11
lug

Naz-ionalismi

Con la fine dei mondiali finisce anche il mio periodo di giustificabile orgoglio nazionalistico. Non che non sia fiero di essere italico ma ben lungi da me credere che l’Italia come nazione sia superiore cultualmente o socialmente a qualsiasi altro popolo.
Però non posso certo negare una certa antipatia a pelle verso tedeschi e francesi. Se per i cugini transalpini l’antipatia mi era già nota, sono stato 4 volte in Francia, per i crucchi il discorso si è accentuato durante la manifestazione a causa dei continui proclami e di esponenti della federazione tedesca e dell’odiosa stampa poplulistica. Questo discorso per fortuna non lo faccio quando interagisco con i singoli stranieri, quando ne incontro non ragiono in conseguenza del passaporto, ma esclusivamente in caso di manifestazioni contro rappresentanze dei vari paesi. In quei frangenti l’agonismo ti porta ad odiare l’avversario che in quel momento incarna solo tutte le caratteristiche negative del paese. Si tratta esclusivamente di agonismo.

Come poter poi ragionare per eurismi quando un ex ministro della Repubblica italiana dice:

"Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi ha vinto contro una squadra che ha perso immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti. Aver battuto tutti questi qua è stata anche una vittoria politica"

Insomma, il signor Calderoli ha sprecato ancora una buona possibilità di star zitto.