomando incluso), la iSight e tutta la bellezza e stabilità del sistema operativo OSX 10.4 Tiger. Qualche piccola pecca come ad esempio il masterizzatore dvd solo su richiesta, altrimenti c’è solo quello cd.
E a me non resta che continuare a sbavare sul mio fetente Toshiba, aspettare le prossime relase sperando che il masterizzatore dvd sarà di default, qualche mhz in più e magari Panther, la prossima versione del sistema operativo della casa di Cupertino.